Onde

Ovvero cosa viene dopo (?)

L’altra sera sono andato a cena con alcuni amici e i miei fratelli. Eravamo a mangiare al mongolian oll iu chen it. Dopo aver scofanato svariati piatti di carne, pesce, uova, insomma roba che i vegani ci aspettavano fuori, ah c’era anche del formaggio, e i vegani affilavano i machetes, perchè è spagnolo machete quindi il plurale avrà la esse, da qualche parte. Ecco dopo tutto questo stavamo affrontando l’amaro dopo il caffè, ce la prendevamo comoda per aspettare che i vegani se ne andassero. Stavamo parlando di parenti con storie strane, storie di vita, storie simpatiche e no, insomma storie, dovevamo pur prendere tempo, vorrete mica avere a che fare con dei vegani furiosi?

Ad un tratto mio fratello Alec dice

-Oh! Ma tu cosa ne sai di zio Bercik?- rivolto a me.

-Che era un fratello di papà, marinaio, morto in mare anni fa. Non se ne era mai andato dalla Polonia, lavorava a Danzica.-

E così è partita la storia di zio Bercik, la storia triste della famiglia Blutarsky.

Zio Bercik da giovane era uno appassionato, focoso. Questo lo rese popolare con le donne e in paese. Non c’era causa che sposasse, non c’era donna che non corteggiasse. Si oppose al regime comunista e fu in carcere ma negli anni ’80, quando aveva poco più di 30 anni, il regime aveva allentato la presa e lui trovò quella giusta. Zio Bercik andava sempre dritto, il suo motto era Prima si supera la prima vetta. Quando conobbe Alinka perse la testa, completamente, tanto da calmarsi. La corteggiò, lei si fece desiderare, fino a che non cedette e accalappiò lo scapolone. Erano talmente innamorati da essere soprannominati Romeo e Giulietta, in paese mai soprannome fu tanto iellato. Dopo un anno decisero di sposarsi, la vita è dura pensare che l’amore avrebbe risolto tutto, sarebbe stato solo una buffonata, ma loro si amavano e le difficoltà le affrontavano con una stampella in più. Gli anni ’90 erano arrivati, i due ormai erano sposati da tempo e la Polonia aveva raggiunto la libertà, io ero piccolo e lontano, e non so bene cosa pensasse, mio padre non ne avrebbe parlato volentieri per anni, ma ricordo che non arrivavano bei racconti, la libertà aveva significato molte altre cose, mio zio si era ritrovato ancora più povero, le condizioni erano le stesse, era proprio il lavoro che mancava. Così zio Bercik e zia Alinka partirono per Danzika. Zia Alinka trovò lavoro in una fabbirca, zio Bercik riscoprì un po’ della sua intemperanza giovanile e finì per lavorare su un peschereccio.

Partiva dal porto di mattina presto e a volte non vi tornava per giorni. Un giorno, questo mia zia lo scoprì da alcuni suoi compagni sopravvisuti. Arrivò una tempesta incredibile. Mai se ne erano viste come quelle tra gli uomini della barca. Onde enormi sbatacchiavano il peschereccio a destra e a manca, il capitano andò nel panico e nessuno sapeva cosa fare. Ad un tratto un’onda sbalzò il capitano fuori dalla barca e a quel punto il panico fu totale. Mio zio Bercik e un altro marinaio presero in mano la situazione. Mio zio guardò fuori e disse

-Quell’onda ci travolgerà…-

Anche l’altro marinaio guardò e rimase terrorizzato

-Stiamo andando fuori rotta- gli rispose .- Dobbiamo virare altrimenti andremo incontro ad altre onde ancora più grandi! Vira! Vira per dio!-

Ma mio zio rispose

-Prima si supera la prima vetta!-

-Ma cosa dici?! Non capisci che stiamo andando al largo? Le onde la saranno ancora più alte!-

-Ma questa la vedi quanto è grossa? Dobbioamo superare questa poi affronteremo le altre!-

-No! Non capisci che se non pensiamo alle onde che verrano dopo finiremo tutti ammazzati comunque! Anche se superassimo questa!-

-Fanculo!- mio zio Bercik decise di testa sua.

Affrontò con coraggio l’onda, la domò, controllò la barca, fu un’impresa enorme, un’impresa che gli altri marinai non pensavano di poter superare. L’onda era enorme e avrebbe travolto barche ben più grandi di quel piccolo peschereccio. Mio zio Bercik ebbe ragione. Riuscì a superare quell’onda.

Subito dopo però si trovarono in un mare in cui la precedente onda era solo una delle tante. La barca venne sbalzata in aria, sono le parole dei sopravvisuti, poi sott’acqua. Infine venne distrutta. Solo pochi marinai sopravvissero. I corpi non vennero recuperati tutti, quello di mio zio no. Mia zia Alinka pianse per giorni. Ancora oggi non si è risposata.

Mai pensare che dopo sia tutto finito.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Laif of Franek e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...