Cosa?!

Ovvero incomprensioni

Svegliarsi in ritardo già di lunedì mattina non è un buon segno. Manco il tempo della doccia. Per il caffè non c’è tempo e poi stomaco ed esofago sono acidi ancora dalla sera prima. Non si dovrebbe fare serata la domenica. In fretta, verso il pullman, in ritardo, cazzo. Il sonno ancora appiccica gli occhi, il mondo è uno scenario che scorre davanti, il freddo combatte ancora con il caldo del letto, pungendo la faccia. Play. Cuffie nelle orecchie e il mondo a rimanere scenario, sullo sfondo, non voglio sentirlo il mondo sta mattina. Ma se io avessi previsto tutto questo, no, non questa. Questa. Si è quella giusta.

Vedere non è guardare e mentre le pieghe del cuscino se ne vanno dalla faccia, le fermate passano. Dove sono? Mi sa che la fermata è passata. Il colloquio. Non è mai una buona idea arrivare in ritardo a un colloquio di lavoro. Mai. Via la cuffie.

-Scusi, signora. Mi sa dire se viale Libia è già passato?- Il Giornale nella borsa del mercato.

-E certo, fate sempre così voi comunisti!- risponde lei.

-Scusi? No, guardi volevo solo sapere se la fermata di viale Libia è già passata.

-Anche lei, se potesse farebbe il bunga bunga. E farebbe bene!- risponde.

-Ma, signora, mi prende in giro?- il pullman arriva a una fermata. -Vabbè, grazie lo stesso. Arrivederci- e scende.

Ma vaffanculo a sta sciura. E mo’? Ma dove sono?! Via dei Mille. E dov’è?!

-Scusi.- chiese ad un signore, fermo fuori dalla porta di un negozio. -Viale Libia?-

– La magistratura è scesa in campo, ben prima di Silvio!-

Calma, ma checazz’è stamattina? Calma alzare lo sguardo. Non è un negozio, l’insegna dice: Popolo delle Libertà.

Prima.

La signora lo guardava da un po’. L’aveva notato fin da subito. Appena era salita. Delle grandi cuffie. La maglietta di Emergency, un comunista. Lo sguardo perso, sicuramente si era fatto la droga, a quest’ora di mattina. Poi si è svegliato di colpo e aveva cominciato a guardarsi intorno. Non capiva nemmeno dov’era. In galera. Ai lavori forzati, ecco di cosa aveva bisogno. Poi si era tolto le cuffie e l’aveva guardata. Si vedeva che avrebbe chiesto qualcosa, non a me non a me, pensava.

-Secondo me i terroristi arabi fanno bene ad ammazzare i nostri soldati- le disse.

-Ma cosa dice?!- rispose subito la signora – Quei ragazzi combattono anche per lei, sa?!-

-Veramente, la magistratura fa bene a perseguitare Silvio- aggiunse con un sorrisino da drogato.

– Si, certo! Vi fa comodo a voi, che altrimenti le elezioni mica le vincete!- ribatté, pronta, la signora.

-Viva la rivoluzione- disse il ragazzo -io vado a fumarmi la droga!- e scese dall’autobus che era arrivato ad una fermata.

La signora si guardò intorno e disse

-Ma guarda te che impertinenza. E io non gli avevo fatto niente!-

Un signore, abbassando Il Fatto Quotidiano, disse

-Ha fatto bene-

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