Odio Umberto Bossi

Ovvero se ne hai il coraggio, fallo

Qualcuno forse ricorda di quel ragazzo razzista a cui nessuno dava peso e che alla fine tutti sono diventati suoi amici. Ecco ieri l’ho visto ancora, stava in una piazza vicino al fiume di Trebisonda, non molto lontano dal Quartieraccio. Era lì che pontificava insieme al suo capo. Il suo capo si chiama Umberto Bossi, penso lo conosciate.

Nel caso non lo conosceste, Umberto Bossi: è il capo del vero partito neofascista italiano. Dico il vero perchè gli altri, che rimangono comunque pericolosi, non hanno la capacità di radicamento che fu tipica del PNF, forse perchè il livello di attenzione su di loro è rimasto comunque alto da parte delle forze popolari, mentre verso la Lega Nord c’è stato anche una forma di tolleranza, di ammiccamento. Prima di tutto perchè il nemico per essere capro espiatorio deve essere lontano. Devono essere quegli stronzi là, altrimenti a uno che ti sta vicino non puoi, a meno che tu non sia un gerarca nazista, riconoscere che fuoriesce, almeno nella maggioranza dei casi, dagli stereotipi razzisti. E quindi anche tra chi dovrebbe essere molto lontano da quelle posizioni prendersela co ti teroni ha fatto comodo, sopratutto quando poi si identificano i teroni come quelli cattivi e i meridionali come i buoni. Insomma quando si cercano delle giustificazioni al proprio razzismo. Poi c’è la questione del: anche gli operai votano Lega. Attenzione, tititititititititititititi, abbiamo un nius dalla redazione, a5rrivata proprio ora: il fatto che uno sia un operaio non significa a priori che abbia ragione. Il fatto che uno sia un lavoratore salariato non significa che questo gli infonda una saggezza divina. Come qualsiasi altra persona può sbagliare, punto primo, se poi aggiungiamo che la divisione classista della conoscenza porta i più poveri ad essere vittime dell’ignoranza, si capisce come, in mancanza di un partito o movimento che sia ostacolo, la Lega Nord abbia potuto prendere anche i voti degli operai.

Detto questo io domenica pomeriggio se posso cazzeggio. Me ne sto li tranquillo a fatti miei, rido e scherzo con le amiche e gli amici, oppure vado a vedermi un bel museo. Da poco in centro a Trebisonda hanno aperto un museo nuovo, domenica pensavo fosse il momento giusto per andare. Ho provato a sentire qualche amico, niente, amiche men che meno, allora ho deciso di andare solo.

Mi incammino e dopo poco vedo il ragazzo di cui sopra, ani di cui all’inizio. Era tutto vestito di verde, e io ho pensato che volesse vendersi agli alieni. Lui mi ha squadrato, io l’ho fatto con lui. Lui mi ha salutato

-Ciao-

Io ho tirato dritto.

Dopo poco che sono uscito sento un tuono e comincia a piovere. Ma cazz… mi riparo sotto una fermata dell’autobus e dopo mezz’ora che aspetto arriva il primo, lo prendo senza nemmeno vedere dove va. Quando capisco quale sia l’autobus, decido, per fare il più asciuttamente possibile, di scendere in piazza San Marco. Sull’autobus vedo altri alieni, ma li ignoro. Solo che ad un tratto le corna dell’elmo di plastica del signore che ho davanti mi stanno per cavare gli occhi.

-Ehm.. scusi!- gli dico – Potrebbe levarsi il cappel… l’elm… insomma sto coso!-

-Si certo e comunque sto coso è l’elmo celtico! Una nostra tradizione-

L’ho guardato e dentro di me la battaglia è stata questa

digli che è una menzogna! che quello non è nessun elmo storico ma un’invenzione, magari si ricrede, magari non lo sa!-

si- diceva un’altra mia voce –così poi quello ti da del cretino, del comunista, del fascista, del coglione e del traditore e tu ci finisci a litigare-

Ho optato per questa seconda ipotesi e gli ho detto

-AHHHHH! Mi scusi non l’avevo riconosciuto! Meno male che me lo ha detto!-

Mi ha guardato storto ma la cosa è finita lì. Però quando sono arrivato in piazza San Marco ho capito cosa ci facessero tutti quegli alieni sull’autobus. Raduno della Lega. Allora io ero lì. Non sapevo cosa fare: scendere o non scendere? A seguire il mio istinto precedente sarei dovuto rimanere sull’autobus e farmi i fatti miei ma d’altronde mi contraddico facilmente ma lo faccio così spesso che questo fa di me una persona coerente (cit Rezza Capa). Così sono sceso.

Appena ho appoggiato il piede sul marciapiede, appunto, ho pestato una merda di cane. E ho pensato Ah! Andiamo bene! Poi ho cominciato ad aggirarmi tra la folla, cercando comunque di muovermi verso il museo. E intanto studiavo la bella popolazione aliena che avevo attorno. C’erano quelli che mangiavano solo polenta e non cuscus, c’erano quelli con le corna, c’erano quelli che l’Italia ladrona noi siamo della Padania. Che poi: la polenta è buona, o almeno a me piace, non vogliono mangiare il cuscus? Meglio ce ne è di più per noi che mangiamo anche quello; l’elmo celtico non è fatto così! Ma per dio fanno risalire ai celti le loro origini e non sanno nemmeno che i celti non sono MAI passati per l’Italia per dio! Il fatto che una popolazione non fosse romana, non significa che fosse celtica, al massimo i galli, ma anche qui quali galli? Dai sta storia non regge, se volevano vestirsi da carnevale dovevano per forza fare un partito? Infine la Padania non esiste, non è mai esistita e sta storia delle tradizioni è una cazzata. Non esiste una tradizione del Nord contro il Sud d’Italia, anzi al Nord eravamo molto più litigiosi tra noi. Milano, ad esempio, quando era signoria, ha litigato con tutti tranne con Napoli. Così è per dire che la storia è scritta ci sono delle fonti e: Alberto da Giussano non è esistito!

Mi stavo scaldando e faticavo a trattenermi così ho pensato che fosse il caso di andarmene quando

-Ma guarda te, vedi che non siamo razzisti? Accettiamo pure i comunisti finno polacchi!- Ma no! proprio lui no! Il ragazzo maleducato in mezzo ai suoi simili.

Io lo guardo alzando le sopracciglia per fargli capire che non mi interessava nulla di lui prima e non mi interessava in quel momento e faccio per andarmene ma i suoi amichetti mi bloccano il passaggio.

-Cos’è già te ne vai? E poi cosa ci fai qui tu?-

-Sono ghei e ti stavo seguendo- gli rispondo.

-Uè Renzo! Cosa l’è che succede qui!- dice un uomo con mezza faccia bloccata da un ictus.

-Niente pà. Stavo salutando un amico immigrato!- risponde Renzo

-Uè! è regolare eh? so no…- e fa come un gesto del pugno e tutti scoppiano a ridere come se fosse una battuta esilarante

Orami sono solo in mezzo a queste povere macchiette di se stessi

-Padaniaaaaaaa…..- urla lo sciancato

-Libera- rispondono muflonescamente gli altri attorno.

E io faccio di nuovo per andarmene

-Uè dai se non ti piace la Padania tornatene in Italia!- mi dice

-Anche se siamo a Trebisonda, siamo in Italia-

-No questa è Padania-

-Sto cazzo! La Padania non esiste, non è mai esistita, e se la volete fare è giunto il momento che chiacchieriate di meno e facciate di più, balabiòt!-

Silenzio

-La Padania esiste…- dice gelido Renzo cerando l’appoggio del padre.

-Si esiste talmente tanto quanta paura io ho adesso di voi, che siete un branco di chiacchieroni-

Faccio per andarmene ma Umberto mi si para davanti

-Te devi stare attento!-

-Altrimenti cosa fai? Mi mandi la guardia padana?-

Lo supero e me ne vado.

E lui dal palco ha minacciato, sbraitato, o meglio avrebbe volto ma non ce la fa e dimostra solo la pena che fa e nient’altro, ha detto che avrebbero ottenuto la secessione, minacciato di prendere le armi, chiesto un referendum. Poi appena ha finito è sceso dal palco ha preso l’auto blu, della repubblica italiana, ha detto al suo autista, che paghiamo noi cittadini italiani, di andare a mangiarsi una pizza, poi ha preso un aereo di stato, secondo voi lo stato padano?, e ha telefonato a Borghezio, che è eurodeputato pagato con i soldi della repubblica italiana. è per questo che odio Umberto Bossi, per farsi eleggere ha usato parole di violenza aperta e adesso non può tornare indietro e insiste. Il problema è: se uno può dire che è giusto sparare sui negri, uno a cui stanno simpatici i negri cosa dovrebbe fare?

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