Miss Lefty non canta più

Ovvero seconda puntata, qui la prima jazz

Ma che ti frega di quella vecchia carampana? Ci si può offendere e arrabbiare per qualcosa che si è pensato? Si, perché magari non si vuole ammetterlo. E così l’Ispettore Blutarsky avrebbe voluto dire alla Capa del Dipartimento, Cyrus, che sarà stata anche una carampana ma non è che possiamo indagare solo se la morta era una bella figa. Che, probabilmente, lei invece stava lì solo perché era una bella figa. E questo non sarebbe nemmeno stato giusto, che ne sapeva lui se Miley Cyrus, laureata e da sempre dentro la polizia, fosse a capo del Dipartimento solo perché molto carina? Era a Capo del Dipartimento da meno di 6 mesi. Poteva che si, poteva che no.

E in effetti Blutarsky non sapeva che dire quindi non disse niente a riguardo ma chiese 24 massimo 48 ore perché secondo la scientifica c’erano stati tre uomini nell’appartamento della deceduta, che la scientifica aveva dei dubbi. Insomma si era invitato delle balle, solo perché voleva essere sicuro che Miss Lefty si fosse veramente suicidata. Perché non lo era, sicuro.

-Va bene Blutrasky, le do 48 ore, non di più che non possiamo sprecare energie-

Sprecare energie per fare il mio lavoro al meglio? Pensava Blutrasky, ma comunque non aveva nessun motivo per incazzarsi con la Capa. Ma lo avrebbe voluto. Perché era così nervoso? Ringraziò, uscì echiamò De Filippo

-Allora? Novità?-

-Blutà! Novità? Mah-

Silenzio

-Mah… che vuol dire?- chiese l’ispettore

-Che le lettere sono di Miss Lefty, alcune sono state strappate e altre tagliate ma comunque irregolarmente, le parole che mancano sono state perse negli strappi-

-Tu hai mai strappato delle lettere, De Filippo?-

-Si, quanno chell’allà m’ha lassato-

Chiesta la traduzione, Blutarsky aggiunse

-A chi erano indirizzate quelle lettere?-

-Questo non è ancora del tutto chiaro. Ma Cyrus te l’ha dato il tempo?-

-Si. Abbiamo 48 ore. Cerca di capire a chi sono indirizzate io intanto…-

-Una è indirizzata a Mixi Gondola ed è del mese scorso-

-Ne sei sicuro?-

-Certo Blutà, che sono uno che parla a vanvera, io?-

-Che dice?-

-Che non può andare avanti così, lo spazio che le danno è sempre più piccolo e che lei non può accettare le elemosina che le fanno-

-Poi?-

-Poi niente, è strappata, e non ho ancora trovato le parti restanti-

L’Ispettore Blutarsky decise che sarebbe andato a parlare con Gondola. Chiese a De Filippo di raggiungerlo in macchina allo Smart Energy Loyal, uscì dal Dipartimento e chiamò un taxi.

Lo Smart Energy Loyal è il nuovo locale che Gondola ha aperto da qualche tempo. Sta ai bordi del Carrè e da tempo Gondola sta facendo di tutto per attrarre i frequentatori del Piper Demo Club. Almeno quelli che cominciano a stancarsi dell’ambiente da locale del centro, fighetto. Mentre il taxi lo portava verso Gramsci Park, da dove parte la Fifth Avenue dove si trova lo Smart, l’Ispettore Blutasrky pensava all’ultima volta che era stato al Piper. Erano passati ormai diversi anni, era andato con De Filippo e O’Malley, fuori servizio giusto per bersi una birra e rilassarsi. Entrati De Filippo era scoppiato a ridere perché qualcuno sotto l’insegna, tra le lettere P e D aveva aggiunto orco e io e un poveraccio di paki stava pulendo di gran lena prima che arrivasse la massa dei clienti. Blutarsky e O’Malley avevano chiesto spiegazioni e, una volta ricevute, mentre al polacco era scappato un sorrisino, la cosa aveva indignato O’Malley. Che se ne era lamentato per buona parte della prima birra. D’altronde un cattolico irlandese può bestemmiare ma non può accettare che altri lo facciano, lui si giustifica col prete e deve chiedere agli altri di non offendere le sue orecchie che se non fosse colpa degli altri lui mica bestemmierebbe. Poi avevano parlato della prossima partita degli Warriors e di come Curry fosse l’incarnazione di Pete Pistol Maravich. Blutarsky si era guardato intorno e si era trovato di colpo a disagio. Le pareti esponevano ancora le foto dei grandi cantanti che avevano attraversato la storia del Piper prima o dopo il cambio di nome, prima era il Port Commune Internationale, poi aveva cambiato tre o quattro nomi. Non si era tanto fermato a pensare se gli avventori conoscessero Pal Myr o lo stesso grandissimo Gramsci che avevano cantato e suonato su quei palchi. Certamente li conoscevano, quelli che non li conoscevano probabilmente in quel momento sarebbero seduti al Grasshopper, o al Force Imperium o al Legs o chissà dove. Quel che non capiva era come chi ascoltava Aldous Moore e Gramsci potessero pensare che la musica dei due artisti potesse essere evoluta in quello che adesso stava ascoltando. Sul palco i Ku Pearl, con alla batteria il solito prezzemolesco Diale Man, suonavano ancora sempre la stessa canzone, che ormai dello stile di Gramsci e Pal Myr non aveva davvero nulla. Dopo di loro, alla seconda quasi terza birra, salirono i Younganardi e ancora Blutarsky si chiese cosa ci facessero lì. Poi si accorse che nessuno, o molto pochi, stavano ascoltando la musica, erano lì e basta. Perché ci andavano tutti. Era possibile cambiare questo stato di cose? Era diverso quando c’era il Port Commune?
Lo stile di Gramsci era incredibile. Gramsci con la tromba faceva vibrare le finestre, bastava lui solo a scatenare la folla. Blutrasky non lo aveva mai visto dal vivo, ma aveva molti suoi mp3 e vinili a casa, a volte, quando era giù, quando un caso difficile lo stava facendo impazzire, tornava a casa e metteva sul Tubo un video di qualche suo concerto, certo erano molto pochi, e quando lo vedeva sdraiarsi sul palco e morire dentro quella tromba dalla quale uscivano delle note che gli facevano venir voglia di muoversi, uscire, fare, ecco in quel momento del video Blutarsky si concentrava sulla folla che lo ascoltava. Non sapevano, probabilmente di vivere un momento che sarebbe considerato storico, ma sapevano che quel concerto era fondamentale. Per loro in quel momento. E forse anche per il futuro della musica. C’è un video su youtube dove un giornalista ad un certo punto chiede ad un ragazzo cosa ci facesse lì e perché si agitasse così tanto. Il concerto si svolgeva prima dell’apertura del Port Commune, era ancora al New Order, un localaccio che era stato aperto anche da Gramsci stesso, dopo che al Port Sociale gli avevano vietato di suonare, troppe droghe, troppa agitazione, rovinava i rapporti con la polizia. Ebbene quel ragazzo intervistato dopo che davanti al palco di Gramsci si era scatenato e ribellato rispose così al giornalista che incredulo gli chiedeva cosa lo avesse spinto a dimenarsi così:

-perché sta roba parla di me. Che ne sai tu, nella tua casa bella, di cosa vuol dire svegliarsi quando è ancora buio, di non essere pagato quando sto a casa malato, o di rischiare la morte perché un tizio con la cravatta più bella della tua possa prendersene una ancora più bella? Bè io quando sento Gramsci con la sua tromba è come se mi montasse dentro la rabbia per tutto questo ma non ho voglia di spaccare tutto e basta, ho voglia di prendermi quel palco come fa lui, ho voglia di cacciare i parrucconi con le loro band tranquille che parlano solo d’amore. È come se se dicesse per me cose che io non so mica dire. Le ha dette lui, le dice con la sua tromba, ovvio che non è mica che le dice davvero, ma è come se le dicesse-

Preso da questi pensieri l’Ispettore arrivò al locale ma prima di entrare fece un giro per il parco poco distante. Arrivò alla statua di Gramsci. Fece un giro attorno e non guardò la statua ma chi stava nel parco come lui. Il grande trombettista jazz, avanguardista come pochi in quegli anni, i suoi assoli sdraiato sul palco avevano scandalizzato benpensanti e avventori, ma erano piaciute ai ragazzi che ne avevano colto la carica eversiva, una carica eversiva che né i Ku Pearl, né i Younganardi avevano nemmeno lontanamente, anzi loro erano rassicuranti. Ad un certo punto Blutasrky ebbe un’idea, ci fu mai un duetto tra Miss Lefty e Gramsci o Pal Myr? Ma in quel momento vide Matthew Ponzie entrare allo Smart Energy Loyal e ne fu incuriosito. Ponzie era uno dei soci del Piper e si diceva stesse tentando di prenderne le quote di maggioranza. Decise di seguirlo, probabilmente non avrebbe scoperto niente di interessante. Ma chi poteva dirlo. Mentre si incamminava verso il locale chiamò De Filippo.

-De Filì-

-Blutà lascia stare che a te l’accento napoletano proprio non viene. Dimmi che hai bisogno, mo’?-

-Cercami i duetti tra Miss Lefty e Gramsci o Plamyr-

-Che non te li ricordi?-

-Certo ma voglio sapere i contorni, che accadde dopo e durante il concerto?-

-Vabbuò ma ti devo raggiungere prima o dopo averlo cercato?-

-Hai scoperto qualcosa di nuovo sulle lettere?-

-Si-

-E allora prima mi raggiungi e poi fai la ricerca, tanto puoi farla dal cellulare, no?-

-Ok, ok. Blutà. A tra poco- disse De Filippo che mentre metteva giù il telefono lanciava all’ispettore qualche insulto, tutto io devo fare ma va fa mmocc…tututututututu.

Blutarsky arrivò all’ingresso del locale e bussò. Un gorilla con maglietta attillata gli chiese, gentilmente, che voleva. Blutrarsky non rispose e mostrò il tesserino.

-Ispettore Blutarsky del 59° Distretto, devo parlare con Mr Gondola-

-Mr Gondola adesso è occupato, può aspettare?- una voce melliflua da dietro le spalle del gorilla che venne fatto spostare e venne aperta la porta -Oppure può dire a me, piacere Better, Genny Better, sono il socio di Mixi-

-Veramente dovrei parlare proprio con Mr Gondola, questioni che non riguardano il locale, per ora. Ho visto arrivare Ponzie, è occupato con lui Mr Gondola? Avrei urgenza-

L’Ispettore era curioso di sapere quanto stava disturbando.

-Un attimo, Ispettore…?-

-Blutarsky-

-Blutarsky, come Bluto di Animal House!-

-Si- disse Blutarsky tirando fuori un block notes – e lei è il…il…mah ho perso il conto di quante volte mi è stata fatta questa battuta- l’ispettore avrebbe potuto sorvolare su una battuta scontata ma non voleva lasciare spiragli di comunicazione, doveva essere lui a condurre il gioco.

-Mi scusi, arrivo subito-

Genny Better si accomiatò imbarazzato, il gorilla voleva mostrarsi sicuro e non spaventato, Blutasrky si mostrò annoiato da tutti questi giochini, si fece un giro nel locale. Poca luce, al centro della sala una pista da ballo ma ingombra di tavolini, Blutasrky si chiese perché fare una pista da ballo quando poi ci si mettevano i tavolini, colori viola e giallo, come i Lakers bah, una luce soffusa a fare da atmosfera. Doveva ammettere che non era male ma qualcosa non andava,non quadrava del tutto. Dava lo stesso effetto del Piper, forse un po’ più verso lo stile Pal Myr che verso Moore, ma trasmetteva comunque lo stesso odore di preconfezionato, qua e la degli sprazzi di realtà, in un angolo un ragazzo si stava rollando una canna, dall’altro lato due tizi discutevano animatamente, cose che al Piper sarebbero state assolutamente vietate mentre qui si accettavano con bonarietà, a sentirsi migliori, ma che andavano nascoste, mica fare la figura da locale underground o occupato. Ad un tratto si girò come se ci fosse qualcosa di fuori luogo e si trovò sotto una gigantografia della bassista dei Vat, Mary Martins. Pessima musica quella, perché li? Ma davvero Lefty era stata paragonata a Martins?

Miss Lefty in un Disegno di Henry The Berly

Miss Lefty in un Disegno di Henry The Berly

-L’Ispettore Blutasrky?- disse una voce alle sue spalle, distraendolo da quei pensieri

L’ispettore si girò e vide un uomo sulla cinquantina, curato e con orecchini ai lobi, maglia aderente e completo di Armani.

-Si, piacere Franek Blutarsky della Polizia Distrettuale-

-Piacere Mixi Gondola, mando avanti lo Smart Energy Loyal, vedo che stava ammirando anche lei la grande Mary-

-Insomma… ammirando…-

-Gran bassista-

-Si, discreta tecnica- Blutarsky rimase sul vago -L’ho disturbata?- chiese per cambiare discorso e perché era lui a dover fare le domande.

-Si figuri, per la polizia si trova sempre tempo, in cosa posso esserle utile-

-Non sarà una cosa breve, mi sembra una giusto dirglielo-

-Non si preoccupi, so che ha visto Ponzie ma non parlavamo di affari, possiamo riprendere più tardi-

Se non sono affari perché si ferma qui? E senza sapere quanto tempo? Si chiese l’Ispettore.

-Vorrei farle qualche domanda su Miss Lefty-

-Dio che terribile sciagura. Le mie giornate sono diventate notti, è come se si fosse oscurato il sole. Non mi aspettavo nulla del genere-

-Non se lo aspettava? Eppure era tempo che Miss Lefty era depressa-

-Bè si ma non mi aspettavo fino a questo punto. Ma perché la polizia indaga? Avete forse il sospetto che quello a cui abbiamo assistito non sia soltanto la sciagurata idea di una donna ormai giunta sulla soglia di un’età nella quale sentiva di non poter dare più tutto quello che un tempo l’aveva resa una grande cantante dei Nightclub e delle Balere?-

-Le indagini si fanno sempre Gondola- tagliò corto Blutasrky -Quando l’ha vista l’ultima volta?-

-Non ricordo-

-Miss Lefty e lei vi siete mai scambiati lettere?-

-Che c’entra questo?-

-Curiosità di sbirro-

-Non mi piace questa parola nemmeno se la usa un tutore dell’ordine. Non capisco perché me lo chiede ma comunque non…-

-Le abbiamo trovate nel cestino di Miss Lefty- incalzare per scoprire di più

-Solo le mie?-

-Quindi vi siete scritti?-

-Si, in passato-

In quel momento entrò De Filippo, questionando, a suo modo, con il gorilla. Li raggiunse, si presentò e passò una busta a Blutarsky, dentro c’erano dei semplici fogli di carta con la ricetta della pastiera. L’Ispettore e il suo secondo facevano spesso questo giochino.

-Questa lettera è del mese scorso-

Gondola deglutì.

-E cosa direbbe?-

-Che non la sopporta più, la chiede di liquidarla e di lasciarla andare via-

-Assurdità! Era lei che mi chiedeva di cantare, nonostante…-

-Nonostante?-

-Nonostante fosse quasi un favore che le facevo! Lei non può capire ispettore ma adesso le cose sono cambiate da queste parti. Un tempo una come Lefty mi avrebbe riempito il locale tutte le sere, ma oggi… Oggi no ispettore, quello stile non va più, mi spiace per quello che è accaduto ma non c’entro nulla-

-Quando ha suonato per l’ultima volta qui allo Smart?- chiese De Filippo

-Due mesi fa-

-Poi più niente- incalzò

-Si più niente, guardi ho qui la programmazione degli ultimi tre mesi-

Blutasrky prese i fogli e controllò

-Scusi, una curiosità. L’ultima volta che Lefty ha suonato qui era ad orario aperitivo e alle 22, cioè quando il locale comincia a riempirsi, è previsto un dj set, e così anche la volta precedente. Mi scusi forse non c’entra niente, ma una come Lefty a suonare per gli aperitivi, quando ancora non c’è nessuno?- chiese l’ispettore

-Che vuole che le dica, ispettore? Non aveva più tiro, portava pochi clienti e poi era sempre così dura, secca, certi urli dal palco che mi aizzavano la folla, si è vero bevevano di più ma allo stesso tempo quelli del Piper ne era spaventati-

-Mi scusi ma a lei che gliene importa?-

-Ispettore non mi faccia il romantico, perché crede che il Piper sia sempre pieno? Gli avventori del Piper sono la maggioranza di questo paese, se uno vuole campare in sto mestiere deve avere più avventori possibili, e non è che posso permettermi di stare ad ammirare una grandissima cantante con dieci persone-

-Quindi lei vuole fare concorrenza al Piper cercando di dare ai suoi avventori la stessa cosa che trovano al Piper?- De Filippo sembrava sorridere nella penombra del locale.

-Io voglio dare agli avventori quello che di cui gli avventori hanno bisogno. Così si fa questo mestiere-

-Certo, certo- disse Blutarsky -Quindi lei e Lefty avete discusso perché lei non le lasciava abbastanza spazio?-

-Io e Lefty abbiamo discusso, ma non capisco che c’entri con il fatto che Lefty si sia suicidata, in fin dei conti era ormai fuori dal giro, non mi aspettavo quanto accaduto e sul mio profilo facebook e sulla pagina del locale, può trovare il nostro elogio funebre, per la grande Lefty, speravamo capisse che i tempi erano cambiati, che non facesse come Nutella, invece ha fatto anche di peggio, siamo distrutti ma questo non mi può spingere a dire che aveva ragione-

-Quindi Lefty era fuori dal tempo come Nutella-

-Ma nemmeno con Nutella andava d’accordo! Anzi andate a chiedere a lui dell’ultima volta che hanno parlato dell’ultimo concerto che ha fatto alla Caverna!-

-Signor Gondola, lei non si preoccupi delle persone con cui parliamo noi, siamo qui per fare domande a lei, e non per accusarla di niente, stia tranquillo. Solo un’ultima domanda: che problema ha con lo stile, aspetti come l’ha definito lei? Ah, si, con lo stile duro di Lefty?-

-Ma nessuno! Solo che devo pensare a portare più avventori possibili e non siamo più ai tempi del Port Commune, certa aggressività sul palco spaventa e allontana, non attira!-

-La ringrazio, Mr Gondola- disse l’ispettore Blutarsky, ci fu un giro di saluti tra tutti e poi con De Filippo uscì.

-Hai cercato quel che ti ho chiesto?-

-Si, ci sono stati tre grandi concerti al Port Commune, i primi due quando ancora era una bettola underground, ma credo che alcune cose tu le debba vedere, Blutà. Lefty e Gramsci, al Port Commun Clandestino, 1943. Altro che gli avventori hanno paura dell’aggressività, che tempi chellilà-

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