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Ovvero Luca Juan e le se avventure a Busdelcù

A Busdelcù sanno tutti che sono comunista (non uno di sinistra moderna ma proprio un comunista da strada vecchio stile ), a volte mi fanno battutine a cui rispondo a volte con battute a volte seriamente, altre volte mi incazzo. L’altro giorno vado al bar-tabacchi sotto casa a prendermi un caffè e la mia dose giornaliera di nicotina, catrame e monossido di carbonio mi si avvicina un tizio che mi conosce (ex picchiatore fascista, ex consigliere comunale, come stronzo è tuttora in carica.)
E mi dice: ” wei comunista! l’hai fatta te la scritta “Galesi Spara Ancora” vicino a casa mia?”  io : “no , ho di meglio da fare …ad esempio masturbarmi” lui insiste cerca la rissa e dice “mah cosa ne pensi di questa scritta fatta da comunisti come te? È giusto esaltare un assassino? ” … mantengo la calma e rispondo “secondo me è gravissimo esaltare un assassino, chi ha fatto quella scritta potrebbe subire gravi conseguenze ad esempio diventare Presidente di Confindustria”, la replica non si fa attendere: “Sei il solito comunista! dimmi cosa c’entra confindustria?”  al che rispondo :”scusa, ma confindustria non ha mica applaudito Espenhann, il manager della Thyssen condannato per l’omicido di 7 operai? Ah già, scusa, Galesi ne ha ucciso uno questo, invece, ne ha fatti fuori 7 forse gli applausi dipendono dal numero?” lo stronzo mi risponde: ” non riesci a capire la differenza, Galesi era un terrorista quello della Thyssen un imprenditore” al che chiudo la discussione dicendo “Non capisco la differenza per le famiglie delle vittime, nel sapere se i suoi cari sono stati uccisi, per rapina, motivi politici o per aumentare i dividendi aziendali, comunque sia se incontro uno che vuole farti fuori gli suggerisco di aprire la Partita IVA, cosi commette l’omicidio da imprenditore in modo che sia meno grave”.
Ok, ok Franek l’ultima battuta potevo risparmiarmela ma non ce l’ho fatta, gente che sbraita di diritto alla vita quando si parla di aborto o di uno che vuole avere il diritto a morire, gente che sbraita di sicurezza quando si parla di microcriminalità , gente del genere che si dimentica di parlare del diritto alla  vita di operai che non vogliono morire, della sicurezza sul posto di lavoro in un paese dove è molto piu facile cadere da un ponteggio che essere assassinato da un balordo italiano o straniero che sia.
Certo oggi sono tutti scandalizzati dagli applausi di Confindustria ma dove sono le ispezioni nelle fabbriche e nei cantieri? Il ministro Romani si scandalizza per gli applausi ma si è scandalizzato quando qualcuno defini la 626, l  legge sulla sicurezza sul lavoro un “lusso“? E il Sindaco di Terni (del PD) che definisce la sentenza ingiusta direbbe la stessa cosa della condanna o dell’arresto di un militante del movimento studentesco (che non ha ucciso nessuno)? e un balordo di strada sarebbe stato condannato a soli 16 anni per 7 omicidi volontari? Si  lo so sono domande ingenue , di uno che crede che la legge sia uguale per tutti, cosa che a 30 anni dovresti aver capito non essere cosi ma sentire quegli applausi mi ha fatto venire una forte rabbia, di stomaco che va oltre la razionalità.

Luca Juan Cartolini
PS Ti allego un’immagine che ho visto su un volantino in Argentina nel 2001, mi sembra molto in tema
(in realtà considero esportabile in Italia anche il grido degli argentini verso la loro classe politica dell’epoca :”Que se vayan todos”, che se ne vadano tutti)

Caro Luca Juan

e cari voi tutti e due che ci leggete. Solo una cosa non sottoscrivo di quello che ci ha raccontato Juan. E non lo faccio per correggere o in qualche maniera sottolineare la mia distanza dal racconto di Juan, ma solo perchè prendo l’occasione per dire una cosa rispetto al grido Que se vayan todos. Non mi piace. Lo trovo eccessivamente qualunquista o comunque trovo che denoti un ribellismo che non condivido, mi riferisco ovviamente a chi in Italia lo usa e non al suo significato argentino, di cui è sicuramente più esperto Luca Juan che ste cose non se le lascia sfuggire a differenza mia. Comunque non lo condivido per un semplcie motivo: se veramente se ne devono andare tutti tutti tutti, scusate l’infantilismo che palesa la mia posizione sulla questione, allora noi dobbiamo essere in grado di prenderne il posto, dobbiamo diventare classe dirigente. La verità però è che ci vuole esperienza e anni di impegno per esserlo, e quindi io preferisco avere ancora qualcosa da imparare, nel bene e nel male, questo non signifia che mi stiano bene tutti anzi ma solo così facendo saremo in grado di liberarcene davvero. Dico solo che quel Todos, che capisco bene a chi lo rivolgessero gli argentini, da noi è rivolto ai politici, alla cosiddetta casta, con quell’atteggiamento che è una delle cose che non condivido del grillismo. Quel todos secondo me significa che ci sarà l’atto di ribellione e poi saliranno altri farabutti che noi non saremo in grado di valutare, se non quando sarà, un’altra volta, troppo tardi. La classe dirigente non possiamo che essere noi, per questo dobbiamo imparare e, giunti alla mia età, cominciare a mettere in pratica ciò che abbiamo imparato. Così ha fatto Lenin, come Robespeirre, così ha fatto Pertini, come Togliatti e anche De Gasperi. Solo questa società bloccata al 1982, fatica a capire che prima o poi la vecchiaia arriva per tutti. E che non c’è niente di male, ma bisogna farsi da parte. E basta.

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