Da quando

ovvero ad adesso

-Da quando un semplice elettore si fa delle domande? Da quando uno si chiede se le cose devono per forza andare così o possono essere cambiate?-

Io mi immagino che questo interrogativo se lo facciano Berlusconi e i suoi sodali., e va bene, ma sono certo se lo pongano anche Bersani e dalemiani vari.

Altrimenti perchè in prima pagina campeggia ancora sta benedetta Meredith Kerchel, oggi ho visto gente che le chiedeva scusa per, cito testualmente, sto paese di merda, e non, esclusi quotidiani molto più seri, il fatto che le operaie morte a Barletta lavorassero per quattro euro l’ora. Vi siete fatti i conti? A mio avviso la tragedia per queste famiglie non è iniziata con la morte di queste donne, si è aggravata con la loro morte. Ora soffriranno la perdita, ma sorvoliamo un attimo i sentimentalismi dovuti in questo caso, come si fa a lavorare 8/10 ore al giorno per 4 euro all’ora? In una situazione disperata dal punto di vista della sicurezza, però è più importante Mereidth Kerchel. No dico, basta.

Cosa impedisce di parlare con il dovuto allarmismo, non lo capisco. La morte di quattro operaie, donne, sfruttate per questioni di genere e di classe, non fa abbastanza notizia, evidentemente. O cosa? Non capsico e mi monta una rabbia dentro.

Il sindaco di Baletta Nicolo Maffei, del centro sinistra, ha dichiarato che in un momento come questo bisogna ringraziare chi dà da lavorare in nero, perché almeno crea lavoro. Ma va… e io che ho promesso di non dire più parolacce, non riesco a non dire Dalema.

Ma quanto venivano pagate quelle operaie? Per quante ore di lavoro al giorno? In che condizioni di sicurezza? Io lo voglio sapere, pretendo che si sappia. Perché adesso basta.

Sta storia della stessa barca mi è sempre sembrata un’assurdità, ma oggi mi chiedo i signori Marchionne, Mercegaglia, Della Valle e confindustriali vari, cosa sacrificheranno? La risposta è semplice, il loro sacrificio è licenziare. Facile fare i froci col culo degli altri. Saranno la FIAT, la Marcegalia SPA e la Tod’s che dovranno fare i sacrifici, quindi questo vuol dire una cosa semplice.

Piccola digressione: si dice sempre libero mercato. Ma parliamone un attimo: allora prendiamo alcuni mercati che influiscono direttamente sul bilancio di un’azienda: quello delle materie prime, quello dei servizi, e quello del lavoro. Il primo non è poi così libero, infatti è dimostrato, non solo dalle parole dei marxisti, che i grandi gruppi si mangiano tra loro fino a costituire un cartello che sostanzialmente stabilisce un monopolio o un oligopolio, ad esempio le compagnie petrolifere, pensate al prezzo della benzina. Il secondo si dice che tra chi offre servizi la concorrenza aiuti, nessuna concorrenza reale, i prezzi si abbassano solo sulle spalle dei lavoratori e quando così non è in realtà gli attori presenti sul mercato rimangono comunque all’interno di fasce di spesa, creando una situazione di sostanziale monopolio; il mercato del lavoro è l’unico dove l’imprenditore può veramente imporsi. Infatti il lavoratore è sempre ricattabile, perdere il lavoro non è mai una bella prospettiva, da quando ha perso i propri rappresentanti politici istituzionali e da quando è passata l’idea che flessibilità=modernità=troppofiko! e quindi chi non la vuole accettare è un passatista comunista soprcoterzomondista, allora è l’unico vero mercato dove l’imprenditore può risparmiare.

Quindi alle operaie di Barletta, e a tutte e tutti gli operai d’Italia, a tutti i lavoratori, cosa rimane? Rimane che incazzarsi, e poi questa rabbia come si sfoga? Facendo la festa dell’Unità? Questa rabbia esploderà e allora nessuno di noi dovrà dire che è stata un’esagerazione, né se vinceranno né se perderanno. Quando qualcosa esplode non va a vedere cosa ha intorno. E basta per dio. Basta! Se poi i lavoratori di sto paese vogliono ribellarsi non chiederanno il permesso. E personalmente vedo sul futuro nubi nere, di un futuro di scontri che altri che il 68 e il 77, così almeno avremo anche noi una scusa per poi occupare ogni spazio nel paese, definirci giovani fino ai 60 anni, e accusare i giovani di essere immaturi senza mai metterli veramente alla prova. Una giornalista italiana, intervistata da Presa Diretta, ha dichiarato che sembra che l’Italia percepisca i giovani come una minaccia. Non: sembra, è. La minaccia è quella che i vecchi poi debbano ammettere di essere vecchi e lasciare il passo. Ma no, meglio di loro non ci può essere nessuno.

Non so mi è parso che i giornalisti di alcune testate abbiano accolto con un sospiro di sollievo la morte della ragazza americana a Firenze, checazzofacciomocheèfinitoilprocessoaPerugia, pensavano tutto d’un fiato, la trup della Fox è già sul posto.

Infine ma le donne devono avere un proprio inserto sui vari giornali per parlare di questo?!?!?!??!

Della Valle ha detto a Bondi che lui con i ragazzi di bottega non parla. Caro signor Diego della Valle, è per questo che pensa di poter dire quello che le pare. Perché non parlando mai con i ragazzi di bottega non sa cosa voglia dire guadagnare meno di mille euro al mese. Si vergogni per questa battuta, si vergogni anche se l’ha rivolta a Bondi, mi fa pena questo suo classismo di vecchia data, si vergogni lei è un buffone e molti ragazzi di bottega che saprebbero comportarsi molto meglio di lei, molto meglio. Si vergogni, fare il ragazzo di bottega è molto più onesto, piuttosto che permettersi di dare aria alla propria bocca, metaforicamente, sulle pagine, a pagamento, di tutti i giornali del paese. Suo quanto di qualsiasi ragazzo di bottega.

Fratelli tutti esser vogliamo nella famiglia del lavor, viva il lavor.
(l’Internazionale, canto di lotta)

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