La guerra dei mondi

Ovver occhio

 

La Dinamo Quartieraccio è in fibrillazione. Non positiva, purtroppo. Tutto è successo domenica pomeriggio. Come al solito siamo scesi in campo con la Dinamo. Solo che adesso lo sciùr padrù da le bele braghe bianche ha cacciato l’allenatore. Lui ha fatto resistenza ma alla fine il proprietario lo ha cacciato. Non vi deve sorprendere, siamo ultimi. Ma proprio ultimi, ci hanno superato anche i Crociati. Abbiamo un nuovo mister che non abbiamo ancora avuto modo di conoscere bene. Dopo la prima partita sappiamo che è  una specie di Dottor Gechil e Mister Haid. Il primo giorno di allenamenti il mister si è presentato mostrandosi simpatico e motivante.

-Forza ragazzi, la salvezza non è facile, ma l’unica cosa che possiamo dimostrare è che abbiamo le palle. Dobbiamo fare dei sacrifici e li faremo tutti. Io sputerò sangue con voi sul campo, in allenamento e in partita-.

Noi ci abbiamo creduto, bastava proprio poco a motivarci dopo il vecchio allenatore. Capitan Mirkovic ha suonato la carica e tutti noi a darci dentro. Abbiamo notato che in fondo il mister non faceva nulla,stava a bordo campo a rimuginare su alcuni dei nostri giocatori, parlava con il suo vice che scuoteva la testa. L’ho fatto notare al capitano ma lui mi ha, giustamente , detto

-Franek. Cosa pensavi potesse fare? Non è che se non corre lui, allora non dobbiamo correre noi. Anzi, noi dobbiamo correre e fare ciò che ci dice. Non cominciare a polemizzare che non è il momento. Non ancora, almeno.-

Io del capitano mi fido e quindi ho continuato a lavorare. Abbiamo tutti dato il massimo nelle due settimane di allenamento che ci hanno separato dall’esordio. Che si teneva sul Campo della Atletico Trebisonda. A dispetto del nome è una squadretta che solo qualche tempo fa avremmo affondato sotto caterve di gol. Quest’anno ci è sopra di 15 punti.

Già la formazione non era il massimo. Tutti i veterani in campo, e pochi volti diversi dalla squadra che metteva in campo il mister licenziato. C’erano tre ragazzi che, da poco, sono venuti a giocare con noi. Muhammad, Mahmud, e Josè. Sono forti, anche se ancora devono lavorare per inserirsi bene nel gioco, sono giovani e corrono come lippe. Mi sorprende che il mister non li calcoli nemmeno per la formazione titolare e che finiscano in panchina relegati lontano da lui.

Josè è quello con cui ho stretto di più. Originario di Lima, gioca nel mio stesso ruolo e durante gli allenamenti ci siamo ammazzati dal ridere assieme. Quando il mister dirama la formazione io guardo lui, che nemmeno c’è rimasto male mi guarda e negli occhi mi sembra di intendere

-No te preocupes, hombre! Ya lo sabìa!- già sapeva che sarebbe finita così, escluso ancora.

Io guardo il capitano e lui mi guarda,si avvicina e mi dice.

-Hai ragione non ha avuto molto occhio, però noi veterani possiamo dare quel qualcosa in più conosciamo meglio la situazione, loro devono ancora integrarsi.-

Io mi fido e mi infilo la maglia. Scendiamo in campo. Diamo tutti il massimo. A metà secondo tempo, dopo un tempo e mezzo di cuore grinta ma poco divertimento, siamo sullo 0 a 0. Al 35° passiamo in vantaggio.

-Dai! Dai! Bravi, Bravi! fate vedere che non avete bisogno di altri!- urla il secondo del mister. Io lo sento distrattamente e non ci do peso durante i festeggiamenti che teniamo vicino alla panca.

Al 37° mi finisce il fiato. Ho corso e ricorso, ho dato tutto. Mi giro verso la panchina e faccio il gesto classico di chi è senza fiato (una mano che mima un blocco in gola) e quello del cambio (che ricorda molto quello della bicicletta, si fanno roteare le mani intorno a un perno immaginario). Il mister mi guarda e non è felice, il vice mi guarda e dice al mister, gli leggo distintamente il labiale, che d’altronde da un mezzo polacco. Io a questo punto non ho più dubbi sulla vera natura i questo mister ma non polemizzo. Quando passo vicino alla panchina il vice mi sibila

-Se non stai in campo fino a fine partita, sei fuori!-

e io

-Hai le stesse idee dello sciùr padrù, comunque io seguo quello che mi dice il mister-.

Però non ce la faccio più, continuo a perdere palloni e contrasti, sono scoppiato. Allora al 43° il mister ordina il cambio. Josè entra al mio posto

-Prova a lamentarti, mi sibila il vice. Prova a fare il sindacalista ancora, credi che non ti conosciamo?- io lo guardo allibito e in quel momento sento un urlo di gioia. Hanno pareggiato. Non so come né perché, come non lo sa il vice che però comincia a urlare

-Josè! Josè! Cazzo sei appena entrato e già hai fatto danni! Porca puttana, Josè!- il mister annuisce, la partita finisce e rientriamo negli spogliatoi.

Qui il mister tiene un discorso nel quale fa i complimenti per il cuore dimostrato ma non può stigmatizzare il mio comportamento e quello di Josè. Io lo guardo, allibito, e sto zitto. Ma lui continua a insistere e ci dichiara responsabili: in particolare Josè che è evidentemente colui che ha scombinato gli equilibri della squadra, entrambi siamo responsabili del maggiore carico di lavoro che avrebbe avuto la squadra, nei prossimi allenamenti. Capitan Mirkovic prova a dire qualcosa ma viene rintuzzato

-Capitano, puoi difendere la squadra ma non puoi difendere due scansafatiche-.

Io strabuzzo gli occhi, guardo Josè.

-Tranquilo, amigo. Si tu no lo sabìa, yo si!- mi dice sottovoce

-Dovete parlare l’italiano qui! Avete capito o  no?-

-Lei lo sa che il suo italiano è pessimo?- chiedo al mister, e poi mi chiedo da solo perchè non sto zitto

-Fuori Blutarsky. E anche tu, ispanico! Da oggi scordatevi un posto da titolare. Io devo tutelare la squadra e se i risultati non vengono i responsabili devono essere colpiti. Tu parli troppo e deprimi lo spogliatoio, Blutarsky, e tu Canseros sei veramente uno scarso! Se vi va i patti sono questi se no amen, non me ne importa una fava!- urla il mister. Alcuni compagni si fanno sentire al suo fianco, più di uno dice che la colpa è della nostra poca integrazione nella squadra, anche se io gioco da più tempo di lui.

Io fisso il mister e penso che proprio così sarebbe se Marchionne avesse mano libera con Ichino e Maroni ministri.

Però io mica la mollo sta squadra.

Alè Dinamo!

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