Beddi capiddi

Ovvero in viaggio con Luìs

L’altra mattina, mentre ero al lavoro, mi chiama Luìs. Era qualche tempo che non lo sentivo ma lui è fatto così, non riesce a stare fermo, a volte penso abbia le termiti nelle scarpe, e forse anche i piedi di legno. Di sicuro quelli ce li ha nel giocare al pallone, domenica siamo andati al parco ed è stato davvero divertente vederlo cercare di colpire il pallone, ad un certo punto lo ha fermato con le mani se l’è messo davanti ai piedi e a tirato così forte che oltre a colpirlo ci ha deliziato con un carpiato che te lo spiego. Comunque vi dicevo che l’altra mattina mi ha chiamato e mi ha detto

-Ohè Franek! Son tornato! Quando ci vediamo?-

-Mercoledì?- gli propongo

-No, parto martedì mattina per Milano. Non ci sono ancora stato-

Io prima avrei voluto sputarlo, visto che era ancora in partenza, poi gli ho chiesto di aspettare mi sono preso qualche giorno di ferie e gli ho detto

-Bastardone, vengo anche io a Milano.-

Luìs sarebbe andato per lavoro così una volta giunti nella capitale della moda, del salone e della cocaina, ci siamo separati e io mi sono fatto un giro. Alla fine Milano è bella, come dicono loro toc o mond a l’è paes, sem d’acord, ma Milan l’è un gran Milan, mi sono visto la chiesetta di San Satiro, il Duomo, via Torino, il Castello Sforzesco e la piazzetta Liberty, ho cercato i ponti della compagnia della Teppa e quelli dei Barabba, cammino e mi perdo in una città che con il sole sembra ricordarsi di avere anche un lato umano, solo fino a che non arrivano i SUV e se ne dimentica per tornare a menarsela che quasi la odi. Esattamente come quelle donne fasciò che poi si tirano tutto, in particolare la mona e la cocaina, più in là con l’età le zampe di gallina, prima ancora che gli spuntino. Al massimo si fanno crescere le tette e le labbra che sembrano dei canotti a forma di babbuino.

Allora sono scappato da questa donna vuota e noiosa e mi sono perso nelle viuzze del centro. Che tristezza vedere i milanesi che evitano le vie che portano fino alla piazza del Santo Sepolcro, trovo affascinante che nella stessa città vi siano il luogo dove è nato il fascismo e quello dove è stato appeso il suo duce. Da un’idea di avanguardia, nel bene e nel male. E comunque a scanso di equivoci e perché mi piace dirlo: ora e sempre Resistenza.

Comunque cammina che ti cammina finisco davanti al Tribunale e, quando vedo due nugoli di persone davanti, faccio un po’ come il trailer che gira in questi giorni. Capito che in effetti è proprio il sei di aprile del duemilaeundici, cammino tra i sostenitori di Silvio Berlusconi con fare sorpreso, come a dire ma che ci fate qui? Che sta succedendo? Raccolgo tanti commenti contro la magistratura rossa. Ad un certo punto una signora mi si avvicina e mi chiede che ne penso, io le dico candidamente che penso che Silvio Berlusconi se fosse veramente innocente si sarebbe già dimesso e poi si sarebbe ripresentato, se fosse risultato davvero innocente, pulito come una sala operatoria dove si fa il trapianto di capelli, alle elezioni successive e che la dimostrazione che il governo lavora per lui sta nelle norme votate e approvate dal parlamento in questi giorni. Lei che ha davvero dei bei capelli, di quelli belli, che ti fanno chiedere se il parrucchiere dopo si è suicidato o sia stato arrestato per atti osceni in luogo pubblico, impazzisce e ciò che mi dice l’ho immortalato, dopo averle detto per infoiarla ancora un po’ che sono un giornalista di Annozero inviato per Ballarò e che sono il figlio segreto di Travaglio e Boccassini, lo potete vedere nel video qua sopra.

Quando finisce di parlare la guardo, la fisso un momento mentre lei ancora ansima, convinta di avermi messo al mio posto e non di aver dimostrato di voler tanto essere Ruby.  Poi le sorrido di cuore e la ringrazio prima di andarmene.

I ringraziamenti erano sinceri, non ho mai visto uno spot migliore contro Silvio e la sua gente. .

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