آباء الوطن

ovvero i Padri della patria

F. Blutarsky in partenza per la guerra di Indipendenza del Suriname, 1859

Quando negli ultimi anni si sentono fatti di cronaca nera senza responsabili si accusano subito gli stranieri immigrati. Quando poi, la maggior parte delle volte, si viene a sapere che in realtà sono italiani, io, sarà che sono immigrato anche io, sento una piccola gioia in fondo al cuore. Piccolissima per carità, però rimane.

Avete presente la storia di Erika e di Omar e della madre e del fratellino, inizialmente si accusarono degli albanesi (non gli inquirenti la gente, i giornalisti e i leghisti) poi si scoprì che erano stati i due ragazzi; oppure quella volta che qualcuno uccise un benzinaio in provincia di Brescia, o Varese non ricordo, e il ministro Calderoli disse che era giunto il momento di facilitare il possesso di un arma da fuoco perché gli inmicrati claddestini stavno ormai invadendoci, dopodichè si scoprì che i responsabili erano italiani. Ecco in tutti questi casi io sotto sotto ho provato una sorta di rivincita.

Più o meno la sensazione è stata la stessa quando ho scoperto che esistono 84 marocchini che sono padri della patria. Facile direte, ogni paese ha i propri, ma qui si sta parlando dell’Italia. Infatti al seguito di Napoleone III sono scese delle compagnie composte da Nord Africani delle colonie francesi. e ne morirono 36 nella battaglia di Magenta e 48 in quella di Solferino. Era il 1859, la seconda guerra di indipendenza. E il Regno di Sardegna era alleato on il regno di Francia, o viceversa.

Questi soldati sono stati sradicati dalle loro terre per venire a morire in un paese lontano dal loro, per combattere per l’unità di un paese che 150 anni dopo li insulta e li vuole cacciare quando loro avrebbero bisogno di aiuto, e del quale probabilmente e giustamente non gliene fregava una cippa.

Forse a chi inneggia alla Padania, non sarà interessato però rimane il fatto che 84 marocchini sono stati più utili di tutti i leghisti messi insieme. Una piccola soddisfazione.

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