Oh! Adesso lo faccio!

Ovvero quando uno fa proprio brutto

U. Boccioni, Rissa in Galleria, Milano 1910

 

Ormai, per me mio nonno è il termometro politico del paese, il suo non certo questo. Infatti mio nonno sembra avere quaranta di febbre e il fuoco di Sant’Antonio invece gli altri, tutti, sembrano stare bene, da dio, nel senso che sembrano morti. Addirittura hanno un mese da perdere per poi parlare di crisi. Comunque ieri stavo guidando ed ero in macchina con i miei nonni e mio padre, che non vi ho ancora presentato Grzegorz Blutarsky nato nel 1946 a Zakopane emigrato in Finlandia prima e in Italia poi ma avrete modo di conoscerlo. Dicevo che ero in macchina con loro e guidavo, ascoltavamo musica e chiacchieravamo. Ad un tratto un tizio con un sobria macchina e tutto l’aspetto della persona per bene mi taglia la strada, sorprendendomi mi fa scappare un gesto di disapprovazione. Lui ferma la sua macchina, scende con una calma e una compostezza estrema e si avvicina alla mia macchina, mentre, chiaramente. Io abbasso il finestrino e aspetto. Arrivato, questo distinto signore mi dice:

-Credo che abbia trasceso, mi trovo costretto a ritirare le mie buone maniere.-

-Faccia pure.- ho risposto con la stessa pacatezza- ma non la capisco, non capisco cosa significhi.-

-La prego di non insistere. O mi troverò costretto a smettere di essere educato.-

-Ma guardi capisco tutto però…-

-No davvero guardi che se non la smette se la vedrà con me, ha capito?-

-Ma su non si scaldi!-

-Adesso basta. Sto per perdere la pazienza!-

Anche io ero sceso, non arrabbiato sorpreso da questo signore che continuava a minacciarmi di perdere la pazienza. Intanto chiaramente intorno a noi era una sinfonia di clacson e insulti ben peggiori di quelli che io avevo rivolto al distinto signore che però pareva non farci caso.

-Insomma! Adesso continui per la sua strada, oppure veramente mi arrabbierò!-

-Guardi che stiamo anche bloccando il traffico, vorrei volentieri proseguire per la mia ma non posso se lei non la smette di ostruire La strada.-

– Per diana e bacco, adesso veramente basta!-

-Su non faccia così!-

-Va bene. Forse, quasi quasi, se li mi garantisce che, io potrei anche pensare di non perdere la pazienza….-

Io ero sempre più interdetto, non capivo più nulla dell’atteggiamento del distinto signore che avevo di fronte. Fino a che mio nonno, non è corso (no, non è Corso. È polacco, comunque) in mio aiuto

-Franek- mi ha detto poggiandomi una mano sulla spalla dopo essere faticosamente sceso dalla macchina- non l’hai riconosciuto?-

-No- rispondo un po’ perplesso

-Adesso sto davvero per perdere la pazienza! E guardi che se me la fa perdere poi vedrà di cosa sono capace.- insisteva il distinto signore.

-Certo, certo.-ha detto mio nonno- Certo On. Fini. Franek saluta il Presidente della Camera, non le faremo perdere la pazienza non si preoccupi. Arrivederci-

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