Badabuum

Ovvero incomprensioni

-E basta!- disse Dio adirato.

-Davvero basta!- insistette

Il coro della Rosa sfolgorante di luce si interruppe. Era successo solo un’altra volta.

-Non rispettano più i miei comandamenti. Non ascoltano più ciò che ordino. Gli umani sono fuori controllo!-

-Signore.- disse un serafico Arcangelo -Vado?-

-Michele lascia stare. Abbiamo aspettato troppo. Ora intervengo io. Se nemmeno più i miei emissari in terra riescono a farsi ascoltare tocca a me intervenire.-

Dio si incamminò per l’infinità celeste per allontanarsi dal coro dei beati e dei santi che aveva ripreso a cantare, aveva bisogno di pensare. Gli umani, quella che avrebbe dovuto essere la sua creazione migliore, era risultati peggio di Lucifero. Non che in passato le cose fossero migliori però lo temevano, erano timorati. Ma ora nemmeno la versione soft, ormai vecchia di duemila anni, sembrava fare presa. Si era lasciato convincere a non apparire più troppo nella vita degli uomini e questo era il risultato. Non che prima i comandamenti fossero presi alla lettera, ma almeno prima per uccidere in massa chiedevano la sua benedizione. Mo’ gli unici che sembravano ascoltarlo erano un gruppo di vecchi con i gonnelloni  e quelli che parlavano di carità, amore e tolleranza. Come se lui non avesse spiegato bene che erano sentimenti leciti solo verso chi lo temeva, lo rispettava e lo adorava. Lui era l’unico e così doveva essere. Decise che sarebbe tornato a parlare con gli uomini.

-Sono il vostro Dio!- tuonò. Il tuono rimbombò e scosse i mari e la terra.

Niente. Nessuna risposta. Passato lo spavento la sua voce sembrava non aver sortito effetto.

Si diede una manata sulla fronte. Il Dio dell’Ira e della Guerra era la vecchia modalità, e dopo la versione soft non faceva più effetto evidentemente. Provò un nuovo approccio.

-Ehm… Umani, sono il vostro padre creatore.- niente ancora. Silenzio totale. Si infuriò. Cominciò ad urlare e a sbraitare.

 

Franek uscì dall’edicola. Lesse il titolo del Manifesto. Esplosione alla centrale di Fukushima. Pensò a ciò che voleva dire. Poi le altre notizie, la guerra in Libia, gli scontri in Baharein e poi le notizie di politica interna. Chiuse il giornale e sentì una goccia. Si stupì, ma se c’era il sole fino a due secondi fa? Ma il tempo era cambiato e il cielo era nero, minaccioso. Il brutto tempo gli rovinava la domenica ma mannaggia a…

Si affrettò verso casa, ma venne sorpreso da un temporale di forza inaudita, si riparò in un bar. Caddero alberi, strariparono i fiumi. Ci furono danni ingenti. Ma Franek questo lo seppe dopo. Dopo due ore decise di affrontarlo, il temporale. Arrivò a casa fradicio e bestemmiante che già c’erano pubblicità di sms da 1 euro da inviare agli alluvionati, ma forse erano di una vecchia alluvione. Mah!

 

Dio guardò esterefatto. Niente neanche ora. Deluso si girò e si incamminò verso un altro mondo, uno nel quale ancora gli esseri progrediti in grado di adorarlo pensassero che terremoti, alluvioni e tutto il resto fossero opera sua. In fondo mica c’erano solo gli umani.

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