Ci siamo

ovvero e  pure già da un pezzo

un'immagine che proprio non c'azzecca nulla

Mi capita a volte di non riuscire esattamente in quello che voglio. Quando ho aperto questo blog da Trebisonda, mi sarebbe piaciuto parlare in maniera metaforica, Ohhh ragassi siam passi?, ironica e comunque non darmi tante arie. Ecco. Però già altre volte non ci sono riuscito, questa si aggiunge alla lista. Dico a darmi tante arie che poi di cazzate ne dico uguale.

Secondo me, Silvio Berlusconi è ancora a capo del governo perché i partiti presenti in parlamento nonostante abbiano trovato, dentro il parlamento, il governo che dovrebbe sostituire questo, sanno che la base, la cosiddetta base, rifiuterebbe l’accordo.

A mio avviso il governo che hanno in testa prevede un arco di forze che comprende Pd, Udc, Fli, parte del Pdl, e la Lega, chiaramente con contorno di minoranze minoritarie che sono quelle che adesso fanno tanto chiasso perché sanno che in un’altra conformazione conterebbero di meno, non per miglior morale dell’altra conformazione ma per numeri e percentuali dentro Camera e Senato.

In questi anni il Pd sta corteggiando evidentemente il centro e la scelta risale ancora al referendum promosso da Segni, nel 1993, e appoggiato da Occhetto sul sistema elettorale, quello che ci ha condotto dal proporzionale al maggioritario, quello che a mio avviso ha dato il là alla creazione della cosiddetta casta, anche se il termine non mi piace, come la conosciamo oggi. Quindi a ben vedere prima della nascita del Pd. Sul perché il maggioritario spinga verso il centro si vedano gli articoli, tra i tanti che ne hanno parlato, di Piergiorgio Odifreddi, sul fatto che i fuori-usciti dal movimento comunista nel suo complesso e in particolare delle segreterie di Figc, Pci, Psi e soci, secondo me esistono svariate prove: ad esempio la scelta di bombardare Belgrado, oppure quella di fare la Bicamerale, la scelta dei due tempi del secondo governo Prodi e di farlo cadere alla fine del primo, una specie di coito interrotto, la scelta di preferire l’estremismo della Binetti, in quanto cattolica, e non quello della sinistra, che comunque a mio avviso a definire estrema ci vuole un po’ di coraggio, di Bertinotti come di Ferrero e di altri; non mostrare dissenso nemmeno quando le gerarchie cattoliche si lanciano in attacchi contro il preservativo e contro l’aborto e il divorzio, ovvero contro le conquiste della propria parte politica. Dietro queste scelte c’è l’arroganza, tipicamente rappresentata da D’Alema, di pensare che il proletariato, o il popolo (oggi piace definirlo l’elettorato o il semplice cittadino che così viene distinto dal cittadino complicato che sta nelle segreterie dei partiti), avrebbe seguito i suoi messia del partito, atteggiamento tipicamente stalinista e messianico (su questo le due anime del Pd hanno trovato la loro unica sintesi).

Ad onor del vero questo per un po’ è stato vero, i militanti del Pds/Ds/Pd hanno condiviso questa strategia, ora però mostra dei limiti. Se da una parte i militanti di base paiono aver accettato il cambio di nome da Ds a Pd, nei fatti quelli che pensano che si debba creare un soggetto centrista mi paiono la minoranza netta, come se addirittura ‘sti scriteriati volessero ancora un partito che si possa almeno definire di sinistra, personalmente non sono d’accordo sul fatto che i Ds lo fossero ma certamente lo erano più del Pd. E qui nasce lo scoglio alla proposta di un governo centrista senza nulla di sinistra. In questi ultimi mesi gli stessi militanti del Pd soffrono di malumori per questa deriva centrista, non la definisco cattolica tanto meno cristiana perché personalmente Don Gallo, Don Ciotti e altri li sento come compagni di viaggio, anche se loro credono ad un omone nel cielo che dice cosa sia giusto e cosa sbagliato e io assolutamente non ci credo. I malumori sono evidenti nella perdita di consensi del Pd, con un governo in crisi la risalita tanto sbandierata dal Tg3 e da Repubblica è ridicola; che il Pd non rappresenti ad oggi la forza di maggioranza del paese è il metro del suo fallimento totale. Ma anche nei risultati elettorali recenti, quelli più significativi vedono il Pd, ma anche altri partiti che dovrebbero molto riflettere, al di fuori della coalizione vittoriosa, oppure vedono rovesciate le indicazioni che la dirigenza aveva dato (sintomatico il fatto che dopo la vittoria alle primarie di Pisapia, la dirigenza milanese del Pd volesse dimettersi, dimostrando di aver concepito le primarie come una ratificazione plebiscitarie delle loro scelte).Nella dirigenza nazionale del Pd sanno che ad oggi non possono né andare al governo, né andare alle elezioni.

Ugualmente la Lega. I suoi razzisti militanti, coloro che pensano che gli immigrati per quanto poveracci vadano fermati ad ogni mezzo perché non è che possiamo prenderceli tutti noi, però ogni tanto penso la stessa cosa dei leghisti ma in Svizzera o nel partito di Le Pen non è che ne vogliono un po’? Insomma dei militanti che rappresentano gli antipatici del bar, quelli disposti ad ammazzare chiunque, a parole a chiacchiere, quelli che loro saprebbero sì cosa fare, mica quegli scemi là, dove per la si intende sempre qualcosa di diverso (Roma, Milano, l’America, Dio, quel che vi pare). L’esempio, ai miei occhi, l’ha dato bene Cota che, in diretta a Otto e mezzo su La7, si faceva insegnare da Alessandra Mussolini, la differenza tra appoggio esterno e alleanza di governo, e che diceva che dalla guerra in Libia bisognava uscire e basta e la Mussolini che gli rispondeva che, dato che questo avrebbe irritato la Nato, un politico serio avrebbe dovuto indicare anche un sistema di alleanze internazionali differenti, ma il povero Cota biascicava vergognosamente (se non fosse che proprio non li sopporto mi avrebbe quasi fatto pena). Ecco adesso i dirigenti politici della Lega sanno di non essere preparati e l’appoggio di un partito più serio, comunque, gli farebbe comodo ma sanno che dopo aver inculcato per anni che i comunisti sono la colpa dell’Italia da sempre e per sempre, non avranno vita facile con la propria base. In poche parole anche la Lega non vuole né andare alle elezioni, né rimanere, nel suo caso, al governo con Silvio Berlusconi.

Insomma io credo questo: che tutti, comprese vaste fette del Pdl ed esclusi solo quelli che da una ricomposizione del governo ci perderebbero ruoli e sanno che sarebbero le vittime sacrificali per la ripulitura di facciata del sistema (come i Responsabili) vogliono un governo diverso che non passi per le urne. Insomma io credo che la crisi che stiamo per vivere, in particolare in questi giorni che si sente così tanto alle porte, venga vista da lor signori, come una manna dal cielo, così avranno una scusa per dimettere Berlusconi, anche se non mi stupirebbe l’appoggio di D’Alema per una elezione a Presidente della Repubblica, e non dover passare per le urne, a quel punto la dittatura sarà davvero compiuta, e non avremo nemmeno più la foglia di fico delle televisioni usate da Berlusconi, dei suoi festini, e a quel punto sarà chiaro che la dittatura c’è sempre stata e si chiama capitalismo, che i diritti e la democrazia li concede, li regala, solo in tempi di benessere ma che in tempi di crisi ha bisogno della dittatura per far accettare le uniche ricette che ha per non collassare: precarietà, sfruttamento, elisione dei diritti acquisiti, distruzione della cosa pubblica e dei beni comuni. Non è uguale a prima, è diverso perché i danni potrebbero essere irrimediabili, sopratutto per le questioni ambientali, e perché è cambiato il mondo, le tecnologie, sono le questioni di fondo che rimangono uguali: o scardiniamo la legge del profitto o moriremo.

 

Ps mi ci vedo D’Alema che si frega le mani nel suo studiolo, lui

-Dai che anche se ‘sti idioti che non sanno fare politica, che mica hanno studiato come me alla scuola di Frattocchie e non capiscono che l’importante è che vada io al governo, non idee banali superate e idiote, tsè!. Se il capitalismo ha sconfitto me e la mia generazione di super intelligenti non c’è più niente da fare!  Anche se questi illusi non vorranno, se la borsa perdesse ancora un paio di punti: è fatta. Ho detto bene Gianfrà?-

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