Birra

Ovvero gente del Quartieraccio

Quando fa caldo, ma proprio caldo che non se ne può più, uno che fa? Si beve una birra. Solo che gusto c’è a bersi una birra quando fa caldo se non puoi lamentarti del caldo? E allora rapido giro di telefonate, ci si vede a casa di Marco e poi giù al baretto. Tempo dieci minuti e eravamo li: io, mio fratello Alec e Giulio Verne.

Arriviamo al baretto e mentre io e Giulio ci sediamo Alec va al bancone a prendere le birre, primo giro. Mentre chiacchieriamo e ci chiediamo se per caso non sia già estate, arriva un tamarro incazzoso.

-Oh! Oh! A questo tavolo ci ero seduto io!-

Ci guardiamo perplessi, io mi guardo in giro alla ricerca di segni che palesino questa sua verità. Ma deve essere una di quelle verità rivelate, come il cristianesimo, e quindi i suoi segni sono solo visibili solo a chi ha ricevuto la benedizione divina. Insomma non era vero, era solo incazzoso, forse aveva pippato, e aveva le palle girate. Insomma, un tamarro.

-Guarda che…-

-Oh! Vi dovete levare!- ci urla lui.

-Calma! Ma non puoi sederti lì visto che tanto sei solo?- gli chiedo

-Oh! Bello! Oh! Io mi siedo dove cazzo voglio! E voglio sedermi qui!-

-E siediti qui con noi.- gli dice Giulio

-Oh! Guarda che qua c’ero seduto prima io!-

-Vero!- dice una vocina alle sue spalle.

Ci giriamo tutti e tre, tutti e tre ugualmente basiti, il tamarro compreso, con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così che hanno quelli che tutto si aspettavano ma non una vocina da cabaret di terz’ordine. Stridula, tanto da graffiarti le trombe di eustachio.

Il signore che sta dietro quella vocina e un tizio basso, con la faccia da viscido che non porta niente di buono. Quelle espressioni che ti rimangono impresse perchè con il senno di poi ti dici, certo che glielo si leggeva in faccia.

Si, si il ragazzo era lì prima di voi. Io l’ho visto.-

-Ma ne è sicuro?- chiede Giulio.

-Ma certo! Ma per chi mi ha preso? Se dico una cosa, è perchè l’ho vista no? Sono mica uno che mente!-

-Ma se lei è entrato insieme a noi ed è rimasto dentro il bar fino ad ora?!- ribatto.

-Si ma dalla vetrata ho visto!- aggiunge.

Non riuscendo a dire nulla e visto che anche il tamarro è spiazzato, mi alzo dicendo

-Vabbuò! Io mi siedo la, fa troppo caldo per provare a capire-

Giulio annuisce e ci spostiamo in un altro  tavolino, nel frattempo Alec ci ha raggiunto e ci chiede perchè ci fossimo spostati e quando noi gli abbiamo spiegato, lui ha detto

-Ma che glie frega a quello?-

Io e Giulio stiamo per fare un’alzata di spalle come a dire machennneso! che sentiamo la vocina di prima dire

-Visto che ti ho aiutato, mi daresti una sedia? Oppure vuoi che cambi idea?-

Il tamarro, che era stato raggiunto da qualcuno clienti o amici, lo guarda, ridacchia sprezzante, gli indica una sedia vuota e quando l’uomo con la vocina fa per prenderla, lui la calcia via. L’altro non fa un piega, trotterella fino alla sedia. La prende e va a metterla di fronte al video poker che altrimenti prima non ci sarebbe arrivato

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