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Oggetto: storie da Busdelcù

Il ragazzone con la barba di ieri. Mi sono dimenticato di presentarvelo bene. Si chiama Luca Juan Cartolini, è figlio di doppi immigrati. Nel senso: il nonno è partito per l’Argenina per scappare da… vabbè tanto ve lo spiega lui. Dopo la chiacchierata dell’altra sera ci siamo scambiati gli indirizzi di posta elettronica. Oggi ho ricevuto una sua mail che voglio ripubblicare. Una storia bella, che sembra inventata. Una storia che gli è accaduta a Busdelcù, qualche tempo fa. Come vi racontavo Busdelcù è molto a Nord, per chi non capisse qualcosa Juan ha messo la traduzione in fondo alla pagina.

da lucajuan@usb.org

a fblutob@gmail.com

oggetto: storia di bar, finanza e vino

Nei quartieri di periferia,per motivi ignoti, a volte si ritrovano assieme le persone più diverse, mentre  giravo per i fatti miei
becco un acquazzone e fuggo in un bar per ripararmi e bere qualcosa di caldo.
Nel bar incontro due vecchie conoscenze Gianfranco detto “Gianfry”, figlio del più famoso notaio di Busdelcù e Giuseppe detto “Bepi”, figlio del più famoso manovale di Busdelcù, famoso per le sue colazioni a base di vino,pane e salame.
Si parla un po’ tra di noi, non ci si vede da quando eravamo ragazzini, all’epoca: Gianfry era sempre ben vestito, parlava bene, faceva le vacanze studio in un college inglese di quelli dove anche i cavalli hanno titoli nobiliari; Bepi mi era simpatico suo padre lavorava tanto, non aveva mai soldi in tasca, ma amava far confusione ed era simpatico, a merenda alle medie portava pane, salame e vino rosso finche la prof non ha detto ai genitori che non si poteva, io come mio padre ero figlio di immigrati, nel senso che mio nonno scappò in Argentina fuggendo da miseria e fascismo, mio padre scappò in Usitalia fuggendo da fascismo e miseria, diceva sempre che era uno dei pochi di sinistra ad aver preso un aereo senza cadere dall’aereo, all’epoca non capivo.

Comunque ci siamo raccontati cosa siamo diventarti oggi: Gianfry ha studiato Economia e Commercio in una nota università privata di Grandecittà e da poco è diventato,nonostante la giovane età, amministratore delegato di una grande multinazionale americana, una di quelle dove nemmeno chi ci lavora sa esattamente cosa produce, se ho capito bene produce dividendi, qualunque cosa siano; Bepi finite le medie è andato a “laurà”come dice lui e adesso dice con orgoglio e’ diventato imprenditore, non ha dipendenti, ma sta lavorando come imbianchino in sub-sub-sub-appalto per una ditta che lavora alla grande Exposizione di Grandecittà si lamenta che “quelli lì” , come li chiama lui, vogliono il lavoro subito , veloce, al prezzo che dicono loro, lui fa fatica a starci dentro e ad arrivare a fine mese, sembra, cosi dice il suo commercialista, per colpa dei sindacati comunisti, lui del suo commercialista si fida è uno che ha studiato tanto ed “in politica” fa il consigliere provinciale per la  Lega, che si sa vuole difendere , mi spiega Bepi, i lauradur del nord contro quelli del sud che non fanno niente, inoltre deve essergli grato perché quel lavoro in sub-sub-sub appalto l’ha trovato grazie al cugino del commercialista; io racconto di me , mi occupo di computer,grappa e affini , sono un militante comunista e amo far baldoria con gli amici e propongo al Bepi di vederci che gli offro un grappino una sera di queste.
Dopo tutti questi discorsi ci arriva da bere, un secsondebic  con vodka di carrube dei Carpazi per Gianfry  e due bicchieri di rosso (a testa) per me e Bepi e come da tradizione di Grandecittà e dintorni ci arriva qualcosa da mangiare: una dozzina di tramezzini dietetici con zola e salame( a Busdelcù si usa cosi: quelli non dietetici hanno anche il lardo) , appena arrivati Gianfry ne mangia undici in un baleno, ne rimane uno solo e Gianfry prontamente: ” occhio Bepi che quel comunista di Luca Juan ti vuole fregare mezzo tramezzino”, Bepi mi guarda male ma per fortuna rispondo prontamente “ma va a cagare pirla , te penset a magna’ e basta, e  noter che ‘ndem a laura’ magnem nigott e poi balabiott de l’ostia al me paes se bei no el sexondebic noter ‘ndum in campurela”* (si amici parlo anch’io un pochino l’idioma del babbo del Bepi, me l’ha insegnato un amico del mio babbo) , trattengo (con dispiacere) Bepi dal dare un pugno a Gianfry, che se ne va. Rimaniamo io e Bepi, parliamo un poco , poi si va a casa. Io e Bepi ci siamo rivisti un po’ di volte, ieri ha mandato a cagare il commercialista, ha deciso di smettere  di votare la Lega Polare, anzi con altri imbianchini, muratori, elettricisti sta  pensando a un modo per guadagnare di più essendo utile ad altri lauradur (mi sa che gli presenterò un amico con idee simili), e mi ha detto queste parole “scolta Giuan (mi chiama cosi) a da a tra a ti ,mi ho capi una roba :m’importa nigott se vun l’è  del nord, l’è terun o l’è negher (Bepi parla cosi) se i g’ha oja de laura’ i va ben se i g’ha mia oja i va ben no”**, anche a me Bepi ha insegnato una cosa , non basta avere belle idee bisogna saperle esporre.

*”ma va a cagare pirla, pensi solo a mangiare e noi che lavoriamo non mangiamo niente, e poi cretino che non sei altro al mio paese non si beve il sexondebic, ma andiamo in camporella”
**”ascolta Giovanni,a darti retta ho capito una cosa non importa se uno e’ del nord, del sud o nero se hanno voglia di lavorare vanno bene se no no”

Luca Juan Cartolini

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