Riflessioni dentro e fuori i frizer

Ovvero di cose interessanti

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Ecco perchè sul caso Lega Nord non ho detto nulla, ci ha pensato Leonardo e la sua analisi mi sembra compiuta e precisa. 

C’è però un passaggio che mi ha incuriosito. Erano cose a cui avevo già pensato ma essendo che mi piace di essere sincretista, o sincretino fate voi, la cosa mi ha interessato ancor di più perché io ci ero arrivato da vie trasverse. La questione è questa: dato che non mi piacciono le risposte generiche, non posso e non voglio credere che il militante leghista non si fosse accorto di nulla, non avesse il minimo sospetto o che siano tutti e solo degli imbecilli, e questo ve lo dice lui; dato il parallelismo con l’abbattimento di Craxi manco fosse Saddam Hussein, anzi manco fosse una statua di Saddam, che Leonardo dice gli italiani conoscessero bene le sue malefatte, che non furono sorpresi da Tangentopoli, solo, secondo lui, visto che tanto rubavano tutti, pensavano di migliorare la situazione con l’alternanza tra partiti al governo, che avrebbero rubato di meno se si fossero potuti controllare vicendevolmente. Premesso che a vederli con il senno di poi questi italiani o sono degli ingenui o sono complici. La domanda che mi viene in testa è: quindi? 

No, dico io, quindi? Come si risolve la faccenda? Leonardo nel suo blog non arriva quasi mai a dare queste soluzioni, e anche questo apprezzo molto. Ma io non sono Leonardo e quindi continuo a pormi la domanda: che fare? Lo so: è di leninista memoria, però la domanda rimane. Come si risolve sta faccenda? Come? Come?! 

Può sembrare esagerato ma trovo che una risposta sia urgente. La mia generazione sta davanti a anni e anni di precariato, di ricattabilità, quella dei miei genitori all’esodo, non quello biblico quello pensionistico. La generazione di mezzo sta aggrappata a un posto di lavoro che se volessero le potrebbero ormai strappare senza colpo ferire. Non ho grandi speranze per il futuro, e Dickens non mi è mai piaciuto. Hai voglia a chiedere a tutti la calma, a chiedere a tutti di garantirsi il futuro con le letterine di protesta come mi dicono si debba fare. Hai voglia. 

A me sembra che per convincere qualcuno a combattere al tuo fianco, devi proporre un’idea alternativa di stato, di paese, di futuro e di progresso. A questo punto la domanda sarà, quindi: da quando l’elaborazione di un domani alternativo si è fermata? Io non lo so di preciso. Mi pare però che a livello politico, l’ultima riflessione che mi sembra degna di nota è quella di Berlinguer nel 1974/75 su Rinascita. Degna di nota perché è l’ultima, ma non condivido un’analisi che parte dal presupposto che la colpa della caduta di Allende sarebbe stata quella di non aver cercato il centro, la DC cilena (che poi è la stessa che ha appoggiato il golpe, non interamente ma responsabilmente). Guardare al centro, il tentativo di avvicinarsi alle posizioni maggioritarie nel paese pur di governare. Ad oggi la linea di chi direttamente, e ben più di me, discende da Berlinguer, l’amato stimato e intoccabile Berlinguer ti voglio bene, è ancora la stessa. Forse lo è la linea di quasi tutti i partiti che arrivano da quella tradizione ma non ho spazio per questa analisi.

Quel che sto cercando di dire è che secondo me c’è bisogno un attimo di andare più indietro di Tangentopoli, c’è un bisogno angosciante, non per l’Italia come concetto astratto ma per il progresso del nostro paese e dell’Europa stessa (non dimentichiamo l’importanza che, a livello europeo la sinistra italiana aveva), di capire dove si è sbagliato. C’è bisogno di nuove riflessioni che non fingano di includere le false partite iva nel concetto di operai o lavoratori (come fanno sia quelli del “potere operaio” che la CGIL a mio parere). Riflessioni che ripartano da dove si sono fermate, da quella nota di Berlinguer, magari cominciando a dire che l’obbiettivo non è andare al governo, ma andare al governo per introdurre riforme di un certo tipo, che so una riforma del lavoro che preveda maggiore democrazia nella scelte dell’azienda stessa, perchè no? Perchè non riprendere la richieste più avanzate del movimento resistenziale riguardo al ruolo nelle fabbriche delle Commissioni Interne? (democratizzazione di tutte le decisioni dell’azienda, anche quelle produttive e non solo delle controversie di lavoro)

C’è bisogno di questa riflessione con urgenza, altirmenti sarà tutto sempre uguale, come mostra appunto l’articolo di Leonardo, con il rischio di rimanere fuori dalla storia e di lasciare spazio a movimenti razzisti e xenofobi.

Forse la prima cosa da fare sarebbe chiedersi cosa vuol dire essere di sinistra, c’è chi dice che sia un’adesione pedissequa alle leggi esistenti ( e richiama Berlinguer), c’è chi dice che è fatta anche di eversione ( e non lo so con certezza ma secondo me richiama Berlinguer), forse no. Forse la prima cosa da fare sarebbe quella di tornare a fare anzichè parlare. A mio avviso c’è da fare tutte e due le cose, Salomone a me mi fa una pippa. 

Io sono convinto che se ciò non accadrà questo sarà grave. Al governo sanno quello che fanno e noi dobbiamo essere in grado di difenderci. Tra l’altro una delle domande da porsi sarebbe: stiamo ancora inseguendo, bramandolo o rifiutandolo, il feticcio del governo? Non ci dobbiamo andare mai, o subito,o quando avremo le forze di incidere, quando ci si va al governo? Sarà un male perchè la tensione sociale che comunque esiste nel paese o troverà un sbocco o sarà dirompente, e allora hai voglia a piagnucolare che i violenti vanno isolati e che non bisogna fare così, sarebbe, come a mio avviso è già ora, un’analisi che guarda il problema da un lato solo, per codardia credo talvolta. 

Quindi? No, nel senso: mo’ come lo chiudo sto post? Bè non so nemmeno questo. Mi piacerebbe vedere gente meno arrogante e più umile che fa politica, che non si crede stocazzo solo perché sono quarant’anni che la fa (quello è solo un accidente della storia, non è merito di qualcuno l’anno in cui nasce). Mi piacerebbe vedere andare all’aria un po’ di banchetti dei mercanti che affollano il tempio. Mi piacerebbe fare tante cose. Troppe. 

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