Acqua bene comune

Come sai, avendo fatto l’ITIS non ho studiato molto la filosofia , giusto qualcosa dei fratelli Marx (Karl e Groucho), Malcom X, il Che  e un poco di Lenin, Fanon e Trotsky
certo da autodidatta faccio un po’ di confusione sulle parole , sui concetti ad esempio non ho capito cosa c’entri il Materialismo Storico con il fatto che “All’infuori del cane, il libro è il migliore amico dell’uomo. Dentro il cane è troppo scuro per leggere”, credo che Marx forse sia troppo difficile per me. Allora la mia identità politica (capendo poco di filosofia) l’ho costruita grazie alla strada e all’avventurosa storia della mia famiglia, stavolta ti parlo di Acqua come BENE COMUNE (che credo voglia dire “bene di tutti”), ma non ti parlerò di concetti particolari ma di mio nonno e mio padre, come sai mio nonno nel 45 faceva l’operaio a Buenos Aires, la politica “operaista” di Peron gli permise di metter via un po’ di soldi per realizzare il suo sogno da contadino  comprare una cascina , qualche bue e qualche  Biolca di terra, nel 55 dopo il golpe contro Peron dovette forzare i tempi , lasciare la fabbrica dove era sindacalista e spostarsi in campagna, riuscì a  prendere un piccolo appezzamento di terreno, in una zona di piccoli proprietari, la vita alla famiglia cambiò finirono le vacanze a Rosario (i contadini non avevano vacanze), e mio padre dopo la scuola doveva dare una mano nei campi o con le bestie (aveva 10 anni ma erano altri tempi), a mio padre non piaceva molto spalare il letame o andare nei campi, amava invece pascolare le vacche (che c’entra con l’acqua? le vacche c’entrano sempre con l’acqua!) .
Mio nonno trovo un terreno abbastanza buono, aveva persino il pozzo, ma purtroppo il suo terreno non aveva accesso diretto al fiume ma questo non era un problema. Jose Rodriguez (che era il vicino più sfortunato ) non aveva il pozzo e l’accesso al fiume era inutilizzabile per le mucche, Antonio Sanchez aveva un terreno un po’ più piccolo ma aveva un ottimo accesso al fiume e un pozzo, allora mio nonno secondo le leggi non scritte di solidarietà contadina delle sue parti ha proposto a Jose e Antonio un patto : “chiunque passi dai pozzi puo tirar su l’acqua da bere anzi lasciamo li un mestolo apposta e mettiamo in comune l’area lasciata a pascolo garantendo a tutti l’accesso al fiume che ha Antonio.
Di questo periodo mio padre ha un ricordo felice, portava le mucche a pascolare e vicino a natale, quando fa caldo faceva il bagno nel fiume insieme alle figlie di Antonio e ai figli di Jose. Purtroppo qualche anno dopo si ammalo la moglie di Antonio, fu costretto a vendere il terreno per pagare le cure (i golpisti avevano tolto la mutua) lo compro il Colonnello Augusto Domingo Garcia (futuro collaboratore del dittatore Videla) che  lo lascio incolto ma recintato dicendo che l’Acqua era sua, mio padre, all’epoca 15enne ci rimase male, niente più bagni al fiume e niente più figlia di Antonio, ma più di lui ci rimasero male le mucche (delle quali non ho dichiarazioni), insomma il colonnello voleva affamare questo lato del fiume dove so tutti piccoli contadini  per impossessarsene e diventare lui l’unico padrone.
Ecco perche credo che l’acqua debba essere di tutti, se ha un padrone chi ce l’ha può decidere se un contadino vive o meno, quanto un uomo di città può bere, quanto può bere una mucca. Credo che tu voglia sapere come sia finita la storia…(stavolta il racconto è affidabile è confermato da mio padre che odia pescare), bé mio nonno da sindacalista sapeva muoversi  con la burocrazia, dopo che gli dissero che il Colonnello poteva farci o che voleva della SUA Acqua scoprì che la terra di Jose aveva un pezzo di terra dal’altra parte del fiume che 3 km più a veale un altro piccolo contadino aveva anche lui un pezzo di terra oltre il fiume, insomma l’accesso al fiume del colonnello erano i 3 km compresi tra queste due aiuole..allora i contadini della Valle dei Piccoli decisero di fare un canale per deviare il fiume togliendo l’acqua al colonnello inaridendo le sue terre.. tu mi dirai che forse sono stati un po’ stronzi, si è vero ma quando ce vo ce vo, d’altronde lui avrebbe potuto evitarlo magari facendo un giretto al catasto capiva che non gli conveniva pisciare fuori dal vaso (purtroppo molti contadini pagarono questa ribellione con la vita quando arrivò il regime di Videla, ma questa è un altra storia… quella di mio padre e dello zio “montonero”).

Luca Juan Cartolini

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