Riflessioni sinistre

 Ovvero a volte è proprio dura, parlare poco

Ho un amico in difficoltà, vi prego se potete aiutatelo. Questo mio amico è uno di quei classici militanti della sinistra. Non ha ancora trent’anni e ha collezionato 17 di militanza. Il classico sfigato.

Prima stava con i testimoni di Geova del Comunismo, Lotta Comunista. Poi però un giorno viene da me e mi dice

-Franek andare in giro a fare proselitismo, vendendo un giornale non mi basta più.- Gli rispondo che lo capisco e lui mi dice di aver preso la tessera di Rifondazione. Mah, dico io, sei sicuro?

-Si. Sono gli unici che fanno qualcosa. E poi hai visto Genova, no? Dobbiamo assolutamente fare qualcosa.- Era il 2002.

Passano diversi anni, sconfitte su sconfitte anche quando uno vince. Terribile. Però il mio amico si convinceva pensando di stare dalla parte degli onesti e dei lungimiranti. Poi un giorno ti scopre che Rifondazione è, a suo assoluto e personalissimo parere, da buttare. Lo scopre quando viene sostanzialmente raggirato, un pirla lui a dirla tutta caduto in un giochino interno, roba da navigati politici più grandi, quando c’era la scissione. Appoggia gli in appoggiabili, almeno nel comune dove stava lui, e poi si ritrova con un partito che preferisce appoggiare due dirigenti locali solo perché hanno un ruolo in comune, a differenza sua. Indipendentemente dalle scelte. Gli viene chiesto di fare il bravo soldatino, lui risponde col cazzo c’ho la mia testa, allora grazie dei dieci anni di vita che hai speso qua dentro, arrivederci. E lui per un po’ rimane fuori dai giochi. Poi però sente la necessità di rientrare, prova ad avvicinarsi a Rifondazione nuovamente ma questa è una specie di pantomima di se stessa, incapace di prendere la svolta operaista del tutto e in mezzo al guado tra il farsi accettare da tutti o radicalizzarsi sulle posizioni della FIOM, tanto che un giorno arriva tutto sconsolato da me e mi dice

-Sono impossibili. Hanno approvato la privatizzazione del centro per disabili del comune. E ne sono orgogliosi perché, dicono, nonostante avessero un conflitto di interessi, il consigliere comunale era un lavoratore della struttura, anzi il responsabile del personale, di quella struttura loro hanno votato lo stesso a favore della privatizzazione. Ah però hanno tenuto le farmacie comunali, eh? Quale sia la differenza tra comunali e private a livello di servizio offerto non si è capito, rimane il fatto che le hanno difese perché: Nnnno… digo… vuoi mettere? Le farmegie comunali le ha purtate o’piccì!- e scusate ma il mio amico quando mi raccontava era un po’ nervoso quindi prendeva un po’ in giro, per nulla bonario.

Comunque, sto mio amico dice che con Rifo non si può lavorare, anche se la tentazione visti tanti compagni con ottime idee e progetti era tanta e forte, però sono come dei panda. Non solo perché sempre meno, ma anche e sopratutto perché usati per ripulire un partito che ancora sta discutendo al suo interno. Già perché tutte le fazioni che ora sono in maggioranza non posso portare la loro vendetta, a causa della precedente maggioranza che sconfitta a congresso si è fatta il suo partito. E questo gli ruga di brutto.

Ed è verso questo partito che da un po’ di tempo il mio amico guardava: Sinistra Ecologia e Libertà. La cosa che lo ha convinto è i ruoli ricoperti da giovani. Tanti e di senso e non solo di apparenza.

-Bene- mi dice un giorno dopo la vittoria di Pisapia – Mi tessero in SEL. Bisogna tornare a militare.-

-Per prima cosa- gli dico- il militare te lo sei scampato con i rinvii per studio e poi, di conseguenza, tu d’ora in poi sarai un sellino?-

-Si.-

Non era convintissimo, troppi richiami al Pd mi diceva, troppo o sguardo al centro, ma sono, ad avviso del mio amico, la forza più fresca e meno gerontocrate. Entra.

Ora arriva sta proposta della Santa Alleanza, detta anche e più piacevolmente CLN. E al mio amico cadono un po’ le braccia. -Fini?- mi dice dopo aver letto della proposta. Poi prova a fare il militante

-Però in effetti nel CLN ci stavano anche i monarchici e i democristiani.-

-Si ma fini mi sta sul cazzo!- dice dopo un poco di silenzio – Dai, porc… Fini!-

Alla fine, il mio amico un po’ lo capisco e sopratutto il CLN, era composto effettivamente da tutti, allora vogliamo riscrivere le regole del gioco e basta? Quindi pro tempore? Quasi, quasi, mi piace.

-Si vabbè però è Fini!-

-SI vabbè però li hai visti quelli di Rifo a invocare la svolta operaista come se fosse la risoluzione dei problemi di ogni male. Nessuna riflessione sulla classe dal 1979- gli dico io parteggiando – Mi permetto: forse la classe di riferimento è cambiata, sono diminuiti gli operai, non spariti sono vivi e vegeti e sono comunque uno de punti di riferimento, per aumentare al loro latere di professioni che in passato erano definite da piccolo borghesi, oggi non possono più semplicemente essere categorizzati con questo disprezzo perché significa alienarsi una fetta troppo grande, di proletari visti i loro redditi! Dai questi vivono nella speranza che un banchetto con il pane possa risolvergli i problemi interni!-

-Lascia stare i compagni!- mi dice lui – Con lo sbatti che si fanno devi pulirti la bocca con il sapone! E comunque intervengono su un problema reale e aiutano la gente!-

-Scusa hai ragione. Però non pensi che non basti? Che può motivare i compagni, portare un effettivo aiuto, ma che a fermarsi al cosiddetto partito sociale non si permetta lo sviluppo di una vera coscienza di classe? Senza una organizzazione della teoria, senza un perchè, non si può usare solo come slogan elettorale. Se uno va a dare il pane per strada deve avere il coraggio di portare a termine il ragionamento: i borghesi ve lo tolgono e noi faremo la rivoluzione tutti insieme per riprendercelo. Così dicevano le casse di mutuo soccorso.

Mi risponde

-Il problema di base è che Rifondazione è ancora un’accozzaglia di identità non amalgamate, in cui ogni circolo fa capo a se stesso e alla corrente di maggioranza al proprio interno, quindi basta spostarsi di pochi chilometri per vedere cambiare nettamente gli interventi. Da chi si sbatte per vendere il pane, a chi volantina e poco altro, a chi non fa proprio niente. La gerontocrazia interna di ex sessantottini falliti li incula- mi dice lui demoralizzatissimo.

-Mmm-. Mugugno

-E allora se fosse solo per un alcuni mesi, accetterei- mi dice lui però un po’ scoglionato.

-Cosa? La gerontocrazia?- gli chiedo

-Quasi. Fini.-

-Cosa?!- sbotto – Ma è quello che ha firmato la Bossi Fini, appunto!-

-Hai ragione- dice lui.

-E poi ormai è superato…- dico

-Cosa?-

-Fini. Mo’ ci sta la Bindi…-

Il mio amico scuote la testa un po’ sconsolato e poi mi dice

-Ma perché non abbiamo coraggio? Sta storia che dobbiamo recuperare i voti dei cattolici ce la mette in culo da 20 anni. Che poi direi cattolici è una montatura per far sembrare importante la chiesa. I cattolici sono uomini e donne che scelgono in base alle loro sensibilità e dentro i cattolici ci stanno le stesse sensibilità che nel resto del paese. A volte mi sembra che recuperare cattolici voglia idre recuperare voti all’UDC. Ma quello no so’ cattolici so’ clerico fasicsti!-

-Quindi?- gli chiedo non capendo dove vuole andare a parare – Esci da SEL? Dopo manco due mesi?-

-No- mi dice lui -Rifondazione è attendista e inamovibile a causa della sua dirigenza; l’unica strategia che possa considerarsi vittoriosa, a mio modesto parere, è candidare Vendola a Presidente del Consiglio. Secondo me così recupereremo le forze sane che ci sono tutto lo schieramento. E poi se proprio devo rifiutare tutti perché fanno schifo, allora torno a Lotta Comunista che è più coerente di tutti visto che l’operaismo non l’ha mai abbandonato. Sto in SEL e voglio questo. Non c’è strada alternativa possibile. Anche nonostante tutti gli errori o ritardi del suo governo. Almeno lui si candida per vincere non per pareggiare… forse.-

– Ma il tuo leader, non lo vuole.-

-I compagni di Rifondazione mi hanno insegnato che a vote bisogna rimanere dentro e lottare dall’interno- dice lui. Ci salutiamo

-Ciao, compagno.-

Lui va per la sua strada, io per la mia.

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2 risposte a Riflessioni sinistre

  1. Dario ha detto:

    All’inizio ho pensato che il tuo amico fosse capelli d’angelo, ma leggendo mi sono fatto l’idea che sia un tuo dialogo con te stesso.
    Mi sa che abbiamo tutti bisogno di una terapia, meglio se di gruppo.

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