Settembre

ovvero c’era una volta e non solo una

C’era una volta un paese. Bello, così bello che Dio quando lo creò si rese conto di averlo fatto troppo bello e decise di andare a viverci, perchè quello cattolico è l’unico vero credo, infedeli! In quel paese c’era tutto: la montagna, il mare, la collina, il sole, la neve e il mare a volte anche contemporaneamente. Ma c’era anche della brutta gente.
Ma proprio brutta, diciamo pure gente di merda. Nella storia di questo belpaese, diverse volte la gente di merda aveva preso il sopravvento. Anzi. Direi che ha governato il paese, che per comodità chiameremo Usturicavististan, quasi sempre.
Pensate che addirittura una volta un generale del regno di Usturicavististan, perché prima era un regno, sparò con dei cannoni sulla gente che, in piazza, chiedeva che fosse abbassato il prezzo del pane perché il costo troppo elevato non gli permetteva di comprarlo. Quando invece Usturicavististan era già una repubblica parlamentare, ma da poco, pochissimo, un gruppo di persone sparò sui contadini che festeggiavano il 1° maggio. Una terza, non molti anni fa, i poliziotti del paese di Usturicavististan, mandati a fermare delle pericolose proteste, ma pericolosissime, roba da da da… da uccidere un ragazzo che poi si è portato pure via la colpa. La storia di Davide e Golia non ha più appeal, devo ricordarmi i parlane a Don Carlo.
Insomma le cose nel paese vennero riequilibrate da Dio in questo modo e, noi dell’ Usturicavististan, tutt’ora ne paghiamo le conseguenze.
È per questo motivo che la bella gente del belpaese a volte ha dovuto dare il meglio di se. Ad esempio una volta occuparono le fabbriche del paese per dire che non avevano più voglia di lavorare fino a 12 ore, un’altra volta scesero in piazza a milioni per ottenere diritti importanti come lo statuto dei lavoratori.
Ma una volta decisero che la gente di merda che li stava governando, e che non voleva andarsene, doveva smammare. Iniziarono a lottare, lo fecero per 20 mesi, duri lunghi difficili, tra i monti o nascosti in città. Con scontri aperti o con attentati. Si levarono e si ribellarono, non tutti, ma quelli necessari al futuro: i giovani. Uomini e donne. Accomunati da alcune necessità, da una visione politica del mondo, dal fatto di essere braccati, o di non poter più sopportare i soprusi che la gente di merda faceva. Come il prefetto di una città dove si parla senza la c che assoldò le peggiori persone del mondo per sparare sui cittadini di quella città dall’alto dei tetti. Cecchini chiamati franchi tiratori, che non chiedevano nemmeno da che parte stai prima di sparare. Intendiamoci non che la cosa sarebbe stata diversa. Ecco l’8 di settembre del 1943 in Usturicavististan cominciò questa guerra, che finì il 25 aprile del 1945. Furono anni di sacrifici, lutti, dolore e sofferenze, la gioia arrivò solo dopo il 25 aprile, e forse fu più per noi che per loro che combatterono.
Anche da voi in Italia è così? Ah, si? Bello! Davvero bello!
Spero lo festeggiate come facciamo noi in Usturicavististan.
Franus Blu Blutas

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