Bipartizan

Ovvero pari?

Mi da vieppiù fastidio la par condicio. Dal latino Par condicio:

pār

pār, pār, pār
agg. II cl.|adj. II cl.|adj. II cl.

1 agg.
(a) uguale, equivalente, equiparabile, dello stesso valore
(b) (detto di numeri) pari
2 sost. m. e f.
(a) il pari, il simile nella società
(b) compagno, compagna, marito, moglie, coniuge
(c) avversario, antagonista
3 sost. n.
(a) coppia, paio
(b) la stessa cosa
4 par est (con l’acc. e l’inf.), è bene, è giusto, è naturale, conviene.

condĭcĭo 
condĭcĭo, condicionis

s. f. III decl.|n. f. III décl.|s. f. III decl.


1 condizione, stato, qualità, modo di essere
2 situazione, circostanza
3 legge, contratto, patto, accordo, proposta, esigenza, pretesa
4 carattere, natura
5 matrimonio
6 relazione amorosa illecita.

Ecco così almeno partiamo dai dati di fatto. Cosa c’entra con la politica? Si dice che i due schieramenti devono avere parità di condizione ma: perchè due? e gli altri? Si fottano. Mi sa che la mania di bipolarizzare il paese ha fatto varare una norma un po’ antidemocratica. Ma andiamo avanti.

Condizione paritaria in che senso? Nel senso che se si parla di uno bisogna parlare anche dell’altro. Io qui mi vedo la volpe del tavoliere sfregarsi le mani in uno studiolo e pensare

-Se Silvio controlla tutte le televisioni, io gli impongo di parlare anche di me e vinco- bravo ciula.

In realtà Berlusconi non solo controlla lo strumento ma sa anche bene come usarlo. E, zacchete, ti frega. Così lui dimostra di parlare degli altri, concedendo pochi minuti, e chi parla degli altri deve poi parlare anche di lui. E c0sì non si può più dire ciò che si pensa ma si deve dire ciò che gli altri si aspettano che tu dica. Tutto deve essere correct, politically e non, e esageri hai addosso le critiche di tutti. IN compenso è più facile vedere un partito della cosiddetta sinistra accusare i propri manifestanti, che lo stesso partito chiedere le dimissioni del presdelcons.

Così è successo al festival di Sanremo. I due comici Luca e Paolo hanno fatto satira su Berlusconi e subito si è alzato il coro di no, perchè allora devi fare satira anche sulla sinistra.

Ma ce lo vedete Aristofane che dopo aver deriso i sofisti ne Le Nuvole, vienisse costretto a deridere anche gli scettici? Sicuramente avrebbe avuto qualcosa da ridire anche su di loro ma se non avesse voluto farlo? Se pensasse che in fin dei conti meglio gli scettici che i sofisti?

(Un passaggio che ho molto apprezzato è quando un sofista cerca di convincere il protagonista che non è corretto dire la mano, che siccome la parola finisc in O, bisogni dire il mano, li ha accusati di giocare con la retorica e non fare filosofia). 

Oppure ve lo vedete il Re Liugi XV che chiede a Voltaire di confutare anche le teorie di Cartesio dopo aver confutato quelle di Leibniz.

A volte mi sembra, ma sicuramente sarà solo un’impressione, che la par condicio venga richiesta da chi non ha argomenti alla base delle proprie teorie e non sa come e cosa ribattere. Questo paese della concordia per legge mi mette i brividi e mi soffoca a volte la penso come Gaber, solo a volte

E comunque cito Gramsci

Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano.

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