Indios

Ovvero un articolo interessante

Oggi su un giornale on lain ho trovato questo articolo, mi è interessato e l’ho pubblicato.

Franek Bluto Blutarsky

 

Un progresso sostenibile

 

Esiste, nel cuore del Brasile che cresce rapidamente, nel cuore della nona potenza economica mondiale, una tribù di indigeni che si deve difendere da questa crescita. Perché questa crescita ha minato l’ecosistema nel quale loro vivono, le loro abitudini e la loro sopravvivenza.

Questa è una storia vera, la storia dei Saterè Mawè. Questa tribù vive nell’Amazzonia brasiliana, nella regione del Mèdio Amazonas e vi vive da secoli. Oggi però l’espansione economica, lo “sviluppo”, li ha messi in serio pericolo. Come già molto altre comunità indigene si trovano assediate, non solo per l’attacco alla foresta, loro fonte principale di sostentamento, ma anche per le abitudini che la tribù sta assumendo dopo essere entrata in contatto con la modernità.

A tutto questo la tribù ha deciso di reagire e con l’aiuto dell’associazione italiana, l’ICEI, hanno dato vita a una serie di progetti anche di stampo economico, creando e organizzando colture di prodotti tipici dell’Amazzonia e percorsi di eco-turismo.

La comunità dei Saterè Mawè è composta di 7000 abitanti divisi in 80 villaggi lungo il corso dei fiumi Marau, Miriti, Urupadi e Andirà, quindi la prima cosa da fare era quella di creare un percorso partecipativo per poter coinvolgere tutti villaggi.

-Le maggiori difficoltà che si devono superare per poter lavorare con i Saterè Mawé sono le distanze immense, la mancanza di comunicazione, la difficoltà della lingua e soprattutto una cultura tradizionale molto radicata.- dice Giacomo Morandini, capoprogetto ICEI in Amazzonia.

È stato creato il Conselho Geral da Tribo Sateré, il consiglio generale della comunità diretta espressione dei villaggi e con lo scopo di rendere autonomi i Saterè Mawè e formare alcuni di loro perché possano svolgere un ruolo guida nell’autogestione delle diverse attività produttive e nella salvaguardia delle risorse ambientali. Come si è accennato l’occidentalizzazione è l’attacco più infido che stanno subendo questi indios. Le nostre abitudini oltre a essere culturalmente troppo distanti da quelle dei Saterè Mawè, oltre a distruggere le loro tradizioni, portano a sprechi eccessivi e per assumerle gli indios dovrebbero stravolgere non solo se stessi ma anche l’ambiente che hanno intorno.

Per questo motivo sono iniziate la coltura dei prodotti tipici dell’Amazzonia, in particolare del guaranà, che necessita di un processo lungo e laborioso. Ma è stata creata anche una radio che tenga in collegamento i vari villaggi e che li faccia sentire parte della comunità. Non solo il guaranà viene coltivato e prodotto ma la produzione comprende i biocombustibili per l’autoconsumo. L’aspetto più importante dei progetti che gli indios stanno conducendo con ICEI è l’eco-turismo. Il progetto Vinte kilos mira a promuovere un modello partecipativo di sviluppo nel quale si integrino preservazione ambientale, attività produttive e turismo sostenibile a beneficio delle popolazioni della regione indigena dell’Andirà Marau, nel Médio Rio Amazonas.

-Partecipativo vuol dire nella cultura Saterè,che le decisioni sono prese in comune, in grandi o piccole assemblee a secondo dell’importanza dell’argomento. In media i Saterè discutono molto. Attorno al fuoco o nella sala delle riunioni presso la casa del Tuxua, le decisioni sono prese in lunghissime discussioni e questo permette a tutti di interessarsi dell’argomento in discussione e della decisioni finale.- conclude Giacomo Morandini.

Per ottenere ciò è stato messo a punto di un sistema di gestione e preservazione delle risorse naturali: mappatura delle aree, attività di monitoraggio, formazione di agenti ambientali e riforestamento di aree degradate. Un’opera sicuramente che ha permesso di consolidare l’eco-turismo, del quale ora si punta a migliorarne l’efficienza e la visibilità a livello nazionale e internazionale ma allo stesso tempo, perchè il progetto sia realmente favore degli indios, si sta formando del personale. Vengono organizzati corsi di formazione per il personale addetto ai diversi servizi turistici e si procede all’adeguamento e all’ampliamento delle strutture di accoglienza nell’eco-villaggio di Vinte Kilos.

L’obbiettivo dei Saterè Mawè è quello di non essere schiacciati dallo sviluppo, tanto decantato. Non vogliono essere costretti a dover abbandonare le terre né ad assumere abitudini che sanno li porteranno poco lontano. E questa consapevolezza è ciò che più colpisce. Il tentativo di rimanere se stessi, ma non di rifiutare il cambiamento del mondo. Gestire questo cambiamento, come gestiscono l’eco-turismo. Un modello di gestione partecipata e attiva, a differenza di un progresso che lasciando mano libera al mercato distrugge tutto in nome del profitto.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Laif of Franek. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...