Schizofrenia

Ovvero insieme di malattie mentali caratterizzate da dissociazione psichica, disintegrazione della personalità e da altri disturbi relativi al rapporto con la realtà

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In quest’ultimo periodo siamo tutti un po’ schizofrenici. Davvero o no, lo siamo, si. Prendete ad esempio questo mio amico. Io e lui la pensiamo quasi uguale. Su molte cose, siamo d’accordo al 100%, lui però sta ancora dentro un partito, io non ce la posso fare. Dico davvero. Io non ce la posso fare e già qui mi sembra che la mia schizofrenia sia chiara: da una parte penso che il livello organizzativo necessario per cambiare la realtà sia, necessariamente, un partito; dall’altro non riesco a starci dentro in quanto stanno li a dirsi cosa sia la sinistra, ma poche volte si soffermano a farla la sinistra. Vabbè lui invece ci sta dentro, il partito, il suo. Non è sempre soddisfatto ma nel complesso riesce sempre a trovare la voglia di rimanere lì a discutere. Ecco è lui che ho incontrato ieri sera, dopo una giornata di lavoro molto intensa che mi aveva tenuto lontano dai mezzi di informazione, dalla rete cioè. Appuntamento alle sei e mezza per l’aperitivo. 

Quando sono arrivato sorrideva, felice. Non era stato così felice quando si era dimesso Berlusconi. 

-Che succede?- gli chiedo

-Si è dimesso Bossi, non lo sai?!- mi risponde.

Io che non lo sapevo sono rimasto un attimo frastornato.

-Ma per le cose dei soldi…il diploma del Trota…?-

-Si!- risponde lui sorridendo

-Ma dimesso da cosa?-

-Da segretario della Lega!- 

-Ma dai!- anche a me viene da sorridere. Rimaniamo qualche secondo così poi chiedo

-Ma perchè stiamo ridendo? ‘Zzo cambia?-

-Niente- mi dice lui sempre sorridendo – è la pura soddisfazione personale, per tutti quei minchioni che non volevano vedere oltre il loro naso, e anche per tutti quelli che invece ci vedevano ma che ora gli si stringerà un po’ il buchetto-

-Del naso?-

-No quelli di solito le narici se le sono già sputtanate a forza di tirare su…-

Rimaniamo lì un po’ di tempo a chiacchierare, ci raggiungono anche altri amici, la notizia è quella del giorno e tutti a vedere che hanno beccato con le mani nella marmellata quelli che i teroni sono tutti ladri, gli immigrati sono tutti ladri, i romani sono tutti ladri, proviamo un sacco di soddisfazione. Non cambia nulla, non pagherà ma oggi è una soddisfazione. 

-Oh! C’ho n’idea!- dice ad un tratto quel mio amico là – Sta sera festeggiamo a polenta E cuscus, chi c’è?-

In breve accettiamo l’invito in quattro o cinque, tra cui Mido che fa un cuscus che te lo spiego.

-Oh- dice quel mio amico là, che d’ora in poi per comodità chiameremo…chiameremo…come lo chiamo? C’ha facciamo Ugo, un po’ Fantozzi, un po’ a caso. 

-Oh- dice Ugo -comincio ad andare che devo prendere dei formaggi sennò la fò cum’è la polenta?- ha origini bergamasche, credo. 

Ci salutiamo,torno a casa per la doccia di rito. Prima di infilarmici, accendo il computer. Lo faccio per la musica ma finisco per cercare notizie e cattiverie su Bossi e la Lega. Ne trovo ovviamente un sacco, poi vedo una notiziola che mi colpisce: alcuni alti dirigenti del PD avrebbero fermato le inchieste su Renzo Bossi. Sarà vero? Boh! Poi vedo girare un po’ di notizie legate all’ANPI ma non ho tempo di stare a leggere. Mi infilo sotto la doccia e canto la prima canzone che gruvsciarc mi passa.

Dopo un’ora e mezza sono a casa del mio amico, di Ugo. Sono il primo ad arrivare. 

-Ciao Bluto- mi dice molto più spento di 90 minuti prima. 

-Ue, Ugo! Cos’è sto muso! Non dovevamo festeggiare?- gli chiedo.

-Si, bè mi ne è passata un po’ la voglia- risponde.

-Ma, perchè?-

-L’ANPI non fa più la tessera a Niccolò Garufi-

-Cosa?!- gli chiedo allibito.

E lui mi spiega che per prima cosa il presidente nazionale Smuraglia ha preso le distanze, a nome di tutta l’associzione dal movimento No Tav, dicendo che erano dei violenti, che l’ANPI non c’entrava niente. E che non si facevano tirare per la giacchetta da nessuno. Io ai tempi avevo pensato che tutto sto richiamo ai partigiani non fosse proprio azzeccato, perchè non ci vedevo concreti riferimenti storici, mancano molte cose, però prendere le distanze in questa maniera serve solo ad allontanarsi politicamente dai No Tav, non è certo una questione da storici. 

Su questa cosa c’è bisogno di fare una pausa di spiegazione. Ugo è presidente della sezione G. Pesce dell’ANPI nel Quartieraccio. Ha la mia età, e per essere un presidente ANPI con soli 35 anni è molto giovane. Cioè è un bambino, in confronto. Quante discussioni sull’ANPI. Ci eravamo iscritti insieme, poi io mi sono stancato in fretta, mi chiedevo cosa diavolo volessero rappresentare i Partigiani dei vecchietti che la Resistenza non l’avevano fatta, che erano cresciuti politicamente dentro le stanze dei partiti in un momento storico dove poi si finiva all’ANPI un po’ come il pensionamento dell’attività di palazzo. Dopo un paio d’anni io non rifeci più la tessera. Ugo invece insistette. 

-Si può cambiare, questa associazione si può cambiare, dobbiamo solo riuscire a tesserare più ragazzi, dare un cambio e vedrai che o lo capiranno o lo accetteranno!- mi diceva Ugo quando gli comunicai che non avrei rifatto la tessera. 

-Ma cosa vuoi cambiare! Qui puoi anche intervenire sul livello locale, ma sono tutti dei vecchi che manco l’hanno fatta la Resistenza! Al massimo hanno fatto il ’68, sto cazzo di ’68! Il più giovane c’ha sessantanni, lo sai fare 2009 meno 60? Fa 1949, sono nati dopo la fine della Resistenza, sono i figli di quella gioia. Stanno morendo tutti, quando saranno morti Pesce, Brambilla, Bentivegna, e tutti gli altri grandi eroi, questa sarà l’associaizone di un gruppo di vecchietti che ricorda cose che non ha fatto!-

Ugo si arrabbiò molto.

-Facile, così- disse -Facile la tua posizione, descrivi un futuro possibile solo SE tu non ti impegnerai, per giustificare il tuo non impegno! Bluto dobbiamo starci, non per sempre, ma dobbiamo starci!-

-Ma se ti hanno accusato di rubare perchè non ha portato lo scontrino di un megafono che hai comprato con i tuoi soldi!-

-Si ma solo perchè tu non sei venuto mi hanno potuto mettere in minoranza!-

Non ho rifatto la tessera, ovviamente siamo rimasti amici, ma ogni volta che lui mi parlava dell’ANPI, non della Resistenza della quale parliamo meno perchè siamo d’accordo, io gli rispondevo che più ruolo di gli davano più lo stavano sfruttando per fare il badante. Lui si offendeva, poi ne parlavamo rimanevamo sulle nostre posizioni e poi tornavamo a chiacchierare. Torniamo a ieri

-Cosa?!- gli ho chiesto quando mi ha detto della decisione dell’ANPI Vigentina, su consiglio di esponenti del provinciale, di non concedere la tessera  a Niccolò Garufi, agli arresti domiciliari per gli scontri in Val di Susa. In carcere preventivo, quindi nemmeno la magistratura ha stabilito che Niccolò sia colpevole, dunque l’ANPI di Milano è stata più celere persino della magistratura. Precauzionalmente Niccolò non potrà essere più tesserato dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. Chissenefrega se i partigiani nel 1945 avrebbero fatto questo o quello, è evidente che rispetto all’oggi questa sia una scelta suicida per l’ANPI. Volevo dire a Ugo che io l’avevo detto, ma poi lui, e non del tutto a torto, mi avrebbe detto che era colpa mia che non mi ero più tesserato e lo avevo lasciato da solo e vista la faccia questa volta si sarebbe incazzato abbestia.

Non sapevo bene cosa dire. Ci pensò Ugo a tagliare il silenzio.

-No, questa non è l’associazione che ho conosciuto e studiato. Non si prende così le distanze a meno che non si voglia dire di essere una sostanziale costola del PD. Mi sento frastornato. Come posso da presidente, invitare la gente ad iscriversi se nemmeno io so se rifarò la tessera l’anno prossimo?-

Ugo che pensa di non rifare la tessera?! Ancora una volta esclamo

-Cosa?!-

-Quanto ci vorrà perchè ci diano dei fascisti? Chi ha preso questa decisione? Perchè? Io lo conosco l’articolo 27 dello statuto ANPI dice così: Il socio che commette azioni disonorevoli, atti di indisciplina o viene meno agli impegni assunti ai sensi del secondo comma dell’art. 23, è passibile a seconda della gravità delle mancanze, di: a) richiamo b) sospensione c) espulsione. Non voglio tirare in ballo i partigiani, che non c’entrano qui, il gesto di Niccolò per me non è disonorevole e Niccolò non è venuto meno agli obblighi dell’articolo 23. Questa è una decisioni puramente di partito. Che schifo!-

-Nessuno ha protestato?-

-SI le ANPI della Val di Susa. Ma Milano continua dritta…-

-Certo che sti nordici oggi non ne azzeccano una…- dico sorridendo amaramente. 

-Qui la questione è più profonda. Com’è che la dirigenza della sinistra, anzi no, diciamo le cose come stanno, com’è che la dirigenza del PD è quella più distaccata dalla propria base? Com’è che lo stalinismo e il messianismo continuano a fare danni? Com’è che mi cacciano da ovunque appena non sono d’accordo? Perchè qui la questione è duplice, da un lato io non rifarei la tessera se non la facesse anche Niccolò, ma dall’altro sono loro che mi cacciano perchè sostengo il movimento No Tav. Sono disgustato. Ancora una volta-

La cena è proseguita tranquilla e ci siamo divertiti alla faccia dei leghisti come il Sindaco di Opera, in provincia di Milano, che ha così dichiarato su fesibuc: 

In 25 anni di Lega ne ho viste di porcherie ma questa a Bossi le supera tutte. Un uomo che ha creato una Nazione, un ideale, una fede in cui milioni di persone si riconoscono. Un Grande uomo che nessuno potrà mai sostituire e nel cui nome continueremo a batterci. Non avremo mai un altro Capo e ci sacrificheremo fino alla morte per i nostri ideali di libertà proprio come ha fatto lui dedicando la sua vita, giorno dopo giorno, alla Padania. Lo faremo nel nome di Umberto Bossi anche se non sarà più il nostro Segretario poiché lui, e solo lui, resterà sempre il Capo.
A quelli che oggi si fingono puri, a quelli che invocano giustizia, a quelli che parlano di fare pulizia, e guarda caso sono gli ultimi arrivati… dico solo che la Lega era un’altra cosa prima che arrivaste voi !!!
Lumbardia Nassjon!

Ne hai viste di porcherie ed è ancora li? Sarebbe carino capire a quale tipo di porcherie fa riferimento visto le cose di cui è accusato suo Caro Leader. No dai dico davvero come si fa a fare dichiarazioni del genere? Ma davvero manco alla morte di Stalin. Ho riso per ore, sarà stato anche il vino, ma su questo si sa che anche gli operesi di destra sono d’accordo, ah! no era la birra. Mamma mia che ridere, poverino e poverini quello che lo hanno votato!

Comunque sia la serata è finita, abbiamo salutato Ugo e ce ne siamo tornati a casa. Nel salutarlo ho visto ancora lo sguardo triste di Ugo. E camminando ho pensato che strana schizofrenia viva la mia generazione. Siamo cresciuti con Silvio Berlusconi al potere, che, visto il potere che la generazione dei nostri genitori ha regalato alla tivvì, noi lo abbiamo subito dalla prima puntata di Bimbumbam. Attenzione, a quello non mi ci sono mai ribellato, che a me i robottoni mi piacevano. Quando è caduto Berlusconi pochi mesi fa, tutti festeggiavano ma molti di noi non capivano perchè. E il proseguimento della storia ci ha dato ragione (se provate a dirmi che l’attuale riforma del lavoro è equa vi mangio le ‘recchie). Cade la stella di Bossi, e noi siamo qui a sentirci attaccati perchè non siamo in linea.  Una volta lessi un libro, uno solo e con calma, in questo libro un operaio affermava che quando gli studenti cacciarono Lama dalla Sapienza Occupata, lui non se ne ebbe troppo a male, perchè se fossero venuti gli studenti a convincerlo a finire uno sciopero sarebbe finita peggio. Ecco questo ci manca. Io non voglio rottamare nulla, voglio una macchina nuova, non usata da gente che non sa guidare. 

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