Ore piccole

Ovvero di notte

Cosa fa uno quando torna a casa dal corteo per il primo maggio, detto Mei Dei, da Milano, si fa svariati km in macchina, con altri quattro, tutti cotti, essendo partiti alle 8 della mattina, arriva a casa all’una di notte e non ha sonno perché ciò che ha vissuto gli ha lasciato in corpo molta adrenalina(molta più degli stupidi reiv degli anni precedenti)?

Entra n casa, accende le luci, mette su una musica un po’ più soft ma molto energica, direi un Coltrane, e si siede sul divano. Prende il nessesèr e si siede sul divano. Accende il compiuter e si rilassa. Poi passando per caso tra una cartella e l’altra finisce per trovare dei cimeli storici. Così in fondo alla cartella documenti, dentro la cartella Doc di FR (che sta per Franek), passando per la cartella Doc Vecchi, e quella doc di un tempo passato. Cliccando su Trebisonda Libera, nome dell’associazione di cui facevo parte, e scartabellando tra le varie cose, con un senso di amarcord mitigato dalla bella giornata trascorsa con amici vecchi e nuovi, ti trovo un volantino. Su questo volantino, che forse fu il primo che facemmo assieme, c’è scritto:

E ORA BOMBARDIAMO IL GIAPPONE!

Era l’ottobre del 2001, quasi dieci anni sono passati, e con l’associazione avevamo distribuito il volantino nel quale si diceva che visto che era giusto bombardare l’Afghanistan perché nascondeva Osama Bin Laden, allora sarebbe stato giusto bombardare il Giappone che proteggeva Roy Hagen, meglio conosciuto in Italia come Delfo Zorzi, che anche se i tribunali non sono riusciti a condannare rimane, a mio avviso il responsabile, insieme a quella parte dello stato che ha ideato la strategia della tensione, che non erano i comunisti qualcuno dovrebbe ricordarlo, di una serie di attentati come quello in Piazza Fontana. Il sillogismo ancora oggi, per quanto provocatorio, regge. Se, dato x, succede y allora deve succedere sempre, altrimenti il sillogismo è errato, persino un ragazzino in quarta ginnasio lo capirebbe.

Ecco ero li in queste faccende affaccendato, o pensieri appensierato, che mi rendo conto si siano fatte le sei. Vado a dormire che magari mi faccio qualche ora di sonno e domani non sono del tutto da buttare. Però, squilla il telefono.

-Oh!- mi dice mio fratello Alec dall’altra parte della cornetta -Hai visto la tele?-

-Alec sono le 6 del mattino, e se mi avessi svegliato?-

-Non avresti risposto così in fretta. Hai visto la tele? Hanno ammazzato Bin Laden!-

Accendo vedo la notizia e ci salutiamo sbrigativamente, non solo con mio fratello ma anche con il sonno. Già perché la notizia è importante, è la fine simbolica del terrorismo arabo come spiegazione a qualunque cosa accada, anche, che so, al fatto che dopo l’attentato al Uorld Treid Senter, i RATM non hanno potuto essere trasmessi sulle radio USA. E così, pensa che ti ripensa, mi trovo a pensare che anche Mussolini l’hanno ucciso e lo trovo giusto. Allora quindi anche per Bin Laden si possa dire sia giusto, ovviamente facendo finta di ignorare che Al Qaeda è stata finanziata dagli stessi USA quando attaccava l’URSS e che l’attacco dell’11 settembre sia organizzato non dalle sole forze dei qaedisti. Già in fondo ha ucciso migliaia di persone o direttamente o con ordini ma le ha uccise, ne è il responsabile diretto e ultimo. Quindi è giusto, secondo gli States campioni di libertà, uccidere un uomo se uccide magliai di altri uomini. Allora ho pensato:

I morti sono tutti uguali?

La risposta è, secondo questa visione del mondo stars end straips, no. No perché se è giusto uccidere Bin Laden, allora dovrebbe essere giusto uccidere G.W. Bush che è andato a uccidere afghani e iracheni, distruggendo per molti anni ancora la pace e gli stessi paesi, pensando di trovare Osama che invece stava in una villa bunker, come i nostri mafiosi, nella periferia di Islamabad, Pakistan. Non solo perché allora dovrebbe aver avuto ragione Lee Oswald, sempre credendo alle favole, che ha fucilato Kennedy che ha dato inizio all’intervento americano in Vietnam. E vogliamo parlare di quello che è stato combinato in Algeria dal governo francese? O in India da quello inglese? E la Tatcher?

Poi è suonata la sveglia, sono andato al lavoro, fortunato io che ce l’ho, e arrivato ho visto le scene di tripudio degli statunitensi, e non ho capito perché le loro sono scene di gioia mentre se fosse stato ammazzato un americano, chessò Kissinger, e i cileni avessero gioito, tutti avrebbe parlato di odio, rancore e raccapriccio.

Ah! Ecco! Come ho fatto a non capirlo prima, scusate sarà stato il fatto che sta notte non ho dormito! Semplicemente perché l’uccisione di Bin Landen è stata voluta da Karol Woityla, uno che a Pinochet e Videla, che dall’alto dei cieli ha chiesto al signore di punire uno che ha ucciso migliaia di uomini. Forse gli serviva il quarto per la briscola.

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