Italia 90

Ovvero quando vista la storia di famiglia mi cimento anche io

Stare chiusi in casa è una noia mortale. Quante? Quante ore ancora dovrà durare questa tortura?

-Mamma! Posso andare da Luca adesso?-

-È ancora presto tesoro! Fa ancora troppo caldo! Mettiamo su una bel cartone? Dai! Le cassette lo sai dove stanno!-

La voce della madre era uscita dalla camera dal letto, buia, dove lei e il padre si rinchiudevano sempre dopo il pranzo. Ma come fanno, si chiedeva Andrea, non vogliono vedere dove si nascondono le cicale?

Fuori tutto è silente. Nessuno nelle strade, le porte delle case un po’ aperte per far entrare una potenziale brezza che non si è ancora rivelata nel caldo estivo.

Poco lontano, tra i campi, solo il vento agita il frumento e solo il Fiume bagna le rive.

Quando finalmente la madre acconsentì, Andrea, inforcò la BMX e corse subito da Luca che lo aspettava fuori dalla porta di casa sua anche lui in costume da bagno. Pronti per passare il pomeriggio al Fiume, con l’acqua ad alleggerire il peso di energie che avevano dentro.

In poche pedalate furono fuori dal Paese. Intorno a loro scomparvero le case che finirono con il bar dove ci si preparava per la sera e la partita dell’Italia. La mascotte CIAO campeggiava sulla parete. Andrea pensava che quando sarebbe stato grande anche lui avrebbe apprezzato le linee dritte e gli spigoli e gli spigoli. Ma in quel momento lo trovava brutto. È perché sei piccolo, aveva detto papà.

Dopo il bar c’era lo sterrato e con le loro bici “da cross” i due bambini si sentivano troppo fichi. Oltre gli alberi che delimitavano la strada i campi, frumento e mais. I due bambini entrarono in uno per accorciare, stando ben attenti a non entrare tra le colture altrimenti Ol Bocia sai come si sarebbe arrabbiato?

All’ingresso del sentiero che portava al loro posto preferito c’era una macchina. Un po’ di delusione si dipinse sul viso dei bambini. Quell’insenatura del Fiume era bella perché niente ostacolava il sole ed era quella preferita da tutti i bambini del Paese. Ma era piccola e 3 grandi occupavano lo spazio per tutti.

Non volevano crederci, a quell’ora ancora non c’era nessuno, mai. Loro di solito erano sempre i primi. D’un tratto sentirono urlare. Rimasero in ascolto. Poi sentirono una donna che diceva – Così mi uccidi!-

Non sapevano che fare. Luca fece per entrare.

-Dove vai?- disse Andrea -Mio papà dice che non bisogna immischiarsi!-

-Ma cosa sta succedendo?- chiese semplicemente Luca. Un altro urlo un po’ più lungo e poi un uomo disse- Si, vedi come t’ammazzo!-

La curiosità vinse il padre e Luca e Andrea entrarono. Mano a mano che si avvicinavano le urla aumentavano. Scostarono rami come avevano visto fare a Rambo. Silenziosamente raggiunsero un punto da dove si vedeva il Fiume e l’insenatura. Ciò che videro li bloccò lì, fermi immobili come impietriti. I due grandi erano nudi, lui era sopra di lei e si muoveva velocemente avanti e indietro. Lei teneva le gambe aperte e le mani sul sedere di lui.

-Più forte!- diceva lei. Ad Andrea prima venne da ridere, vedeva il pisello, il pisello!, e anche quella cosa che aveva la mamma; poi guardò la donna. I capelli lunghi si aggrovigliavano sul viso, ansimava e teneva gli occhi chiusi stretti, stretti. Lui, che aveva il viso sul collo di lei, di colpo si tirò su. Anche lui aveva gli occhi chiusi. Il suo viso sembrava arrabbiato e non piacque ad Andrea che tornò a guardare la donna. Lei ora infilava le unghie nel braccio di lui. Il suo viso sembrava estasiato, dolorante, felice, impazzito ogni secondo cambiava. Andrea rimase affascinato. Non riusciva a distogliere lo sguardo. Il viso di quella donna, con la bocca aperta che diceva Si! Si!, lo aveva ammaliato tanto che sussultò quando Luca lo tirò per andarsene. In quel momento l’uomo disse -Vengo!-

Lei sbarrò gli occhi e guardò verso Andrea ma non lo vide. Poi si rilassò e accolse tra le braccia l’uomo che si accasciava e le mani che prima lo artigliavano, lo accarezzavano e gli occhi lo accolsero, lo abbracciarono.

Andrea venne tirato per un braccio da Luca e i due bambini tornarono verso le bici. In quel tragitto Andrea pensò che anche lui, da grande, avrebbe voluto donare quello sguardo a una donna.

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