E io trattengo il fiato

Ovvero quando dopo un po’ eh!

«Sei stato tu!»

«No tu!»

«No tu!»

«No tu!»

«No tu!»

«No tu!»

«No tu!»

«Nononononononononono! È solo colpa tua»

«No tua!»

«No tua!»

«No tua!»

«No tua!»

«No tua!»

«No tua!»

«Ehm… veramente… ragazzi, ma stiamo scherzando… dai su, cioè basta… così, non voglio metermi in mezzo però guardate lì.. cioè, veramente ci sarebbe qualcosa da fare…»

«Zitto tu, Pierluigi!»

«È colpa tua!»

«No tua!»

«No tua!»

«No tua!»

«Ah si?! E allora io non ti parlo più!»

«AH si?! E io allora fino a che non mi parli batto i piedi per terra»

«Ehm..ragazzi…»

«E stai un po’ zitto Pierluigi! Non vedi che stiamo parlando?!»

«E comunque io con te non ci parlo più!»

«E io trattengo il fiato fino a che non te ne vai! Vedi che sono già rosso?»

Signore e signori, vi abbiamo trasmesso l’avvincente confronto tra il Presidente del Consiglio dei ministri e quello della Camera, ringraziamo il segretario del maggiore partito di opposizione per i lucidi interventi. Vi auguriamo una buona giornata e vi diamo appuntamento a domani per un interessante dibattito tra Paperino e Paperoga su chi sia lo zio migliore, oltre ai protagonisti parteciperanno: Qui, Quo, Qua e Pennino, nipoti dei dibattendi. Con questo è davvero tutto il vostro Franek Bluto Blutarsky vi saluta e vi da appuntamento alla prossima.

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