Scomuniche

Ovvero parità

Ci sono delle cose che non condivido. Ve ne sarete accorti anche se cerco di dissimulare. Non sempre queste cose stanno dalla stessa parte. Per esempio: qualche anno fa al Salone del Libro, Israele avrebbe avuto il ruolo di ospite d’onore. Apriti cielo. No, si, assassini, razzisti. Ecco io al tempo pensai che stare li a fare il boicottaggio era sbagliato, non lo condividevo. Riuscivo a comprenderlo solo nell’ottica di mettere sotto i riflettori la causa palestinese. Ma nel complesso mi sembrava una mossa controproducente che avrebbe solo fatto passare gli uni per buoni, dialoganti, sereni nelle loro scelte difficili, gli altri furiosi, antisemiti e pedanti. Oh, sia chiaro, per me essere contro la politica israeliana non significa affatto essere antisemiti, sarebbe contraddittorio, un po’ come dire che criticare il governo tecnico sia da anti italiani, cioè proprio contro la razza italiana, assurdo.

Ecco. Però quell’anno si alzarono cori e peana a favore della libertà di stampa.

-E questi ragazzi (avete fatto caso che quando c’è qualcuno che scassa sono sempre ragazzi? mah! N.d.B.) che vogliono togliere la libertà di stampa, perché la libertà di stampa è una cosa importante, Voltèr aveva detto non me ne frega nulla di quel che dici ma darò il mio 5 per mille perché tu possa stamparlo, e i bambini?! Qualcuno ha pensato ai bambini?!-

Ecco. Però adesso Israele ha dichiarato che Gunter Grass è persona non gradita. Il premio Nobel per la letteratura ha pubblicato una poesia dove critica Israele e dice che il suo arsenale atomico è una minaccia per l’umanità. Cito da Repubblica le reazioni:

Durissime sono state le reazioni dei rappresentanti della cultura e dello Stato ebraico, in Germania come in Italia. Se per l’ex presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, Amos Luzzato, si è trattato di “un vero e proprio proclama antiebraico”, secondo il presidente del Consiglio centrale ebraico tedesco, Dieter Graumann, la poesia era “un pamphlet aggressivo” che capovolge la realtà: non è Israele a minacciare, ma l’Iran.

Per il delegato dell’ambasciata israeliana a Berlino, Emmanuel Nahshon, quelle di Grass erano accuse che ricordano l’antisemitismo vecchio stampo: “Quel che deve essere detto – ha scritto Nahshon richiamando il titolo del componimento – è che appartiene alla tradizione europea accusare di omicidio rituale gli ebrei prima della Pesach (la Pasqua ebraica)”.


Volete la mia opinione? No? Ah! E allora che ci fate qui? Comunque sia ci sono due livelli di cose che mi vengono da dire: la prima è che questi hanno un minimo esagerato, un minimo eh! (ma leggetevi la poesia e poi dite voi); la seconda è: com’era quella storia del diritto di parola e della libertà di stampa?

I bambini, qualcuno pensi ai bambini!

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