Giugno 1982

Ovvero dedicata al lettore che non pensa sia dedicata a sé

Filosofare, infatti, è cercare e ammettere che ci sono cose da vedere e da dire. Ora, al giorno d’oggi non si cerca più molto. Si ritorna a questa o a quella tradizione, la si difende. Le nostre convinzioni si fondano non su dei valori o su delle verità percepite, quanto piuttosto sui vizi o sugli errori delle convinzioni che rifiutiamo. Amiamo poche cose se ne detestiamo molte. Il nostro pensiero è un pensiero in ritirata o in ripiegamento. Ognuno espia la sua giovinezza. Questa decadenza è in accordo con l’andamento della nostra storia. Oltrepassato un certo punto di tensione (vedi titolo N.d.F.) le idee cessano di proliferare e di vivere, scadono al rango di giustificazioni e di pretesti, sono reliquie, punti d’onore, e ci che si chiama pomposamente il movimento delle idee si riduce alla somma delle nostre nostalgie, dei nostri rancori, delle nostre timidezze, delle nostre fobie.

M. Merleau-Ponty, Elogio della filosofia, edizioni SE, p.46)

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