Si stava meglio, quando si stava peggio

Ovvero 50.000 a.C.

Questo è Uhmf, la cui traduzione vuol dire colui che viene dalla Polonia passando per la Finlandia

Uhmf era appena sceso dall’albero. Era ancora molto incerto sulle gambe ma doveva assolutamente raggiungere la pozza d’acqua. Aveva sete e sull’albero la frutta non bastava più per tutti. Le foglie erano poche per tutti, i rami non bastavano per tutti. E così scese. Scese come aveva visto fare ad altri. Si avvicinò alla pozza, bevve avidamente, cadde nell’acqua per aver perso l’equilibrio. Se fosse stato qualche migliaio di secoli dopo Uhmf sarebbe uscito dall’acqua ridendo e dicendo

-Cazzo, sono quasi affogato in un bicchiere d’acqua!-

Invece era qualche migliaio di secoli prima e quindi Uhmf si terrorizzò, bevve forsennatamente quando voleva respirare. L’acqua lo avvolse interamente, non capiva più quale fosse l’alto e il basso, dove fosse il cielo, non riusciva a vedere nulla, il guanto dell’acuqa che a noi oggi pare di seta a Uhmf parve u rete per pescare, per intederci tra noi lui mica lo pensò, non riusciva a uscirne, l’acqua entrava in ogni pertugio del suo corpo, si sentiva invaso, si sentiva violato dall’acqua che scorreva ormai anche dentro di lui. E più l’acqua scorreva dentro e introno al suo corpo, più lui si sentiva violato più cercava di ritrovare l’aria. Sarebbe bastato puntare i piedi sul fondo della pozza ma vallo a sapere! Ad un tratto, una gamba sbattè così forte sul fondo che Uhmf saltò dal dolore e si trovò con la testa fuori dall’acqua. Si guardò intorno terrorizzato, respirò ingerendo aria il più possibile come se avesse pensato di non poterne più respirare, e vomitò l’acqua. Era quasi arrivato in un punto nel quale, anche completamente eretto, non avrebbe potuto mettere la testa fuori dall’acqua. Si mosse goffamente fuori dalla pozza. Mentre tornava verso l’abero claudicante e fradicio notò delle radici e dei tuberi. Aveva fame e sull’albero la concorrenza era ormai spietata, violenta. Ci si buttò sopra, la divorò e ne cercò della altre. Ad un tratto si bloccò, la prima cosa che notò fu che cominciava a reggersi meglio sugli arti posteriori, la seconda fu la paura che qualcun’altro lo avesse visto. Non voleva dividere il cibo con nessuno.

Passarono cento, mille lune. Ormai Uhmf e i suoi fratelli vivevano quasi tutti sul terreno e tornavano sull’albero solo per cogliere qualche frutto particolarmente maturo o per scappare dai predatori. La maggior disponibilità di cibo e acqua aveva convinto tutti a scendere e anche i più anziani vivevano sulla terraferma. Un giorno il figlio di Uhmf morì. Fu tragico ma accadde come con il padre, perse l’equilibrio in acqua e venne trasportato dall’agitazione al largo. Nessuno sapeva nuotare e il padre rimase fermo immobile sulla riva a guardare il figlio morente.

Tutti rimasero colpiti da questo fatto. Tutti ne parlarono e mentre un capannello ne discuteva uno dei più anziani disse

-Io li ho viste tutte, sull’albero, giù dall’abero, con acqua, senza acqua, e fidatevi, voi giovani siete degli illusi, è sempre tutto uguale, non cambia mai nulla, nè mai cambierà. In fin dei conti si stava meglio quando si stava peggio!-

Tornò sull’albero e li vi morì di solitudine senza che nessuno si ricordasse di lui.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Storie. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...