Anch’io

Ovvero sono contento che la pensiamo come lei

La sig.ra Salò prima che la plastica facciale la rovinasse

Una settimana fa mi è successa una cosa a cui ho ripensato ieri. Prima era stata soltanto una scena strana successa in una serata di noia. Ieri sera invece ci ho ripensato.

Qualche sera fa ero a casa dai miei, eravamo tutti, i miei fratelli, il marito di mia sorella, io, i miei genitori e i miei nonni. Ad un tratto mio nonno Lech salta su e dice

-NO!- e fa per uscire di casa tutto trafelato

-Ma dove vai?!- gli chiedono un po’ di persone.

-Ho dimenticato la cosa dell’amministratore, li dai rifare il tetto, dovevamo firmare e non l’ho fatto!- forse ricorderete che mio nonno quando c’è da raccogliere firme per qualcosa non si tira indietro, però si tira indietro quando c’è da spendere, quindi ero curioso di vedere dove voleva andare a parare.

-Guarda ch ho firmato io, lo sai che nemmeno io la sopporto- risponde mia nonna

a questo punto la questione diventa interessante, più che altro essendo terribilmente curiosi, è una cosa di famiglia, non tratteniamo la domanda

-Non sopporti chi? Ma di cosa state parlando?-

Mio nonno, tornando a tavola un po’ deluso perché voleva firmare lui non la donna (mio nonno è decisamente vecchio stampo e questo non sempre è una buona cosa), ci spiega che praticamente è venuto fuori che sul tetto c’è dell’amianto. Secondo l’amministratore va tolto, ma andrebbe tolto prima che cominci a rovinarsi, quasi tutti concordano. Quasi perché la signora Salò è contraria, dice che le hanno detto che amianto non fa male fino a che sta li ma che quando lo togli vola in aria (dice mia nonna che ha detto proprio così) e ti ammazza, forse perché ti cade in testa.

L’assemblea di condominio è finita senza un nulla di fatto, la signora è riuscita a convincere un piccolo numero di condomini e sono riusciti a farla tirare per le lunghe la questione. Quello che mio nonno doveva assolutamente firmare era la richiesta di intervenire subito a togliere, con la sicurezza del caso, l’amianto in fretta, anche se non ci fosse stata l’unanimità. Così ha chiesto di fare l’amministratore.

Noi deridiamo la signora Salò per le sue idee buffe sull’amianto e poi torniamo a mangiare e ai fatti nostri. Passa qualche giorno e mi trovo a casa dei miei nonni di passaggio, un amico aveva bisogno di un divano e i miei nonni ne avevano uno vecchio in cantina. Mentre siamo lì mio nonno si sta preparando per andare all’assemblea, racconta la storia la mio amico e dato che le cantine sono a due passi dalla sala assembleare, decidiamo di accompagnare mio nonno.

Quando arriviamo tempo dieci minuti e tutti urlano. Mentre assisto alla scena il mio amico mi chiede

-Ma chi è la signora Salò?-

Io lo chiedo a mio nonno che sbrigativamente dice

-Non c’è, ha saputo in quanti avevamo firmato la richiesta di togliere l’amianto e non si è presentata-

Io e il mio amico ce ne andiamo a caricare il divano. Un lavoraccio perché prima non passa, e allora dobbiamo smontarlo, poi non sta in macchina, e allora dobbiamo rimontarlo, poi ci rendiamo conto di aver lasciato un pezzo importante in cantina. Allora torniamo e nel farlo passiamo davanti alla sala dove si tiene l’assemblea. In quel momento si sente una voce stridula e fastidiosa che dice

-Davvero si toglierà l’amianto? OH! Meno male! Proprio come volevo io!-

Io e il mio amico, mentre passiamo davanti alla porta, sentiamo

-No! Signor Blutarsky! Lech… per favore!-

-Vedete! Vedete che è matto come tutti i polacchi!- dice la voce stridula di prima.

Entro nella sala e mio nonno sta agitando il bastone contro la signora che era contenta perché avrebbero tolto l’amianto

-Nonno! Nonno!- dico facendomi strada e raggiungendolo -Ma scusa che hai? Non sei contento anche tu che tolgano l’amianto?-

-Certo è ‘sta stronza che ci ha fatto perdere due settimane di tempo!-

-Ma io lo dicevo solo per voi, andava tolto ma in sicurezza! Se dite questa cosa anche voi, siete d’accordo con me! Solo che non vi va di ammetterlo!-

Mi giro verso la signora, una specie di Crudelia Demon ma brutta, finta, che fatica ad alzare le mani per il troppo peso degli anelli.

-Lei è la signora Salò?- chiedo a mio nonno mentre lei gli fa notare un anello che porta al dito medio.

-Si!- risponde lui in affanno e mentre la signora si gira e se ne va riesce a bloccarle la gonna con il bastone lasciandola in mutande e diventando l’idolo di quell’assemblea, infatti mentre tutti ridono la signora Salò scappa dalla sala minacciando rappresaglie legali.

Io, a questa storia, fino a ieri non ci avevo più pensato.

PS per altro c’era un sgnore che diceva continuamente che l’amianto non andava tolto e che non bisognava firmare, però gli stava antipatica la signora Salò e quando ha poi vinto il Si a togliere l’aminato sembrava quasi che lui fose stato il primo a volerlo… Un certo signor Massimo, no Pierluigi, mi sa che si chiama  Massimo Pierilugi.

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Una risposta a Anch’io

  1. Dario Ballardini ha detto:

    Bella allegoria… però non ci fanno fatto solo perdere tempo, ma hanno anche aiutato la crescita dei movimenti per il bene comune.
    “Voi non avete fermato il vento, gli fate solo perdere tempo”

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