Domani

Ovvero 25 aprile sempre
 
Domani è il 25 aprile, ovviamente anche qui a Trebisonda. Ha senso scendere in strada per partecipare ai cortei? Me lo sono chiesto seriamente in questi giorni di avvicinamento. In molti mi hanno detto o fatto capire che si va bene però…
In molti anche tra chi di solito lo festeggia. E allora ci ho pensato seriamente: ha senso festeggiare qualcosa accaduto 66 anni fa? Se fosse solo una questione che ormai è passato tanto tempo, ho pensato, mica è l’unica data che si festeggia da tanti anni. E scomodando solo di sfuggita il Natale, sono passati duemilaundici anni e forse anche più, pensiamo agli altri paesi. Sicuramente non festeggiano la nostra stessa data, però come mi è già capitato di dire, negli Stati Uniti il 14 luglio si festeggia ciò che è accaduto più di due secoli fa e il 14 luglio la Francia ricorda qualcosa che è accaduto nel 1789. Mi fermo qui ma gli esempi potrebbero continuare. Ogni nazione ha una propria storia che poggia su momenti cardine accettati.
Ha senso festeggiare una data che, in effetti, ha visto vincitrice una parte del popolo italiano? Anche in questo caso il paragone con gli altri paesi e le loro tradizioni. L’esempio più calzante è con la Rivoluzione Americana. Non tutti quelli che allora erano sudditi della corona inglese abitanti delle colonie in Nord America erano convinti sostenitori della separazione dal Regno Inglese. Ci fu chi si schierò con le truppe di sua maestà, i lealisti, e fu una vera e propria guerra civile.
Ma si dice che un movimento violento non può rappresentare un momento di unità. In questo caso il paragone con la Rivoluzione Francese calza a pennello. Non è il momento di nascita di uno stato, come nel caso di quella americana. E non tutto il popolo francese stava con i rivoluzionari, però il progresso che ha portato alla nazione è riconosciuto e non vi sarebbe presidente Francese che non lo festeggerebbe.
Si dice che gli alleati avrebbero comunque vinto la guerra. Vero. Ma meno sicuro è la conquista della Costituzione solo con la vittoria militare. Non è certo, e anzi è dubbio, che gl alleati non avrebbero altrimenti mantenuto i Savoia, d’altronde non sarebbe certo spettata a loro la decisione.
Dunque, si per me ha senso festeggiare il 25 aprile. Perchè un momento fondativo del nostro paese. Il momento in cui abbiamo ottenuto dei diritti, e anche se sappiamo che quei diritti sono stati portati in pratica dai movimenti popolari che la nostra repubblica ha consciuto, il progresso ottenuto con la Resistenza è fondamentale. Per questo dobbiamo ringraziare quelle migliaia di giovani, uomini, donne, e meno giovani hanno ottenuto a costo di enormi sacrifici. Grazie ai martiri di quella guerra, oggi possiamo lamentare la lesione di diritti e non la loro assenza. Qualcosa di importante è stato ottenuto.
 
Un po’ personalmente invidio quella possibilità reale di cambiamento, il sentire il proprio futuro realmente tra le mani, però i sacrifici che dovettero subire mi spingono a sentire un debito di riconoscenza per chi combatté e mi ha garantito un futuro migliore del loro presente, spesso altro motivo che la spinta di un sentimento di catarsi dopo i peccati del ventennio e un sentimento di giustizia.
Viva la Resistenza! Viva i partigiani!
Grazie.
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