Com’è triste Venezia

Ovvero Eja eja Alalà

L’assessore alla cultura della provincia di Venezia, pdl ex MSI ex AN, Speranzon ha avuto una grande idea. Ma geniale. Di quelle che passano alla storia. Un po’ com’è passata alla storia la notte dei cristalli e la notte dei lunghi coltelli. Di solito non mi piacciono questi paragoni perchè fin troppo spesso li si è utilizzati per paragoni che poi si sono rivelati eccessivi, anche perchè la storia non si ripete mai uguale nei fatti ma nei contenuti quindi su quelli bisogna puntare. Invece sta volta il paragone calza eccome. Ma andiamo per ordine, non nuovo, adesso.

Cesare Battisti è al centro di un caso internazionale, e questo lo saprete. Non esprimerò opinione su questo caso per il semplice fatto che voglio paralre d’altro. Dico solo che alcuni scrittori hanno espresso una posizione critica facendo sottolineare che da una parte la foga securitaria, dall’altra la foga di non poter più essere definiti comunisti, quindi terroristi, ha portato a posizione superficialmente garantiste e superficialmente espresse. Per uno spunto di riflessione leggete qui. Posizione libera e indipendete. E cosa ti fa il genio di Mestre? Dice:

-Bene la pensate così? E io vieto di porre sugli scaffali delle biblioteche i vostri libri e minaccio ogni bibliotecario di assumersene la responsabilità in caso contrario e lo farò per tutte le biblioteche della provincia!. Eja Eja Alalà!-

Va bene non ha detto proprio così. Ma il suo contenuto è questo come riportano le sue parole in questo articolo del Gazzettino di Venezia.

cioè minaccia alla libertà di espressione, invocata dagli stessi per i negazionisti ad esempio, cioè in Italia si deve essere liberi di dire che i nazisti non hanno fatto i campi di sterminio ma non si può esprimere posizione contraria all’estradizione di Battisti. Non faccio paragoni ma le cose stanno così. Ma anche minaccia ai lavoratori che non possono esprimere dissenso rispetto alla volontà del loro capo, anzi capò. Ma a questo ci sta abituando il buon Marchionne. Stella.

Comunque il mio modestissimo sostegno va a Wu Ming, Valerio Evangelisti, Massimo Carlotto, Tiziano Scarpa, Nanni Balestrini, Daniel Pennac, Giuseppe Genna, Giorgio Agamben, Girolamo De Michele, Vauro, Lello Voce, Pino Cacucci, Christian Raimo, Sandrone Dazieri, Loredana Lipperini, Marco Philopat, Gianfranco Manfredi, Laura Grimaldi, Antonio Moresco, Carla Benedetti, Stefano Tassinari e molti altri inseriti in quella odiosa lista di proscrizione.

Solo una cosa mi permetto di dire. Da quanto sono adolescente, la metà degli anni novanta, esiste l’asse Berlusconi Lega Nord, An. Mo è ancora vivo alla faccia di Fini. Per anni mi si è detto che non bisognava prestarci attenzione e che a sottolineare queste iniziative si faceva il loro gioco. Sono passati quasi vent’anni da quando ero adolescente, dai 15, e loro sono al potere arroganti e tronfi, liberi di fare ciò che noi non dovevamo stare a sentire perchè erano solo provocazioni. Forse è giunto il momento di cambiare strategia.

Ah! Viva l’ANPI e viva la Resitenza. Ora e sempre.

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