Beato lui!

Ovvero con le sue budella un tempo si diceva si sarebbe impiccato l’ultimo re

In questi giorni mi sono piovuti in casa i parenti antipatici. Vengono da Krakow. Mia madre mi ha chiamato qualche giorno fa per dirmi

-Arriva Karol. Lo ospiti- e ha messo giù. Lo sa che non lo sopporto, nemmeno lei sopporta la cognata, sua madre ma mio padre, per quanto poi ci litighi sempre, adora la sorella e quindi il tono di mia madre sottintendeva: se me la sorbisco io, tu mi dai una mano e ti sorbisci quel gran simpaticone testa di…. di… di tuo cugino. O forse la vedo io così e mia madre semplicemente non aveva voglia di discutere che era impegnata, ma propendo per la prima versione, almeno mi sento compreso. Comunque chiamo subito mio padre, sapete perchè si chiama Gregorz? Perchè mio nonno aveva un padre profondamente cristiano e gli piaceva Gregorio magno, mio nonno rimase cattolico, e in patria ebbe alcuni problemi per questo, sopratutto quando il regime lo accusò, sbagliando, di essere un membro di Solidarność. quando mio padre e mio nonno arrivarono in Italia, scoprirono un po’ meglio la chiesa cattolica, erano glia anni di Calvi e del Banco Ambrosiano, di Pinochet e della Banda della Magliana. Mentre mio padre già in Polonia si era allontanato da tutto, un po’ disilluso, mio nonno anche qui decise che la sua fede in Dio era più forte e comunque distante dalla gerarchia ecclesiastica. Una volta gli ho detto che era un posizione di comodo, mi ha tirato un ceffone così forte che sono caduto dal divano modello Charlie Chaplin. Comunque mia zia è rimasta in Polonia, ma non è quella di cui vi ho parlato, e lì sembra chela Chiesaabbia liberatola Polonia, bah è anche comprensibile ma mai zia e la sua famiglia sono un po’ troppo invasati, Quindi ho chiamato padre inventandomi di poter pagare una stanza per mio cugino in u albergo ma lui ha risposto che potevo andare a lavorare. Gli ho detto che già lo facevo ma mia ha risposto che o così o pomì quindi… sabato mattina apro la porta e ci trovo Karol (è nato nel 1983 provate a immaginare perchè si chiami così).

Siamo rimasti sul vago, sul generico, fino a che non gli ho chiesto cosa era venuto a fare elui mi ha risposto

-Lo sapevo! Solo tu potevi farmi questa domanda!-

Non li sopporto i cattolici quando hanno sto atteggiamento, non sono credente, non seguo i prelati, non seguo nessuna parrocchia delle mille che abbiamo qui a Trebisonda, sono libero di farlo perchè dovrei sapere qualcosa che non mi riguarda e che non mi interessa sapere?

-Beatificano Woityla- dice lui.

-Quando lo fanno santo?- dico io

-Non lo fanno santo, lo fanno beato, poi sarà santo, perchè lo sarà fidati. Domenica.-

-Ma domenica è la festa dei lavoratori!-

-Si ma non di quelli cattolici quest’anno, che devono venire a festeggiare la beatificazione di Giovanni Paolo- io concludo la sua frase battendo le mani a tempo ta ta tata ta. Si offende

-Devono venire a festeggiare la beatificazione del loro re?- lo provoco

-No, di un grande uomo che ha fatto tanto, per il mondo intero, anche per te-

-Come stringere la mano a Pinochet? O a Videla? O far seppellire uno della banda della Magliana in una chiesa, ah già si dice che De Pedis abbia rapito una donna per convincere Marcinkus a ridargli i soldi che vi aveva prestato a voi di Solidarność

Discutiamo, fino a che lui mi dice

-dai senti vado a farmi una doccia, possibile che tu sappi solo odiare?- mi dice

-Io… vabbè senti ti lascio un racconto di un amico. UN bel racconto. Leggilo-

a me quando scopro che invaono la festa dei lavoratori mi girano un po le balle.

Qui sotto il racconto, non è un racconto è vero, è la lettera di Luis Juan

Caro Franek , scusa se non mi sono fatto vedere alla MayDay , ma purtroppo non ero dell’umore adatto, una notizia di questi giorni mi ha dato grossi problemi.
Il matrimonio reale inglese?no chi se ne frega di due ragazzini viziati li lascio ghigliottinare agli inglesi , la notizia che mi ha infastidito e’ la beatificazione del tuo connazionale Karol.
Ti ho raccontato un po’ della mia famiglia, vado avanti col racconto così comprendi il mio disgusto che mi fa dire :se questo  e’ il bene io sono il male .
Era il 1976, quella stronza di Isabel Peron venne deposta da un golpe militare chiamato eufemisticamente “Processo di riorganizzazione nazionale” (sarà per questo che trovo alquanto sinistro il concetto di “ristrutturazione aziendale”?) : era l’inizio della dittatura di Jorge Videla . Si formò un’opposizione di sinistra politica, sindacale e talvolta anche armata formata da socialisti,comunisti e peronisti di sinistra(i cosiddetti montoneros) questi ultimi mischiando peronismo e guevarismo organizzarono insieme ad alcune forze trotzkiste la lotta armata.
Mio padre all’epoca era delegato di fabbrica per la corrente di sinistra della CGT, mio zio Juan era uno studente  di legge come quel  suo compagno di lotta  che qualche anno fa divenne Presidente con gran gioia di mio padre e che poco fa e’ morto facendo piangere mio padre. Tornando alla mia famiglia un giorno venne una Ford Falcon verde a prendere mio padre ma per fortuna nel quartiere era presente una cellula di “terroristi montoneros”(a cui apparteneva mio zio) come li chiamava il governo ed eliminò i militari.
Per un po’ il quartiere restò terra inaccessibile e sicura fino a un brutto giorno del febbraio ’79: gia’ da tempo i Montoneros erano stati smantellati ma piccoli nuclei continuavano forme di resistenza uno dei nuclei era quello di mio zio Juan, una domenica mattina i miei genitori (mia madre aveva appena scoperto di essere incinta di me) attendevano a casa loro tutta la famiglia per dare la notizia ma lo zio Juan non si presenta, a volte capitava con lo zio poteva essere in missione, ma il giorno dopo mio nonno va a casa sua e trova la porta sfondata, la casa sottosopra :lo hanno preso. Come prima cosa mio nonno spedisce mio padre(piuttosto esposto) e mia madre in Italia , poi con mia nonna comincia a sfilare in Plaza de Mayo per 3 anni, prima di venire in Italia a morire (ci ha messo un po di anni) come diceva lui, per passare il testimone di ricerca della verità ai figli maggiori.
Tuttora non si sa che fine fece mio zio, se morì sotto tortura e venne seppellito in una fossa comune o se fece un volo, una morte molto più “cristiana” come sosteneva il regime.

Cosa c’entra con tutto ciò il tuo connazionale? devi sapere che un prelato romagnolo , Pio Laghi,mentre era Nunzio Apostolico (credo che in pretese significhi ambasciatore)
in Argentina disse ai militari della dittatura: «i valori cristiani sono minacciati da un’ideologia [leggasi: comunismo] che viene respinta dal popolo e la Nazione reagisce come un qualsiasi organismo vivo, che genera anticorpi verso i germi che tentano di distruggere la sua struttura e crea la sua difesa servendosi dei mezzi imposti dalla situazione» come lo punì il tuo connazionale? promuovendolo Cardinale nel ’91 !!!!
Amici cileni, ricordano ancora gli abbracci con Pinochet, i media italiani no! Nel raccontare la biografia del polacco Karol dimenticano sempre Pio Laghi (che quando e’ morto venne descritto come un santo) e Pinochet, io non dimentico, non posso dimenticare mio zio Juan che mi ha dato il mio secondo nome, non posso dimenticare le migliaia di desaparecidos molti dei quali morti “cristianamente” , non posso dimenticare la Guerra Sucia, la guerra sporca, che i governi argentini e cileni hanno condotto contro la povera gente e soprattutto non posso accettare che si beatifichi il Papa polacco il 1 maggio, giorno che ricorda lotte operaie, le stesse lotte stroncate nel sangue dai cristiani governi di Videla e Pinochet , con il plauso dell’Europa, degli Stati Uniti e del polacco biancovestito al quale auguro, se esiste il suo dio, di bruciare nelle fiamme dell’inferno.
Saluto te e i tuoi lettori con i versi di due canzoni italiane che a differenza dei media ricordano i desaparecidos.

.. oh bambino
Qual è la piazza in Buenos Aires
dove tradirono
Tuo padre
 il suo passato assassinato
Desapareçidos
(Paola Turci — Bambini)

Hai cinque kilometri
per tornare giù
cercando in Plaza de Mayo
Qualcuno che non torna più

(Banda Bassotti — Famiglia Cristiana)

Luca JUAN Cartolini (oggi piu’ Juan che Luca)

Mio cugino ha chiuso di colpo la doccia, è uscito dal bagno. Ha recuperato le sue robe, poi è uscito anche da casa mia.

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