Alla finestra

ovvero le sigarette fanno male ma aiutano a guardare il mondo

questo NON è Franek Bluto Blutarsky. è più brutto. Blutarsky.

 

Non mi piace fumare in casa. Mi da fastidio la puzza, mi danno fastidio i portacenere pieni e tutto il resto. Così quando mi va di fumarmi una sigaretta apro la finestra e me la spipacchio in pace guardando il mondo che scorre due piani sotto me. E da un anno vedevo una scena insolita. Un ragazzo giovane ogni volta che incontrava un signore anziano veniva insultato. Semplice, quando i due si incrociavano sulla strada, che so uno usciva dal bar l’altro vi entrava, oppure erano sullo stesso marciapiede, iniziava la sequela delle solite cose da vecchietti contro ggiovani. La dovete smettere di fare casino, idioti! oppure vergognatevi! oppure Ai miei tempi gli imbecilli come voi … così ogni volta ce ne era una e devo ammettere che il signore anziano ne aveva di fantasia, visto che mai si è ripetuto.

Dopo un po’ il ragazzo si deve essere stufato e così ha cominciato a rispondere. e se prima era solo un scusi?  poi è passato da un ma la smette? a un ma la smette dio… Proprio ieri su questa bestemmia è successo un quarantotto tutti a dargli addosso. E come si permette giovanotto, lei mi offende, ha iniziato il signore, seguito da una signora amica sua a  questa gioventù è squallida. Intanto il povero ragazzo tentava di spiegare il perché della sua reazione ma a nulla serviva. Come sempre stormi, frotte di vecchietti sono corsi a insultare e offendere il povero ragazzo che in fondo aveva una colpa, quella di aver reagito ad una persona maleducata in maniera maleducata, ma anche Des Cartes dice che bisogna adeguarsi alla morale comune. Dopo poco quando ormai i vecchietti erano migliaia e agitavano bastoni, treppiedi, girelli, flebo e quant’altro ho sentito una voce che conosco bene

«Ma ti è andata bene!» ha detto mio nonno Lech e io ho temuto si rivolgesse al ragazzo invece lo ha raggiunto e si è messo al suo fianco. «Ti è andata bene, che se lo dicevi a me quello che hai detto a lui» diceva indicando minaccioso con il bastone l’altro anziano in un silenzio surreale, anche gli automobilisti stavano a sentire ermi senza nessuno che suonava il clacson tanta era la sorpresa.

«Se l’avessi detto a me» diceva, dunque, mio nonno «Ti avrei spaccato i bastone sulla testa. Fosse stata anche la prima volta!» alé putiferio. In quel momento ho capito. Mi sono infilato una maglia e sono sceso anche io di fianco al ragazzo. Largo alla gioventù, dicevo passando tra ali di vecchietti che insultavano anche le mosche perché troppo rumorose. Largo alla gioventù che non abbassa la testa. Largo agli studenti.

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2 risposte a Alla finestra

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