L’erba

ovvero drogati, di cosa pensavate volessi parlare?

Cosa c’è di meglio da fare che aiutare il nonno? Tante cose. Sopratutto se il lavoro è uno di quelli che spaccano la schiena, sopratutto se ti chiede di essere nell’orto alle 9 di mattina.

L’orto è l’ultima conquista di mio nonno Lech. L’ha voluto intensamente, l’ha richiesto, l’ha preteso, si è unito con altri vecchietti, ha partecipato a incontri, e finalmente settimana scorsa gli è stato assegnato. Siamo andati a vederlo assieme, quando siamo arrivati le nostre due facce palesavano i nostri diversi pensieri:

1) io: ommammma, qui ci vorranno tre settimane di lavoro ininterrotto, ommamma ma che sbattimento si deve fare? Ma se stava in queste condizioni non potevano assegnarlo prima? Ommamma guarda il capanno! Occristo ma quelli saranno mica pomodori? Beh sicuramente se riuscisse a cavarci fuori qualcosa, potrà esserne soddisfatto anche fossero due zucchine e una carota.

2) lui: mio dio che bello, oh! L’orto! Si! Finalmente! Da rimboccarsi le maniche, da lavorare, che sono io un vecchio che non riesce a fare niente? Io sono Lech Blutarsky, tempo una settimana e questa foresta farà invidia a tutti gli orti vicini.

Vista la situazione ci siamo messi subito a lavorare, già che ero lì gli ho dato una mano. Abbiamo tolto quintali d rifiuti ferrosi, plasticosi, schifosi. Abbiamo tolto le piante morte, abbiamo strappato le erbacce, poi il pomeriggio siamo tornati a montare la porta nuova al capanno e dal giorno dopo mio nonno ha cominciato ad andarci da solo. Tornava a casa per pranzo, sporco, poi usciva e tornava la sera, lurido. Ma il suo sorriso era ancora più contagioso, mia nonna era serena, e libera di fare le sue cose senza quel ciclone sempre al suo fianco, anche noi abbiamo subito per una settimana l’influsso positivo di questo piccolo appezzamento di terra, di libertà. Poi sabato, una settimana dopo l’ingresso, mio nonno mi chiama. Alle 9.

-Franek! Svegliati!- mio nonno è un grande anche per questa schiettezza, se decide di chiamare qualcuno alle 9 di un sabato mattina, da per scontato che stia dormendo e da per scontato che si debba svegliare per ascoltarlo, altrimenti se avesse potuto aspettare avrebbe chiamato più tardi.

_allora c’è da andare nell’orto, mi devi aiutare!-

-Nonno, sono le 9 di mattina, di sabato, e poi mi sono organizzato ho delle cose da fare..-

-Ok- mi dice la cornetta – Allora domani mattina?-

-Si-

-Ciao- click, tutututututututututu

Non è che al vecchio Lech Blutarsky si possa dire di no. Così domenica mattina, mi sveglio e vado all’orto, arrivo alle 9e10, mio nonno è già dentro che lavora. Io entro e lo vedo strappare erbacce

-Ancora erbacce? Ma non le avevamo tolte settimana scorsa?- chiedo

Mio nonno alza la testa e con lo sguardo di compassione mi dice

-Hai presente la storia degli schiaffi che Berlusconi si prenderebbe se si raggiungesse io quorum al referendum e se vincessero i Si? (le urne erano appena state aperte NdFBB)-

-Si ma…-

-C’entra, c’entra. Poniamo che si vinca, poniamo che questo lo costringa a dimettersi, anche se non è che ne sia obbligato, pensi che la questione sia finita? Pensi che l’erba cattiva sia stata debellata? Ecco, dato che non muore mai, l’erba cattiva, bisogna sempre stare a strapparla, in questo orto di paese.-

Io lo guardo e mi chino a strappare le erbacce, lo faccio con foga, con furia, tanto che mio nonno mi deve fermare

-Oh! Franek! Sei impazzito? Buono che io qui ci devo seminare, e poi strappi tutti, anche quello che serve!-

-Scusa nonno, ma per un attimo ho immaginato la faccia di Brunetta-

-Chi? Quello che insulta tutti? Vedrai che la prossima volta sarà capace di dire che il problema della precarietà in Italia sono i precari. Che sono loro il problema del paese. Quella si che erba cattiva, e quasi non si vede, quindi bisogna strapparla con attenzione-

Io, come dice Paolo Rossi, non lo so se è lui che è un po’ menagramo oppure ci ha soltanto visto lungo, comunque è tutta mattina che penso a questa canzone.

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