c’era una volta

ovvero una delle storia di mia nonna Jola

Re Augusto Micaele Giovanni II di Malta, duca di Bermington, conte di Colscia e sire del mare

C’era una volta un Re. Un Re grande e potente non fu, perchè non poteva esserlo. Tutto nella sua nazione era vecchio, passato e decadente. Accadde però un giorno che altri Re, loro si grandi e potenti, decisero di andare a fare visita a questo loro collega sfortunato. Annunciarono così agli ambasciatori che sarebbero andati tutti insieme a trovarlo. La notizia avrebbe dovuto far felice il nostro ma così non fu. Infatti in quel paese vecchio, passato e decadente non c’erano abbastanza soldi per ospitare tutti quelle grandi e potenti persone che avrebbero certamente preteso un’ospitalità degna di loro. Allora il Re ebbe l’idea più semplice

«Che si alzino le tasse!» ordinò.

Al ministro delle tasse che gli faceva notare che già le tasse erano alte e che la popolazione non avrebbe certo gradito un nuovo innalzamento , il Re rispose che poco gli importava dei loro lamenti. Ma il giorno dopo andò dal ministro della popolarità e chiese cosa stessero facendo i popolani.

«Piangono e si lamentano» rispose questi. E il Re si allontanò tranquillo.

Dopo alcuni giorni i soldi in più già erano finiti e i preparativi per acogliere gli illustri colleghi ne necessitavano altri. Il Re rimase pensieroso per due giorni, poi tornò dal ministro delle tasse. Senza farsi annunciare andò direttamente nel suo ufficio e spalancando la porta disse

«Alzate ancora le tasse!».

Non volle ascoltare i suggerimenti del ministro delle tasse e se ne andò chiudendosi la porta alle spalle. Ma il giorno dopo dubbioso tornò dal ministro della popolarità e chiese come avesse reagito la popolazione a questa notizia.

«Piangono e si lamentano» rispose ancora questi. E il Re se ne andò tranquillo e tornò a dormire.

Mancavano solo pochi giorni all’arrivo degli illustri colleghi quando ancora i soldi finirono, il Re tranquillo ordinò ancora di alzare le tasse e il ministro delle finanze non tentò nemmeno di dire qualcosa. Il giorno dopo fu il ministro della popolarità ad andare dal Re. Si fece annunciare, mica poteva presentarsi altimenti lui, e poi entrò nella sala del trono dove il Re era intento a scegliersi i vestiti con i quali avrebbe accolto i suoi illustri ospiti.

«Che c’è?» chiese senza guardare il ministro «sei venuto a dirmi che la popolazione piange e si lamenta?»

«No sire» rispose questi «la popolazione sta ridendo a crepapelle»

«Oh, cazzo!» ripose il Re

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