Jake & John

Ovvero Fernando e attori che non si sa come si chiamano

2.

Fernando si risvegliò sdraiato sul tappetino. Si rialzò completamente stordito. Vide una pozza d’acqua sul pavimento. Ricordò tutto, il bicchiere, Belushi e le sue stesse braccia che lo schiaffeggiavano. Si guardò come se fosse la prima volta che si vedeva il corpo. Toccò il braccio sinistro, lo tirò. Normale. Si guardò attorno. Ad esclusione della pozza tutto sembrava in ordine, poi notò un filo di sangue sul retro del braccio, causato da un piccolo taglio. Ai piedi il bicchiere rotto. Fernando era sconvolto. Si girò e rigirò su se stesso senza sapere cosa fare. Aveva di nuovo sete, ma stette attento a cosa pensava. Uscì dal bagno. Meccanicamente si mosse verso la cucina. Entrato vide sul tavolo un bicchiere e una brocca piena d’acqua. Erano a 5 metri da lui. Fece per muoversi poi si fermò. Distese le braccia. Una volta arrivate alla loro massima estensione naturale, cominciarono ad allungarsi. Le ritrasse istintivamente. Si passò le mani sugli avambracci. Non aveva sentito dolore, solo uno strano prurito. Provò ad allungarle di nuovo. Fin oltre la loro misura. Piano piano, senza nessun rumore, si distesero. Non le ritrasse. Le braccia distese, sempre più lunghe, e le mani protese in avanti, per un attimo ci provò gusto e fu come se le braccia sfuggissero al suo controllo. Accelerarono, travolsero il bicchiere e la brocca, che cadde rovesciando il suo contenuto, e sbatterono contro il muro oltre il tavolo. Si spaventò e di colpo le braccia si riavvolsero come quando aveva cercato di aggredire quel tizio, che noi sappiamo essere Belushi ma Fernando no. Sbatacchiarono come venissero riavvolte automaticamente. Questa volta ritrasse il volto e riuscì a non farsi schiaffeggiare. Almeno. Si massaggiò le braccia guardandosele. Mentre lo faceva fu sopraffatto da una strana sensazione. Per la prima volta si sentì un mostro. La sensazione lo avvolse, gli si annebbiò la vista, fece qualche passo indietro fino a che con la schiena non toccò il muro, poi scivolò fino al pavimento e rimase lì con la testa tra le mani.

Dire cosa provò Fernando in quei minuti non è cosa facile. La paura di non sapere cosa gli stesse accadendo, la certezza di essere nei guai; non gli era ancora chiaro come avrebbe inciso sulla sua vita il fatto di poter allungare le braccia ma capiva, sentiva, che il suo stato di isolamento in un paese sempre più povero dove il razzismo era diffuso si era aggravato. Non c’è da stupirsi che Fernando si sentisse ancora meno “normale”. Anche le poche persone che frequentava lo avrebbero allontanato se avessero saputo. Poi pensò al lavoro. Si sentì finito. Pianse.

Rimase non si sa quanto tempo appoggiato alla parete, non riusciva a pensare a nulla. Il fatto di essere finito lo schiantava per terra, non sentiva proprio la forza nel corpo. Si sarebbe voluto lasciar morire lì, forse se fosse stato davanti a un finestra si sarebbe buttato. Ma solo l’idea di alzarsi lo schiantava ancora di più. Cosa avrebbe fatto? Cosa cazzo avrebbe fatto? Come avrebbe potuto…? Cosa…? Cosa…?! No…! Era finito. Solo questo riusciva a pensare. Il vortice di pensieri diventava sempre più incandescente, come una ruota che gira su un ingranaggio non oliato. Come un motore che finisce il lubrificante ma viene spinto sempre più al limite. Sempre più e sta per esplodere. Fuma.

-Si, vabbè hai ragione ma mo’ basta- disse una voce che aveva già sentito.

Fernando alzò il viso rigato di lacrime nella direzione della voce e vide John Belushi. E disse

-E tu chi sei?-

-Mi hai visto qualche sera fa, non ricordi?-

Fernando osservò il tizio che aveva di fronte. Era seduto su una sedia, vicino alla brocca rovesciata, che si guardava attorno.

-Hai mica del Jack?- chiese.

Aveva l’impressione di averlo già visto, da qualche parte. Era vestito come un becchino, con un completo nero da quattro soldi, la camicia bianca, la cravatta nera, cappello nero e occhiali da sole. Dove l’aveva visto? IN televisione? Si, in televisione! Qualche sera prima era seduto sul divano. Era il suo giorno libero. Si stava un po’ annoiando e passava da un canale all’altro. Essendo che ormai sono centinaia Fernando aveva iniziato questa operazione quasi un’ora prima, soffermandosi ogni tanto sui programmi che attiravano la sua attenzione. Vide uno scontro tra un tirannosauro e un altro dinosauro di qualche era prima, ovviamente ricreati al computer, ma non seppe chi sarebbe stato il vincitore perché passò a un documentario sull’antica Roma del quale non capì molto di una rivolta di schiavi in una regione che sicuramente non era la stessa che trovò nel documentario successivo dato che era da qualche parte in Asia, poi seguì un programma di cucina ma la ricetta non gli piacque così finì per passare per una partita di calcio e poi su di un tizio che usciva dal carcere. La luce lo avvolgeva mentre aspettava l’apertura delle porte del carcere. Fuori lo aspettava un altro tizio su una macchina della polizia. Anche lui era vestito come un becchino e come il tizio nella sua cucina. Jake ed Elwood erano i nomi dei due tizi, i fratelli Blues. Fernando si guardò tutto il film con questi due tizi assurdi che per salvare un orfanotrofio si mettevano contro chiunque e ricreavano una band con l’aiuto di dio, o almeno così continuavano a ripetere Jake ed Elwood, ma Fernando pensò che quel dio di cui parlavano era il realtà la loro testardaggine, la convinzione che niente, non la polizia della loro contea né quella di Chicago, né i nazisti dell’Illinois, li avrebbero potuti fermare, costasse quel che costasse loro avrebbero salvato l’orfanotrofio. Fernandò ricordò la musica e le risate.

-Jake…- disse Fernando che ormai non sapeva più cosa aspettarsi da quella giornata.

-Si più o meno- rispose Jake Blues – Deduco che tu non abbia Jack-

-E tu che ci fai nella mia cucina?- chiese Fernando che non sapeva assolutamente cosa altro dire a un personaggio di un film.

-Direi che in teoria non esisto, quindi qui o sul Monte Rushmore è la stessa cosa-

-Il monte Rascmor?- chiese Fernando

-Lascia stare, idiota. Intendevo che stai cercando di dirti qualcosa. Mi sa proprio che ci rivedremo quando avrai capito meglio le cose-

-Eh?!-

-Sveglia, bello! Cosa pensi di fare adesso? Vuoi darti una risposta o vuoi stare lì a piagnucolare? Oh no! Mamma sono diventato un mostro! Oh no adesso non mi parlerà più nessuno! Ne hai tanti di amici, tu?-

Ora a questo punto un attimo di pausa. Che incongruenza madornale, avrete pensato. Aveva detto John Belushi non Jake Elwood. Avete ragione. Io lo so che Jake Elwood è in realtà John Belushi. Che Belushi è un attore e tutto il resto. Però Fernando non lo sa. Cioè lo sa, però non sa che sia Belushi. Cioè che si chiami John Belushi l’attore che interpreta Jake Elwood. Per lui Belushi è Jake Elwood perché non sa come chiamarlo. È molto contorto in effetti.

Comunque, Jake, perchè questo è quello che Fernando penserebbe, si alzò.

-Ragazzo!- disse mentre usciva dalla cucina -Mi sa che devi ancora vedere la luce!-

Fernando lo guardò passare. Volse la testa mentre Jake lasciava la sua cucina e solo all’ultimo disse

-Vedere la luce? Cosa vuol dire? Che Luce? Aspetta! Jake!…-

Lo seguì mentre svoltava nel corridoio ma una volta uscito dalla cucina non trovò nessuno. Sono pazzo, non ci sono altre spiegazioni. Pensò. E rimase inebetito a guardare il nulla.

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