E dopo?

Ovvero si va bene ma…

Quando ero piccolo giocavo nel pratone fuori da casa dei nonni, che abitavano in un palazzone popolare e il pratone non era un parco, era proprio un pratone mal curato in cui al massimo tagliavano l’erba, ogni tanto.

Nel Quartieraccio c’erano dei bulli, come in tutti i quartieri, uno ti diceva cosa dovevi fare quando passava, l’altro dove dovevi guardare. E noi bimbi dovevamo adattarci e non era mica facile,provateci voi a camminare su una gamba sola guardando dietro di te.

Per un certo periodo uno dei bulli riuscì a imporre a tutti la sua bullaggine. Lo fece pr diversi mesi fino a che un gruppo di altri bulli non lo ribaltarono. Anzi non andò proprio così, quel bullo rubò un motorino e la polizia selo portò via, si dice che furono gli altri bulli a fare la soffiata.

Dopo la festa che facemmo come bimbi schiacciati dal quel bullo sapete cosa facemmo?

Lo stesso giorno dopo camminammo su una gamba sola guardando dietro di noi.

Se cade il tiranno non è detto che cada la tirannia.

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