Ohhh!

Ovvero e ‘nnamo!

Vado a correre, tra un po’ scatta la prova bikini, non l’atollo atomico anche se forse sarebbe più di moda, e devo essere in forma! Ho pensato scofanando una vaschetta di gelato e fumando due sigarette contemporaneamente. Ma siccome il difficile non è cominciare ma proeseguire, io se dovessi contare tutto quello che ho fatto una volta o per un giorno solo (come smettere di fumare) sarei una specie di vegan/salutista/arekrishnista, ho infilato la tuta e sono andato al parco. Mi sembra di avervi raccontato più volte dell’unica area verde rimasta tra Quarteiraccio e Belquartiere.

Appena uscito vengo inondato dal sole, fuori fa più caldo che in casa, ci sono più odori, non tutti buoni ok ma comunque meglio la diversità. Mi infilo la fascetta e di colpo mi rendo conto che il mio immaginario sui corridori da parco è rimasto fermo agli anni ’80, a un film con Micheal Douglas dove lui arriva ultimo ma arriva, o qualcosa di simile, e forse era anche una storia vera. Arrivo al parco e sono tlamente demodè che i picconi mi guardano e mi chiedono se voglio un po’ di granaglie, però in fondo bisogna correre mica essere alla moda. Dopo due passi di corsa perdo il fiato e passo i successivi 10 minuti a cercalo, senza successo. Allora decido che, per cominciare, anche solo camminare senza mai fermarmi per un’ora sarebbe buono, poi penso che un’ora è tanto e apro un tavolo di trattativa con me stesso, nell’aprire il tavolo ho danneggiato una fontanella e ostruito il passaggio agli altri corridori ma essendo un tavolo di trattative era necessario fosse bello grande, alla fine ci accordiamo per mezz’ora (dieci minuti per arrivare al parco non contano ma quelli per tornare si) purchè non mi fermi mai. Comincio.

Poco dopo alle mie spalle arriva un tizio tutto trafelato, sudato, che si muove come un ossesso senza però essere più veloce di me e comincia

-Si va bè ma mica si fa così!-

Io alzo il volume dell’aipod e proseguo.

-Si vabè ma così sono capaci tutti- insiste il signore sulla 50ina che comincia anche a tirarmi la giacchetta.

Io mi dico di lasciare perdere che poi perdo il conto dei minuti, che devo pensare a me stesso.

-Oh! Ma stai scehrzando? Guarda come si fa- con gran fatica mi supera mulinando braccia e gambe in un ridicolo tentativo somigliare a un Lunei Tùns in corsa.

-Guarda che così perdi BipBip- gli dico mentre il tizio appena superatomi,si deve fermare a prendere fiato. E lui si offende e mi dice che a fare come faccio io sono capaci tutti ma che la vera corsa è come la fa lui e che pe colpa di quelli come me tutti si credono corridori. Io penso che forse ha ragione ma che me ne importa proprio poco visto che la prova bikini è alle porte e io devo essere in forma per questo. Cambio strada e me ne vado.

Arrivo ad un certo punto e trovo la strada sbarrata. da alcuni nastri di plastica, c’è una corsa podistica ed essendo passati venti minuti e avendone io dieci per tornare a casa decido di seguire il tracciato per vedere un po’ di questa gara. Fino  che mi trovo in un punto dove un corridore continua a ricevere aiuti dal pubblico, chi lo sostiene mentre sta per cadere, chi gli passa dell’acqua, chi gli indica una scorciatoia e lo copre mentre la percorre. Ad un certo punto un arbitro lo vede e lo squalifica. Tutti i suoi aiutanti scattano di corsa verso l’arbitro a insultarlo a impedirgli di continuare ad arbitrare. Lo insultano, gli dicono che ha falsato la gara e che tutti infrangono le regole. L’arbitro prima prova timidamente a far notare che in quel momento una sola persona stava violando le regole e che comunque lui per primo aveva falsato la gara. E loro giù a dirgli che ormai la gara si stava svolgendo secondo delle nuove regole ed era meglio che tutti seguissero quelle nuove regole. E l’arbitro:

-Ma veramnete, solo questo signore si può permettere la claque che corre ad aiutarlo…- apriti cielo. Però io ho pensato all’Associazione in difesa della democrazia, al pubblico andato in tribunale e così quando il corridore fraudolento stava correndo verso di me ho pensato che avrei volentieri accettato qualsiasi insulto se solo avessi potuto farlo perdere. Era sempre più vicino e ho pensato che non dovevo essere come lui. Poi ho pensato che io mica stavo correndo, anche gli altri corridori erano stati truffati. Era ormai a due passi da me e mi sorrideva e io ho pensato che non serve a nulla fare il giustiziere. E lui mi sorrideva e io mi innervosivo, e così ho pensato ma vaaaaaa. Ho allungato la gamba, ancora un po’ ancora un po’,fino a che oltre alla mia c’erano anche le sue. V per giusti…no com’era?

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