Il vero

Ovvero fine che non è solo mia

Un giorno il trentenne e il ragazzino si incrociarono. Per caso. Dopo aver scoperto le proprie qualità i due si comportarono di conseguenza, fidandosi del responso dell’offesa macchinetta. Quella sera d’estate successe che per sbaglio il ragazzino urtasse il trentenne che subito cominciò ad essere coraggioso con lui.

-Oè ragazzino! Ma che fai?!- disse

-Mi scusi.- rispose il ragazzino

-Ahahah! mi scusi, dice pure sto bambino! E se non lo facessi?- insistette il trentenne

Il ragazzino, che fino a quella sera aveva evitato queste situazioni, sentì una cosa dentro che gli montava. Non capiva cosa fosse ma strinse le mani.Sapeva di essere un codardo e quindi non avrebbe dovuto reagire. Lo aveva detto la macchinetta! I codardi… i codardi, ma dentro continuava a montargli questa sensazione forte.

-E allora? Se non lo facessi?- rispose ancora il trentenne.

Il ragazzino sentì qualcosa nel petto, apriva e chiudeva le mani fino a che alcune lacrime cominciarono a scorrergli sul viso, si girò e corse in bagno a piangere. Con lo sguardo del trentenne soddisfatto che lo sospingeva. Infatti quando la porta del bagno si richiuse il trentenne fece un bel respirone, si girò verso il banco tutto tronfio di se stesso e si accomodò su di uno sgabello.

Dopo pochi minuti sentì una mano bussare sulla sua spalla, si girò ancora tronfio ma quando vide chi lo chiamava cambiò espressione.

-Di un po’- disse un altro trentenne alto e grosso – sei tu che hai chiamato poppante mio fratello?-

Al fianco dell’altro trentenne c’era un ragazzino, più o meno dell’età di quello corso in bagno. Che lo fissava sfidandolo a ripetersi. Il trentenne che conosciamo meglio deglutì.

-Ti sembra il caso di prendersela con un ragazzino ben più giovane di te? Ti sembra il caso di urlare al punto che sua madre lo senta e si spaventi? Ti sembra il caso?- disse ancora il fratellone.

Il trentenne non diceva nulla, boccheggiava come un pesce ma non diceva nulla. Il fratellone lo prese e lo scaraventò giù dallo sgabello. Il trentenne si rifugiò come poté tra il bancone e lo sgabello ma quell’altro gli era già sopra. Nel bar regnava un silenzio irreale. E in quel silenzio si sentì una voce.

-Basta!-

Il ragazzino ancora con le guance bagnate di lacrime era uscito dal bagno e stava a pochi passi dalla scena.

-Basta di a tuo fratello di smetterla!- disse il ragazzino al “poppante”.

I due fratelli si guardarono, guardarono il trentenne rannicchiato sotto lo sgabello e tremante come un trentenne codardo che pensava di essere coraggioso ma non lo era. Dopo di che il fratellone si girò verso quello più piccolo.

-Ma sì dai. Sono sicuro che ha capito. Lui è un tuo compagno di scuola?-

-Si.- rispose quello

-Bravo.- disse il fratellone rivolto al ragazzino che non era più codardo – Ne hai di fegato.-

Usciti i due, il ragazzino si diresse verso il trentenne, lo aiutò ad alzarsi e gli mise in mano delle monetine.

-Prenditi qualcosa per far passare la paura.- gli disse ed uscì.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Storie. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...