Quelo

Ovvero c’è grossa crisi

Non ci sta più molto da ridere, mi dice mio padre che è un serioso invece io non sono d’accordo.

Sopratutto perché, dai, su, cioè, ma che c’è da stare seri?

Che c’è da fare quelle facce?

Siamo al momento in cui tutto si è ribaltato. Io l’altra notte l’ho sentito che stava succedendo qualcosa. Mentre ero a letto, nel mio splendido letto a baldacchino luì cators, ad un tratto ho sentito che pluffete il mondo si girava. Ma l’ho capito solo la mattina dopo, facendo una lastra al petto il medico mi ha detto:

– Sig. Blutarsky, ma lei ha il cuore a destra!-

-. È normale ho risposto- capendo cosa fosse successo.

In realtà poi ho avuto conferme su conferme. Prendiamo un esempio: libero e il giornale di oggi titoloni sulla crisi e, fascistissimi, sui poteri forti che starebbero prendendo il potere oggi grazie a Monti. No cioè voglio dire ma la crisi non era, in fondo in fondo, una questione risolvibile con una manovrina? Una roba che: Tremonti altro che ad occhi chiusi? Oggi invece siamo noi ad avere qualcosa di chiuso, non è al plurale come gli occhi e di solito si definisce strettostretto, però dai siamo lì.

Incredibile: dal va tutto bene al omiodio! si salvi chi può, ma questo ce lo aveva già insegnato Hubert. Niente da stupirsi.

E in fondo non mi stupisce nemmeno quel signore che alla fermata del tram sta mattina diceva:

-Ecco! Adesso vedrai che tasse, sti stronzi (cito testualmente) dell’Europa, che c’avranno da ridere quei due poi! (penso si riferisse a Merchel e Sarcosì) E noi qui a prenderla in saccoccia, e a pagare sempre più tasse! E a pagare sempre più politici! Adesso hanno messo un altro vecchio di merda al capo del governo (non so se riferisse a Berlusconi o a Monti e in fin dei conti fa differenza nel suo discorso) un altro senatore di cui non avevamo bisogno che dobbiamo pagare a vita! Vergognoso!-

Una signora ha chiesto

-Scusi ma lei cosa ha votato?-

-Il voto è segreto!- ha detto quel signore

E metà delle persone che stava alla fermata è scoppiata a ridere, l’avevamo capito tutti. Ma lui ha avuto un moto di coraggio e ha detto

– Si ho votato Berlusconi! E chi dovevo votare, quei buffoni comunisti della sinistra?-

Io a sentire ancora il PD chiamato “comunista” mi è scesa la buona volontà e me ne sono andato. Perché a questo punto non ho più nulla da dire agli altri. Ma faccia quel che vuole quel signore, lui, si anche lui, è colpevole e responsabile, ci ha trascinato qui con il suo voto e sentire ora queste persone, che hanno votato PDL/ Forza Italia/Lega Nord e via dicendo tutti gli accoliti di questi anni, avere il coraggio, oggi, di dire che Monti non va bene perchè è vecchio, che aumenteranno le tasse, quando la pressione finscale è salita al 44%, ed è un peso per lo stato bè… si mi passa la voglia di ridere. Ma proprio… fut!… in un momento.

La situazione è preoccupante e vorrei tanto un’alternativa. Io non sto con Monti ci sto lontanissimo ma mai e poi mai mi schiererò con chi ha votato anche una volta sola per quelli che ci hanno portato qui, a dieci centimetri dal terreno dopo essere caduti per 30 piani.

Monti non mi piace perché applicherà le volontà della BCE e a mio avviso non è più il tempo di quel tipo di liberismo, dobbiamo cambiare e basta. Non mi accontento però di dire voglio il comunismo, al posto del liberismo, per il semplice fatto che il comunismo è anch’esso una scelta economica che ha fallito. Il fatto che sia stato ideato in 1848, durane il positivismo, ha fatto si che credesse nello sviluppo infinto, nel progresso continuo e inarrestabile, e infatti secondo Lotta Comunista il comunismo è come un supermercato sempre pieno ma senza casse, è una metafora non mettetevi a fare gli scemi su io rubbo lui rubbia noi rubbiamo che è solo una metafora per dire che ci sarà da mangiare e da lavorare per tutti. Ma qui sta il problema per spingere al massimo la produzione, che adesso è sottostimata, dovremmo distruggere il pianeta. Per far ripartire l’economia non basta imporre a Marchionne di non de localizzare, per dare lavoro agli operai, anche. La questione operaia se posta come questione principale, o unica in alcuni casi, non è più la risposta ai problemi. I fatti delle alluvioni di questi anni ne sono la dimostrazione, dobbiamo pensare a un cambio del metodo di produzione legato a un cambio del metodo dei consumi. Lo slogan a mio avviso dovrebbe diventare: lavorare meno, lavorare tutti, lavorare meglio; consumare meno, consumare tutti, consumare meglio. Altrimenti una volta al potere riprodurremo la stessa organizzazione del lavoro in fabbrica, ovvero quindi una organizzazione dittatoriale, che pensa prima al profitto, sia esso privato o di stato, e poi ai lavoratori e infine al pianeta terra.

Insomma c’è bisogno di un alternativa credibile, altrimenti altro che Roma 15 ottobre, e lo dico non auspicandolo. Io non sono un belc bloc da tastiera che delega agli altri la propria volontà di fare scontri. Lo dico preoccupato perchè nessuno oggi è in grado di dare a quegli scontri una visione politica. Nessuno. E senza quella visione quegli scontri non servono a nulla, e basta.

Però diciamoci una cosa, la seconda metà del ‘900 insegna che la popolazione, noi, prima si scende in piazza per dare supporto a una forza parlamentare, poi comincia a turbarsi, infine quando ci si convince di non avere più nessuna possibile rappresentazione parlamentare…. so’ cazzi.

Qusto a mio avviso oggi è il pericolo che corriamo noi che il mondo lo vogliamo diverso. Se non nascerà una forza alternativa realmente credibile, e io ad oggi la vedo dispersa in mille dettagli ma non racchiusa in un unico corpo, allora non ci sarà altra conclusione che questa. Non si potrà evitare, e criticare o appoggiare sarà del tutto inutile o si appoggia, nel senso che la si fa, o la si cerca di fermare. Fine.

No, è vero, non c’è proprio un cazzo da ridere, se non fosse che comunque anche questo momento passerà e ne avremo un altro, dovrà essere migliore per quello dobbiamo Resistere.

 

Ps vorrei salutare una persona che gli elettori della Lega e del PDL avrebbero definito una vecchia di merda: Onorina Brambilla, partigiana, combattente sempre attenta e pronta. Forte con i prepotenti e compassionevole con i deboli. Mi mancherà, come mi mancano Visone e Bulow, come mi mancano tanti altri. Purtroppo anche se riteniamo che non siamo all’altezza ci siamo solo noi a poterli sostituire. Non c’è alternativa alla disfatta.

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