com’era quella della pagliuzza?

ovvero immerso nella scrittura più lunga che mi sia mai capitata, ma angosciato dai social netuorc

una rara immagine del sindaco di Trebisonda al Quartieraccio

una rara immagine del sindaco di Trebisonda al quartieraccio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

-Vaffanculo! Merde! Culoculoculoculocazzoculoculo!-

Essere svegliati così la domenica mattina non è che proprio ti lasci in bocca il sapore del buon risveglio.

Apro gli occhi, mi giro verso la fidata sveglia analogica sul comodino: le 7emezza. Cristo ma non le avevano abolite le 7emezza della domenica mattina? Maledetto governo tecnico che non mantiene mai le promesse. Sto li che mi sto per addormentare e sento un coro di

-Ma non lo vedete! Non capite! Siete stupidi a non capire? ma come fate?!?!?!?- un coro enorme mi sembravano almeno la metà degli inquilini della mia scala, che sono tanti se urlano insieme. 

Sobbalzo nel letto, mannaggia alla… a questo punto sono sveglio, occhi spalancati e ancora la serata di ieri in bocca, bella serata, fino a quando la ricordo. Mi giro e lei c’è, sicurezza, confortevole conforto come sempre, ed è davvero stupenda mentre respira a bocca aperta con la testa infilata a metà sotto il cuscino per sfuggire la luce e ancora semi truccata, anche il cuscino è semi truccato. Provo a vedere se è sveglia e se nel caso avesse voglia di passare più serenamente queste strane ore che il mondo ha dimenticato, le setteemezzadidomenicamattina sentite come suona male…Ma niente dorme della grossa e rimbalza i miei approcci molto sessi, come potrete immaginare visto che sono ancora un po’ ubriaco dalla sera prima fatico ad aprire gli occhi contemporaneamente e parlare è un vago ricordo di quando ero giovane. 

Comunque a quel punto sono sveglio. Mi alzo e visto come va sono già un po’ incazzato con tutti quelli che hanno urlato. Metto su il caffè in trance e ancora:

-Ma che cazzo volete!? Dite cazzate, mummie!- un altro coro greco che sbraita e a questo punto mi chiedo se per caso non ci siano tutte le porte delle abitazioni del palazzo aperte e che sulla soglia ogni inquilino stia urlando quel che gli passa per la testa.

Niente da fare, lo so che ci perdo tempo e fegato ma non resisto, devo farmi i cazzi degli altri. Così mi infilo i pantaloni e passo per l’anticamera pronto ad uscire, mi fermo davanti allo specchio e mi sembra qualcosa non sia apposto. Mi batto la mano sulla testa, forse è meglio indossare una maglietta. Torno in camera, facendo silenzio e torno in anticamera, ancora l’immagine dello specchio mi dice che qualcosa non va. Torno in camera mi tolgo i suoi pantaloni e mi rimetto i miei, i pantaloni da donna non mi stanno molto bene, saranno le pens o le pajetts. 

Apro la porta e vengo investito da un vociare tale che la prima cosa che urlo è:

-Sono le sette e mezza di mattina!!!!- 

Momento di gelo…poi un signore che conosco mi si avvicina e mi fa.

-Bluto, veramente sono le 11…- 

Io mi congelo, gli faccio segno con il dito di aspettare, vado in cucina e leggo la to do list, si la prima cosa fa fare è cambiare le pile alla sveglia in camera. 

Riesco, il signore mi guarda e mi fa un sorrisino sotto i baffi

-Allora Pippo Bluto e Paperino, ci siamo divertiti eh?-

-Si- dico arrossendo -ma anche voi qui mi sembra lo stiate facendo. 

E intanto da sotto

-Merde! Zombi! Maleducati! Fasisti!-

-Ma che succede?- chiedo

-è il signore del terzo piano. Sai quello che si è candidato contro il responsabile di scala perchè dice che ruba, ecco sai anche che ha detto che tutti gli altri a parte lui sono delle merde ladre e approfittatrici e ha fatto tutto quell’elenco dei vecchi responsabili che si tenevano il parcheggio migliore, e cose così? Ecco ha appena detto via facebook che se venisse eletto caccerà tutti gli immigrati dalla scala-

-Cosa?!- trasecolo (scusate ma da quando una volta ho letto su Dylan Dog questo verbo lo uso non appena posso)

-Si guarda una cosa scandalosa! E il problema è la gente che lo voterà lo stesso!-

-Vabbè- dico – Che i razzisti in sta scala c’erano già lo sapevamo-

-Non capisci Bluto! Cerca ci capire!- Mi si avvicina un signora sulla cinquantina

-Ci provo, mi spieghi- sono sempre acido alle settee…novabbè sono sempre acido quando qualcuno professoreggia.

-Non capisci che chi lo vota andrà a votare per un fascista, qualunquista, inutile, stupido e maleducato-

-Vabbè singifica che lo voteranno gli stupidi, fascisti qualunquisti e maleducati, sapevamo già della loro esistenza-

-Ma devono capire, tutti devono capire…-

-L’ultima volta che abbiamo cercato di far capire a degli stupidi che sbagliavano a votare perchè votavano un mafioso, corrotto, corruttore e bungabunghista, abbiamo perso per venti anni…- rispondo

I due mi guardano strano.

-Avrete delle idee con il quale contrastarlo se tanto vi da fastidio. Oppure state solo tentando di non far votare lui.-

-Scusa Bluto, ma noi della scala di sinistra, si sa cosa vogliamo-

-Dici? Eppure sono vent’anni che perdiamo non è che a furia di concentrarci sulla persona da sconfiggere ci siamo dimenticati di dire cosa faremo noi per questa scala? Una volta mio padre mi disse che si parlava addirittura delle politiche di tutte le scale, oggi fatichiamo a dare proposte, idee, alternative per la nostra, pechè non dovrebbero eleggere lui quale rappresentate?-

-Vuoi dire che lo voterai anche tu?-

-Io li odio i fascisti della scala di destra- rispondo citando lo zio John

-E allora?- 

-E allora cominciamo a dire noi qualcosa, su chi verrà a vivere nuovo, cominciate a dirci come sarà la scala quando verrete eletti-

-Ma lo sia già…! E poi cosa vuoi spiegare a quelli! Come gli parlo a rutti?!- mi dice la signora 

-Varda, non lo so, non mi interessa, so solo che se uno vuole come rappresentante quel fascista lo voterà, problema loro, datemi un motivo per convincere gli inquilini a votare da questa parte-

Rimaniamo a discutere ancora un poco, io continuo a insistere che per per essere appoggiati dagli antirazzisti bisogna dire cosa antirazziste e non indicare i razzisti ai loro elettori, ma il discorso si complica quando arriva lei al mio fianco e io mi zittisco, la lascio parlare che si sta spiegando meglio di me

-Io so chi voterò- dice-è chi verrà votato che non sa chi sono io-

è talmente sintetico, perfetto giusto che ho una voglia di stamparle un bacio davanti a tutti. Per questo prendo la scusa per rientrare in casa, e lasciare tutti a litigare, per andare a costruirmi un futuro migliore. 

 

PS questa roba è stata scritta in ventiminuti, non ho corretto nulla, non ho nemmeno capito se abbia un senso. 

Bluto

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