Nonno!

Ovvero viva Ricci, no…no… non Antonio, Raimondo

Raimondo Ricci, partigiano

La domenica mattina mi piace, verso le undci e mezza o mezzogiorno, scendere al bar prendermi un caffè, fare quattro chiacchiere con gli amici e poi andare dai miei a mangiare. Sono un po’ un pantofolaio, a parte quando incontro Giulio che allora la storia cambia. Mi piace vivere il mio quartiere in mezzo alla gente con tutte le contraddizioni che si possono vivere. A volte accadono cose belle altre brutte, come nella vita.

Stavo lì sulla porta del bar, con un altro paio di amici con i quali avevamo fatto molto tardi la sera prima, quando passa un gruppo di ragazzini che, chissà cosa gli è passato in testa, si mettono a urlare

-Duce! Duce!- e fanno i saluti romani. Io e l’amico con cui sono sulla porta del bar inorridiamo e sgraniamo tanto di occhi.

Prima di ogni nostra reazione, parte un signore anziano. Fatica a camminare e sta passeggiando in direzione opposta ai ragazzini accompagnato dal figlio

-Perchè?- chiede a uno dei ragazzini con calma

-Perchè cosa?- risponde uno dei ragazzini titubante ma arrogante

-Perchè ti piace il Duce?-

-Perchè era coraggioso! Teneva lontani i negri! Eravamo importanti! Dava spazio alla gioventù!-

-Lo sapete che non è vero?- risponde il signore anziano – Che ha fatto il coraggioso solo fino a che nessuno ha reagito. I negri è andato a schiacciarli lui in Africa quando loro in Italia non ci volevano venire, ne ha uccisi milioni. Eravamo importanti perchè gli altri temevano la Germania. Alla gioventù non ha mai dato più spazio che quello di carne da macello prima e dopo la marcia su Roma, vi ha usato per fare il forte e poi vi ha scaricato!-

-Comunista!- sibila uno senza farsi vedere troppo

-Lo sai che anche i monarchici e i cattolici hanno combattuto nella Resistenza?-

-E hanno tradito l’Italia!-

-Chi è il traditore? Chi manda la propria gioventù a morire nelle montagne greche, nel sabbioso deserto libico o in quello ghiacciato russo. O chi ad un certo punto dice basta?-

-Ma…ma.. sono stati i comunisti a uccidere la gente in Russia!-

-Se arrivasse un inglese con il fucile e ti dicesse che vuole fare della tua città una città inglese cosa faresti? Non siate codardi, siate coraggiosi e pensate con la vostra testa. I fascisiti vi umiliano e voi umiliate chi è più debole di voi. Così è facile, così lo sanno fare tutti, mica bisogna essere coraggiosi. Se veramente volete che la vostra gioventù sia considerata, prendetevela con i forti. Quando si è giovani si è importanti per questo, perchè avete la forza di combattere e non di opprimere. Siate giovani, non pecore! Siate forti, non bulli! Siate vivi, non morti! Come molti miei compagni lo sono stati, vivi! Eravamo partigiani perchè eravamo vivi, ed eravamo vivi perchè eravamo partigiani. Voi siete molto di più che un gruppo di pecore che risponde a comando alla chiamata di qualche caporione, voi siete intelligenti anche se non ve lo hanno mai detto. Non crediate a chi vi dice che la vostra stupidità è il metro di giudizio, perchè mente. Voi siete intelligneti e cambierete il vostro e nostro futuro, quello dell’intero paese. Solo voi potete cambiarlo e dovete farlo anche se vi dicono che non è vero. Noi lo abbiamo fatto, voi lo farete.- il signore ansima dalla fatica. Il figlio cerca di portarlo via e dopo qualche secondo il gruppetto di ragazzi comincia a deriderlo, partigiano, vecchio coraggioso, venga qui che gliela facciamo vedere noi. Non ci rimango nemmeno male perchè nello stesso momento due ragazzi della stessa età che non erano con loro si avvicinano al signore e, sfidando gli insulti dei fascistelli, lo ringraziano e gli chiedono se vuole raccontare loro la sua storia. Io e il mio amico ci avviciniamo e offriamo a tutti un aperitivo, per stare insieme, per incoraggiarci. Tutti. Insieme.

Con umiltà, imparando gli uni dagli altri.

Viva la Resistenza.

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