Cose di oggi

Ovvero viaggi per Trebisonda

Oggi viaggiavo sul metrò, linea 7 quella bianca a puà bicromi neri e viola, stavo li che mi leggevo il giornale quando ad una fermata, insieme alle altre persone, è salito un suonatore ambulante. Ha chiesto scusa per il disturbo e poi si è messo a suonare. Per quel poco che uno riesce a sentire con i freni del metrò e con il treno che viaggia in un tunnel, la musica almeno ti allieta i minuti che passi lì dentro. Ma evidentemente non tutti la pensano così. Infatti una signora che mi si è seduta al fianco subito ha detto

-Ecco, uno vuole rilassrsi e arrivano questi-. un centesimo di secondo dopo il treno ha lanciato una frenata così stridula che tutti quelli che leggevano e pensavano ai fatti propri si sono guardati in faccia come per dirsi: anche tu interrotto, eh? Io ho guardato la signora che aveva già messo le mani su un gratta e vinci. D’altronde con quel suonatore mica poteva concentrarsi su Metro, il frìpress non il treno. Eh già. E ha pure buttato per terra i briciolini del gratta, solo quello perchè mica a vinto, ah-ah!

Allorchè ho pensato al quartiere di Cascina Vione, nel Nord dell’Italia, in provincia di Milano, vicino a Basiglio che per i meno informati è detto anche Milano 3(che poi dovrebbe essere il contrario ma si sa: conta più un pelo di immagine che 100 catasti comunali) . Questo centro residenziale è iperprotetto, solo i residenti possono entrare e qualcuno fa fatica ad uscire. Telecamere, vigilanza, proprietà privata della libertà, insomma. O dalla libertà. Comunque, sta mattna ho pensato, meglio così.

Meglio così, se tutti quella come la signora grattaeperdi si rinchiudessero in un fortino medioevale, noi fuori staremmo più larghi e più sereni. Ma che bello, ma che pace. Mi sono quasi commosso a pensare che se tutti facessero così, io potrei bermi una birra serenamente all’aperto d’estate e per non dare fastidio me ne andrei al parco, così posso anche ridere. Che pace che bello. Poi il treno ha fischiato un’altra volta e con tutti quelli che leggevano o stavano pensando ci siamo guardati come per dirci, anche tu interrotto eh?

Alla mia fermata sono sceso dal metro e in una pagina di un altro frìpress leggo che quelli della Lega Nord vogliono boicottare il film su Vallanzasca. Io non lo so se il film vale la pena di essere difeso. A me lo spot in radio che ho sentito mi sembra che il dialetto milanese non è mica parlato troppo bene, però questi hanno veramente un po’ rotto. Non posso leggermi Wu Ming, non posso guardare i film di Placido, polemiche anche all’uscita del film Il Grande Sogno, quello sul ’68 che a me non mi è mica piaciuto, non posso bere una birra tranquillo, non posso uscire la sera fino all’ora che dico io, e sapete una cosa:voglio venire incontro ai camerati in camicia verde.

Però deve essere paritetico: loro trattengono per sempre: Salvini, Boni e Borghezio; io non mi guardo più i film sul Barbarossa. Ah, il Barbarossa è un film loro? No, è un film di merda.

Ps Alberto da Giussano

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