Memoria

Ovvero non era previsto

Milioni stanno dietro di me.

Questo post non era previsto. Oggi avrei dovuto deliziarvi solo con la storia del poltergeist di hArcòre, però poi sono successe alcune cose che mi spingono a scrivere. Oggi è il giorno della memoria, lo so che lo sapete è che mi serve un’introduzione, e come tutti i giorni della memoria tutti scopriamo che 66 anni fa, anzi per 4 anni da 70 a 66 anni fa, degli esseri umani si sono sentiti talmente superiori ad altri che hanno deciso di sterminarli. In molti ricordano che non solo gli ebrei furono coinvolti, infatti omosessuali, Testimoni di Geova, Pentecostali, socialisti, comunisti, però oggettivamente mentre per gli altri erano previsti i campi di concentramento solo con la soluzione finale si sono introdotti i campi di sterminio, quindi i nazisti, scusate la parolaccia, avevano una particolare attenzione per loro, una categoria ristretta nella macrocategoria degli indesiderabili. Insomma uno schifo.

Però è successa una cosa. Con l’istituzione del giorno della memoria, il tutto è stato a mio avviso sclerotizzato. Sono contrario al giorno della memoria? No, certo che no. Memento. Con l’istituzione del giorno per le vittime, è successa una cosa che non fa e non farà bene alla memoria attiva, quindi non solo come ricordo ma come monito, memento, per il futuro. L’olocausto, la Shoa, è stato estrapolato dalla storia. Un fatto astorico e amorale. Amorale cioè fuori dalla morale. Io non condivido questo. Non voglio fare il diverso, né chiamarmi fuori (la spinta a scrivere questo post non previsto è venuto da due interventi a una Radio dove si diceva che visto quello che fanno gli israeliani di oggi ai palestinesi, l’olocausto se lo sono, sostanzialmente meritato, che io ho pensato visto che non abbiamo ancora pagato quello che abbiamo fatto a libici, etiopi, eritrei, polacchi, russi, francesi, jugoslavi, greci a noi cosa toccherà?). Io voglio ricordare e partecipare al giorno della memoria. Ma l’Olocausto non può e non deve essere amorale. Deve essere e sarà immorale. So che può sembrare una sfumatura ma non lo è. Amorale significa fuori dalla morale, quindi irripetibile. Immorale significa contro la morale, monito per il futuro.

La stessa cosa accade con la Resistenza, ad esempio. Sono fatti storici che estrapolati dai contesti fattuali nei quali sono nati e sviluppati, per divenire esempi astorici  intoccabili, prestano poi il fianco a critiche. Rimaniamo un attimo sulla Resistenza, se fosse stato possibile un dibattito pubblico, guidato dagli storici, sulla Resistenza, invece di una difesa a spada tratta e inutile di alcuni aspetti, oggi uno come G. Pansa scriverebbe libri come quelli che scrive? No. E non perché le sue scoperte sarebbero avvenute prima, ma perché le sue non sono scoperte, che i partigiani fucilassero non è una scoperta, si sa, lo hanno detto loro. Un crimine, una cosa che li rende uguali ai nazi-fascisti? No. E non perché i morti siano diversi. Perché prima i partigiani facevano un processo alle vittime, e se erano soldati semplici della Wermacht o dell’esercito Repubblichino, se avevano risposto al bando di Graziani per paura, per evitare ritorsioni alla propria famiglia, potevano entrare nei partigiani o tornarsene a casa, se invece erano di corpi ideologizzati, come le SS Italia, la Ettore Muti o la Tagliamento, e durante l’interrogatorio svolto risultavano complici di crimini efferati allora venivano fucilati. È stato fucilato qualche innocente? No. In azioni di guerra sono morti dei poveracci che avevano indosso la divisa solo per paura? Si. Gli stessi però hanno ucciso dei partigiani di sicuro, e se avessero vinto loro, anzi la loro paura, il fascismo sarebbe stato vittorioso. Insomma rendere fuori dalla storia un evento fa male all’evento stesso.

Ugualmente per l’olocausto. A-storicizzarlo ha permesso di pensare che l’appoggio dei Von Krupp o dei Siemens fosse potuto avvenire perché non volevano credere che gli uomini potessero esser così cinici da voler sterminare una  intera popolazione. Quando invece campi di concentramento e industrie Siemens, ad Auschwitz ci sono arrivati insieme. Immorale. Ha permesso di sottacere che i campi di sterminio e concentramento sono stati sorvolati da aerei alleati, anche dell’URSS, per diversi anni. Ha permesso di ignorare che i campi di concentramento sono una invenzione inglese. Qualcuno però ricorda le foibe, e i morti del triangolo rosso. E qui non ci sto e l’amoralità dell’olocausto mostra tutto la sua debolezza. Nelle foibe ci sono finiti anche degli innocenti, ma noi italiani siamo andati in Istria, in Dalmazia e in tutta la Jugoslavia non solo a massacrare, ma anche a stringere le mani dei bambini slavi nel filo di ferro se si rifiutavano a scuola di parlare l’italiano, perché non si parla dell’Italianizzazione forzata? Perché questi fatti sono stati tirati fuori dalla storia, e quindi ciò che è successo prima non conta. E non mi sembra che nessuno di coloro che è morto nei campi di concentramento nazisti avesse tentato di distruggere, per davvero, la Germania. Anzi i Nazisti hanno distrutto la Germania, come i Fascisti hanno distrutto l’Italia. E poi ci sono i campi di concentramento contemporanei, I CIE in Italia quelli in Libia, quelli modello Guantanamo. I prigionieri politici.

Insomma la possibilità che abbiamo è che ciò che è successo non riaccada. Ma dobbiamo conservane un ricordo doloroso ma reale, attivo e non solo di onorificenza dei morti. La vita prosegue, sempre, qualunque cosa accada, a dimenticarcene permettiamo al passato di tornare.

Franek Bluto Blutarsky

A chi fosse interessato:

Perdono e Perdonare? del filosofo francese, di origini ebree, Vladimir Jankélévitch. Che tratta bene l’argomento, seppur con alcuni cedimenti alla rabbia quando incolpa l’intero popolo tedesco.

FBB

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2 risposte a Memoria

  1. Fabio ha detto:

    Provo a fornirti uno spunto di riflessione. Certi avvenimenti non ci insegnano forse come la volontà e ingegno di pochi riescano a coinvolgere le masse in operazioni di portata inimmaginabile?
    La fantasia e motivazione di pochissimi, tramutata in libri. I libri distribuiti ai molti. I molti coinvolti e fanaticamente convinti di quanto letto. il resto è storia. Che si chiami Bibbia, Das Kapital o Mein Kampf, il pensiero di pochissime persone ha fatto da scintilla per un qualcosa impensabile fino a quel momento. E da qui mi vien da porgermi due domande alle quali tuttavia fatico a dare risposta, un pò per timore ed un pò per incapacità. Possibile che queste ideologie tanto estreme quanto opposte facciano comunque parte dell’essere umano in quanto tale e fungano solo da reagente per portarle a galla?
    Ma la domanda più impegnativa è la seguente: Se veramente basta un pensiero ben scritto e articolato da parte di pochissime persone, come è possibile che sia solo il seme della distruzione e della privazione a fiorire nelle persone e quasi mai un’azione positiva, costruttiva e unanimamente accettabile come soluzione per il benessere comune?
    Prova ad immaginare la stessa foga e forza con cui Nazismo, Fascismo, Comunismo, Socialismo e Religione hanno influenzato e modificato radicalmente il mondo nei vari periodi di massima ascesa applicata ad una volontà di cambiamento radicale che invece della privazione di un bene, di un’azione, di un sentimento o della stessa vita preveda la costruzione. Punto.

    Pensiero utopico, me ne rendo conto, dato che ad oggi ogni soluzione volta a migliorare la vita ed il senso di giustizia di un gruppo più allargato possibile di persone prevede inevitabilmente una privazione a qualcuno o comunque una sottrazione di un determinato status acquisito alla quale difficilmente qualcuno è disposto a rinunciare volontariamente.

  2. Non trovo strano che il pensiero di pochi possa muovere la masse. I libri che hai citato sono stati scritti da singoli, esattamente come il computer che sto uscando per scriverti. Io non trovo nella scrittura di un libro o nella produzione del pensiero qualcosa di più facile o difficle che costruire una casa. So che può sembrare che ti stia rispondedo roma per toma ma ci arrivo. Il fatto che queste idee possano aver mosso delle masse è un dato di fatto, esattamente come gli autori non sanno fare i muratori e che entrembi i ruoli sono fondamentali. Quindi quando tu vedi un muratore che costruisce sei in grado a colpo d’occhio di dire se fa bene o male? Io no. Allo stesso modo ci sono intellettuali che producono pensiero, e che solo con la discussione e con l’applicazione si possono risolvere come positivi o negativi e talvolta, esclusi i casi estremi che hai citato dei la maggior parte, entrambi. Come ad esempio Craxi, a me ha regalato un’infanzia d’oro (non perchè mio padre fosse coinvolto ma perchè il magna magna arrivava sui fondi accumulati con il boom che erano un sacco e quindi c’erano anche le briciole per noi, che però sono state abbastanza per permettere a noi di vivere un’infanzia senza problemi) e mangiato il futuro. Questa era una necessaria premessa che dovevo fare per farti un abbozzo di alcuni passggi del mio pensiero.
    Non condivido che siano le idee estreme a portare a galla il male delle persone, perchè spingerebbero solo sul lato distruttivo, ci sono mille esempi di estremizzazini che hanno condotto a esiti positivi. Il problema è che l’uomo è di definizione fallibile e che fino ad oggi, in ogni settore, la vita è controllata da singoli e quindi la fallibilità più possibile perchè manca, come dicevo sopra, il confronto, l’unico aspetto della vita che dovrebbe invece essere controllato da molti è la gestione dellacosa pubblica, avrei anche delle idee ma facciamo un’altra volta altrimenti passiamo qui sei mesi.
    In più prendendo l’elenco delle idee che hai fatto Nazismo, Fascismo, Comunismo, Socialismo e Religione io ti dico che non è vero che tutte queste ideologie hanno portato storture e necessito dei distinguo: ad esempio la religione ha portato e porta ad atti di una potenza incredibile, penso al prete che infischindosene delle credenze aiuta gente che altrimenti morirebbe di fame; lo steso Comunismo va condannato in qualità di capitalismo di stato, quello più comunemente chiamato stalinismo, ma la teroia della NEP di Lenin è un aspetto che forse potrebbe controbilanciare molto meglio questo capitalismo liberale. Per quanto riguarda Nazismo e Fascismo, non sono ideologie. Il Fascismo prende dal socialismo scientifico e utopico le basi politiche e dal D’annunzianesimo quelle metafisiche, ma non produce nessun testo non vi è niente alla base. Allo stesso modo il nazismo, il Mein Kapf, che non ho letto interamente, è uno sogo una biografia se vuoi ma non ha nessun aspetto teorico reale. Sono saliti al potere per contrpposizione con i movimenti popolari di massa per volontà più o meno acuta della borghesia tedesca e italiana. Tu dirai che però hanno mosso le masse, ed è vero. Questo a mio avviso per due motivi: 1) non dobbiamo sottovalutare che ciò che fa oggi la televisione si è SEMPRE visto nella storia, ai tempi erano i cinegiornali, la censura e i discorsi a folle oceaniche, spesso coatte non sottovalutiamolo.
    2) io non trovo che le masse abbiano sempre ragione, a volte prevale l’egoismo di massa, il chiudere gli occhi, e fregarsene di quello che sta sotto gli occhi per comodità. E con una nazione lasciata nelle mani del fascismo, chi aveva il coraggio dell’opposizione ucciso, insomma ciò che già sappiamo; che la gente abbia scelto di starsene buona non mi sorprende. Non tutta. Ovvio.
    La storia procede per balzi e non ha una fine. Così se il Duce ha introdotto l’INPS è una cosa buona, sommersa dall’impossibilità di definirlo uno statista visto che nemmeno sapeva che il suo esercito avrebbe perso con quello greco, non dico gli iglesi, la Grecia.
    L’ultima parte del tuo commento è quella con cui poi concordo. Difficile, non impossibile. Secondo me da abbandonare è il vero tratto comune degli esempi storici che hai fatto, l’assolutismo.Ovvero l’idea che ci sia una idea che risolva i problemi di tutti. Se invece passassimo a un idea che non so come definire, federativa?, dove ognuno cerca di raggiungere l’obbiettivo partendo però da basi comuni e indiscutibili come ad esempio nessuno deve guadagnare 4035 volte un altra persona perchè questo rende il secondo obbligatoriamente schiavo del primo, allora ci saranno risorse bastanti per tutti. E per liberarci dal ricatto. Ci vorrebbe un libro per piegarmi bene, e qualche anno di studio ancora.

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