Lettera (2)

Ovvero commozione

Luca Juan Cartolini mi ha scritto ancora. Come ogni volta l’arrivo di una sua lettera è stato preannunciato da una telefonata. Ero indaffarao così ci ho messo un po’ a capire che questa era diversa. L’ho capito solo alla fine. Poi ho letto la lettera, e trovo che sia tra le più sentite, belle e sincere che abbia mai letto sull’argomento. Per questo non ho osato correggere, nonostante lui ogni volta mi dica -Dacci uno sguardo che io ho fatto l’Itis- e io ogni tanto magari sistemo il tempo verbale, cosa volete farci ognuno ha le sue fisse, ma questa volta non si può, ogni intervento mi sarebbe sembrato un’offesa.  La lettera di Luca Juan è così come l’ho ricevuta. Buona lettura.

Caro Lauro, sai un mio amico polacco ha scritto al tuo compagno Ovidio, io ho scelto te per alcuni motivi
come te sono orfano di un genitore de quando ero un bambino nel tuo caso il Papà nel mio la Mamma,
su altre cose siamo diversi, tu ha iniziato a lavorare giovane e come si usava ai tuoi tempi hai messo
su famiglia da giovane, quando io ho iniziato a lavorare in modo continuativo (per farti capire meglio,
oggi anche operai e impiegati apesso lavorano a giornata o con contratti di pochi mesi come i braccianti agricoli)
avevo la stessa età in cui tu sei morto.
All’età in cui tu morivi io mi affacciavo realmente all’età adulta, ora lavoro da 10 anni , da 6 anni vivo da solo
e non ho famiglia  ai tuoi tempi quelli come me li chiamavano uno “scapoloni”(zitelle se donne) oggi ci chiamano
giovani, si Lauro, oggi si è giovani a 30 anni, a 40 anni. Qualcheduno ci chiama “bamboccioni”, dicono che a casa
da mamma stiamo bene e non ce ne vogliamo andare, ma questo qualcuno (che guadagna in un mese quello
che io guadagno in un anno se non di piu) non vede che qui a Busdelcu una casa 40 anni fa costava 3 anni di stipendi
da operaio mentre adesso ne costa 10 di anni! Come fa un giovane a metter su casa oggi senza che i genitori lo aiutino?
C’è sempre stato qualcuno che,  a questa modernità che va bene solo per chi puo, si ribellava  ma c’era il finto benessere
costruito coi debiti, tutti avevamo la nostre dose di debiti per comprare il televisore ultramoderno
( oggi non ci crederai in molte case ce ne sono anche 3 o 4!), l’automobile (anche questa piu di una a famiglia! e a volte
anche di lusso pur essendo poveri)  e tanti altri oggetti che nemmeno immagini, insomma mentre noi ci indebitavamo
per sentirci ricchi , i ricchi veri ci toglievano servizi e diritti per abbassarsi le tasse (che spesso non pagano) e molti italiani erano contenti che
i ricchi pagassero meno tasse perchè si sentivano come loro e noi “ribelli” eravamo soli.
Adesso la gente sta male, perde il lavoro , si sente senza futuro alcuni operai per protesta hanno occupato il comune bruciato
gli archivi comunali di Castellamare di Stabia,a dicembre alcuni ragazzi giovanissimi disperati dall’assenza di futuro
hanno fatto a Roma scontri pesantissimi contro i scelbìtt, a Cagliari i pastori avevan messo (almeno all’inizio) scappare
i poliziotti, e in una valle piemontese la gente del luogo insieme a giovani di tutta Italia hanno affrontato la polizia per dire no
a un treno ultramoderno che distruggera una valle senza portarle benefici. Qualcosa è cambiato, rispetto a 10 anni fa
la gente sta iniziando a vedere la fregatura del finto “benessere” e del consumo fine a se stesso spacciato per progresso.
Purtroppo i nostri leader preferiscono ancora i pastrocchi tra di loro che ascoltare la gente, pensano a farsi vedere moderati
e responsabili condannando le “violenze” di chi si difende da una polizia violenta e criminale , apostrofando come
Teppista, Black Bloc chi non si accontenta di prendere botte e lacrimogeni, dicono che non bisogna cedere alla
logica della violenza, ma diobono a repirare quei gas c’ero io mica loro!. Alcune di queste persone oggi ricordano con un poco
di ipocrisia quei giovani di Reggio Emilia morti lottando contro il fascismo, ricordano i Teddy Boys come vi chiamava la stampa borghese,
oggi forse sareste bollati come Black Bloc, come Terroristi, come Delinquenti.
Ora caro compagno ti saluto, vado ad asciugarmi le lacrime che escono mentre ti scrivo, ti prometto che non smettero di lottare
immaginando di avere te e i tuoi compagni Teddy Boys al mio fianco a cantar bandiera rossa come diceva una vecchia canzone che
vi han dedicato.

Con affetto
Luca Juan Cartolini

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