Lumine-scienza

Ovvero the brights

L’altra sera ero a cena con una bella ragazza. L’ho invitata fuori dopo tentennamenti, e lei ha accettato. Mi sono presentato con un fiore che avevo raccolto io e lei mi sembrava aver apprezzato. In fin dei conti era un bel fiore di quelli tondolosi fatti di tanti piccoli fiori che spuntano da alberi a cespuglio, oppure era il fiore di una magnolia, vabbè era un bel fiore. Solo che mentre lo ha preso sorridendomi a 36 denti mi ha detto

-Davvero questo fiore non è brutto!-

Ci sono rimasto un po’ così al momento, cioè? Quindi è bello? Non capivo ma non volevo insistere. Quindi l’ho ringraziata, per dire qualcosa, e poi siamo andati al ristorante.

Chiacchieriamo del più e del meno camminando verso il locale che avevo scelto, il centro di Trebisonda nelle calde sere d’estate con il sole che tramonta e lascia la sua rossa impronta sulle case e sulle moschee, e sulle chiese, è così piacevole che a volte non ti pare nemmeno di dover fare degli sforzi per essere piacevole e un po’ piacione, il giusto per corteggiare insomma. Entriamo nel ristorante e, come insegnava Giovanni della Casa, apro la porta entro e poi la lascio entrare, so essere un pefetto signorino quando voglio, ho studiato a Ossfor io. Ci sediamo e interrompiamo le nostre piacevoli conversazioni per ordinare

-Ho proprio voglia di mangiare qualcosa di non carne- dice lei.

La guardo un po’ interrogativo e non sapendo come aiutarla annuisco e mi concentro sul menù. In fine io prendo della carne di vitello, lei un’orata. Dopo che ci siamo vicendevolemnte consigliati le chiedo

-Vino?-

-Si ma non bianco.- risponde lei

-Quindi rosso?- dico io, un po’ sopreso da queste sue affermazioni

-Certo, cosa ho detto io?-

-Scusa- rispondo, e faccio un cenno al cameriere, lui si dirige in tutta fretta, troppa fretta, eccessiva fretta verso di noi. Quando è vicino al nostro tavolo urta un suo collega con un vassoio in mano, sul vassoio del collega ci sono 4 caffè e due bottiglie di vino rosso. Il collega mantiene l’equilibrio, no, non lo mantiene, si, no, si, no, si….no. Tutto mi finisce addosso. Una bottiglia di vino cade sul tavolo e da li sulla mia camicia e i miei pantaloni, i caffè direttamente in testa, l’altra bottiglia si rovescia sul vassoio e da lì anch’essa sulla mia testa.

Io rimango un attimo perplesso, guardo il cameriere, poi la camicia, e ridacchio, poi lei che mi guarda come a capire come la sto prendendo ma che si vede vorrebbe ridere a crepapelle.

-Cristo- sibilo. Guardo il cameriere come a dirgli ma perchè proprio sta sera, proprio adesso e proprio con me dovevi fare questo errore? E poi scoppio a ridere, nervosamente. Guardo il cameriere e gli dico

-E mo’?-

Chiaramente il cameriere e il proprietario subito a chiedermi scusa, il proprietario lancia anatemi contro il cameriere e il cameriere che si scusa con il proprietario e non con me, lo faccio notare. Poi però mi pento, e spero che il proprietario non esageri, un errore può capitare a tutti dico, lui mi risponde che uno a sera però no… ah bè, dico io, in tal caso… vabbè non sono fatti miei, però adesso?

-Adesso non sei più pulito!- dice lei ridendo, io scoppio a ridere di conseguenza, e abbraccio il cameriere per sporcare anche lui

-Pari e patta così, per me- gli dico

Il proprietario mi promette una cena gratis quando voglio e io e la bella signorina usciamo dal ristorante. Io la guardo e dico

-Mi sa che mi devo cambiare…-

-Ahahahaha!- dice lei- che serata non normale! Vuoi venire da me? Abito poco distante da qui, ti fai una doccia e poi vediamo come rimediare qualche vestito, magari il ragazzo di mia sorella ha qualcosa da prestarti, anche se non hai la usa taglia, tu sei non alto-

Io in quel frangente penso due cose:

1) bella mi invita da lei, la serata sta andando bene,

2) ma perchè continua a usare le negazioni per definire, uno non alto è uno basso…

Chiaramente accetto al volo e dopo altri quattro passi dove attiro talmente tante zanare da sembrare una specie di pifferaio magico delle zanzare, siamo in casa sua. Entriamo, lei mi dice di non toccare nulla e mi mostra subito il bagno. Il resto di quella serata sono cose che non vi riguardano, non è che vi posso raccontare anche i due di picche (d’oh!). Però ad un tratto lei mi chiede se credo in Dio.

-No- le rispondo

-Ah! Sei un non-credente.-

-No, ho una visione diversa delle cose, razionale anche nella spiritualità, sono i credenti che, dal mio punto di vista sono degli a-razionali-

Lei invece era credente, è si è offesa, dice che le ho mancato di rispetto. Che anche se io non credo devo rispettare la sua credenza. La serata è finita poco dopo.

Io non sono un non credente, io sono definibile in positivo, anzi vista l’etimologia della parola cretino, pretendo rispetto. Rispetto perchè non capisco perchè non essendo io inquadrabile in una religione allora non ho diritti reclamabili. Posso chiedere l’apertura di un luogo di non culto? Posso chiedere un programma domenicale su ogni canale televisivo o al mio stato di rconoscermi dei soldi? No. In un articolo di Odifreddi si dice che la stragrande maggiornaza degli statunitensi voterebbe per un presindete nero, come si è dimostrato, ma non ateo. I non credenti sono discriminati, la presenza di atei o agnostici dichiarati porta in automatico la lamentazione dei credenti ni un mancato contradditorio, ma ai razionali non è permesso di salire sul palchetto del Papa a dire che non la penso come lui, e la messa e l’angelus sono in diretta tutte le domeniche. La discriminazione che viviamo sta nel fatto che nessuno si preoccupa di tranquillizzare noi delle proprie affermazioni politiche ma c’è una rincorsa ossequiosa a un signore con un pesce in testa, che sostiene di parlare con i morti, e che è direttamente vicario in terra di un’energia galattica che gli dice cosa fare e cosa non fare. Non voglio nemmeno entrare in polemiche sterili. Personalmente il concetto di dio e di religione così come sono stati spiegati fino ad oggi, non mi interesano, allo stesso tempo non sento il bisogno di vietarle, mi sembrerebbe giusto che almeno ci sia un equilibrio.

Non capisco, quindi, perchè io debba essere discriminato da loro, sono loro che hanno una visione mediovale del mondo. Il crocefisso in classe e nei luoghi pubblici non ci deve stare perchè non ci sono solo loro, i credenti, al mondo, non perchè ci sono anche i musulmani, e chi non crede in un’energia morale e moralizzante? Io chiedo l’apposizione di un cervello enorme, allora. L’ora di religione a scuola? E chi non crede? Alle attività alternative! Ovvero: non fare un cazzo per un’ora. Per questo nel mio piccolo apprezzo molto il movimento Bright. Gli illuminati. Mica vado in giro con il gonnellone a insultare ghei e travestiti.

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