Aerei e partenze

Ovvero vescovi, Foligno e aerei

Trebisonda è lontana da tutto. Bisogna prendere l’aereo per andare in una qualunque città. Però questa volta lo faccio. Si, ho deciso. Non è facile. Partire, prendere l’aereo a Trebisonda non è facile.

Bisogna svegliarsi svariate ore prima dell’alba, tant’è che non ho dormito in realtà. Caricarsi il bagaglio e uscire di casa. Una volta usciti, bisogna recarsi alla fermata del bus navetta. Se fossimo nel Belquartiere questa sarebbe praticamente sotto casa, essendo che siamo nel Quartieraccio è a diversi minuti a piedi. Raggiunta, con il freddo notturno, la fermata bisogna aspettare che passi la navetta, qui nel Quartieraccio non si sa mai quando passa, per questo si esce con molto anticipo di casa, si è saputo che una volta un uomo ha atteso talmente tanto che quando è arrivata la navetta era arrivato alla pensione. Saliti sulla navetta non è mica finita. Ehhh, no. Perchè la navetta ti lascia a qualche km di distanza dall’aeroporto di Trebisonda, e da lì ci sarebbero dei tapìrulan che condurrebbero fino ai cecchin, che messa così suona male ma sono quei banchi dove si presenta il biglietto. Ci sarebbero e condurrebbero perchè non sempre funzionano, anzi il più delle volte ci sono dei veri e propri ostacoli quando non degli sbarramenti che costringono il passeggero a dover decidere chi o cosa abbandonare per superarli. Sono talmente tante le coppie che hanno deciso di abbandonare li i propri figli che si è creata una specie di tribù alimentata con dolciumi e caciocavalli abbandonati dai passeggeri per scavalcare gli ostacoli. Passati pure quelli si arriva all’aeroporto.

Se la navetta è stata puntuale, si è arrivati con qualcosa come cinque ore di anticipo sul volo e quindi bisogna svernare, insieme ad Annibale e i suoi, fino alla partenza del volo, se invece è stata tardiva allora bisogna pure correre e sperare che il cecchin o il gheit non siano già chiusi.

-Ultima chiamata per il signor Blutarsky…-

Questa volta ha fatto tardi.

Finalmente mi siedo al mio posto e finalmente l’aereo decolla.

Una volta ogni tanto ci vuole, bisogna partire, una volta ogni tanto. In particolare se devi andare a Foligno a ricordare al vescovo che talvolta è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio.

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